Le notizie di Info-Scuole.it

Home

Argomenti

Tutti i documenti

Quesiti

News + Documenti

Forum

Dal 1° settembre 2013, i quesiti li potete trovare e formulare
sul nuovo Blog ad accesso riservato di Info-Scuole.

 

(settembre 2014: 2^ anno del Blog riservato e 1.200 iscritti)


 

LE RISPOSTE AI QUESITI DEL 2011



Adempimenti periodici Assenze e presenze Contabilità e Fisco Contratti e Forniture Gestione scolastica Informatica e Privacy Organizzazione ATA Pensioni e Previdenza Retribuzioni e compensi accessori Ricostruzioni di carriera Supplenze e Graduatorie Trasferimenti

Adempimenti periodici:


Albo pretorio on-line 1

D: CARO COLLEGA,
PRESO ATTO DELL'ENTRATA IN VIGORE DAL 1/01 DELLE DISPOSIZIONI INERENTI L'OBBLIGATORIETA' DELL'ALBO PRETORIO "ON LINE", MI PONEVO IL PROBLEMA DI QUALI SIANO - PER L'AMMINISTRAZIONE DELLE SCUOLE - ATTI ASSIMIBILABILI A QUELLI DEGLI ENTI LOCALI (DELIBERE DI CONSIGLI E GIUNTE, BANDI D'APPALTO, ECC) CHE DEBBANO SOTTOPORSI ALL'OBBLIGO DI PUBBLICITA' LEGALE E NON MERA PUBBLICITA'-NOTIZIA.
NON MI PARE CHE LE DELIBERE DEGLI ORGANI COLLEGIALI DELLA SCUOLA SIANO SOGGETTE PER L'ACQUISTO DELL'EFFICACIA ALL'OBBLIGO DI PUBBLICAZIONE DI 15 GG.
ED INOLTRE LA MAGGIOR PARTE DEI DECRETI DEL D.S. SONO IN GENERE ATTI DEFINITIVI E QUINDI NON RICORRIBILI MA IMPUGNABILI AL TAR.
FORSE SOLO LE GRADUATORIE PROVVISORIE DI ISTITUTO POTREBBERO RICADERE NELL'ESEMPIO O I BANDI PER REPERIRE IL PERSONALE ESPERTO O ATA PER I PON, POR, ECC.
PER QUANTO RIGUARDA LE GARE, POI, IL FATTO CHE IN GENERE RICORRIAMO ALLA PROCEDURA RISTRETTA SENZA PUBBLICAZONE DI BANDO DOVREBBE ANCHE ESCLUDERE LA NECESSITA' DI PUBBLICAZIONE, TRATTANDOSI DI INVITI DIRETTO ALLE FAMOSE TRE DITTE A FORNIRE PRENVENTIVI E NON BANDI AD EVIDENZA PUBBLICA.

R: Le riporto qualche norma sull'affissione all'albo scolastico:

DELIBERE DEGLI ORGANI COLLEGIALI: art.43 D.Lgs. n.197/1994

PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI: art.14 comma 7 DPR 275/1999

CONTRATTI DI CONSULENZA: art.3 comma 18 L.244/2007

COLLABORATORI ESTERNI: art.3 comma 54 L.244/2007
 


^ SU


Anagrafe delle prestazioni e provenienza fondi

D: Anagrafe delle prestazioni collaboratori esterni: la segnalazione va effettuata anche se i fondi utilizzati per il compenso sono di natura privata o provengono dal Comune?

R: L'adempimento di cui lei parla riguarda l'invio degli elenchi semestrali dei collaboratori esterni e dei soggetti ai quali siano stati affidati incarichi di consulenza.

Tale rilevazione, oltre che per ragioni di trasparenza, riveste lo scopo preciso di quantificare la spesa che il MIUR investe per attività particolari che richiedono l'intervento di personale non reperibile al proprio interno, perciò riguarda i collaboratori esterni ai quali siano stati corrisposti compensi con fondi del MIUR (inteso anche come USP e USR), mentre le altre attività autofinanziate dagli alunni o da enti diversi dal MIUR (privati e quant'altro) non rientrano in tale rilevazione.


^ SU


Albo pretorio on-line 2

D: Sono la Referente per il sito scolastico della scuola e ho un dubbio sull'albo pretorio on-line: cosa effettivamente CI DEVE essere? Ho visto che ogni scuola si gestisce un po' come vuole. Per me andrebbero tutti quegli atti e verbali affissi all'albo della scuola, o no? Avendo un menù molto dettagliato, io avrei pensato di inserire all'albo pretorio il regolamento di istituto, la carta dei servizi, il bilancio, i contratti stipulati dalla scuola, regolamenti delle varie scuola, protocollo accoglienza, ecc. Potrebbe andare bene? Grazie, se vorrà darmi un consiglio.

R: La materià è abbastanza complessa, le allego una risposta dell'ANP in merito (http://www.anppiemonte.it/forum1104.htm).

In sintesi: sull'albo on-line vanno pubblicati tutti gli atti che prima andavano pubblicati all'albo cartaceo della scuola, per disposizione di legge.
Le consiglio cmq di raccordarsi con il Dsga della sua scuola, oltre naturalmente che con il DS.


^ SU


Assenze e presenze:


Terapia per gravi patologie

D: Gravi patologie. Il certificato medico deve specificare il tipo di terapia e dove viene effettuata la terapia? Se la risposta è sì, la terapia si può effettuarla a casa o allo studio medico, visto che è terapia
particolare?

R: Si può approfondire l'argomento da uno degli ultimi inserti uscito sulla rivista "Pais", dedicati alla materia.

In merito alla domanda se la terapia si possa effettuarla a casa o allo studio medico, non le so dare una risposta, non essendo io medico, credo che debba essere un medico anche della ASL a stabilire ciò, ma questo non influisce comunque sulla classificazione quale "grave patologia".

Si ricordi, inoltre, che il D.M. n.206 del 18/12/09, all'art.2 esclude dall'obbligo degli orari di reperibilità, se viene inviata la visita fiscale, i dipendenti per i quali l'assenza è riconducibile alle patologie gravi che richiedono terapie salvavita.


^ SU


Somma di più tipi di aspettative

D: Un docente che ha già superato i due anni e mezzo di aspettativa per motivi di studio e ricerca all'Estero, può ottenere un ulteriore aspettativa fino al termine dell'anno scol. 2010/11 per continuare l'incarico di docente di Lingua italiana presso una Università estera ?

R: Il periodo massimo di aspettativa per motivi di studio (art.18 CCNL 2007, artt.69 e 70 DPR 3/57) non può avere una durata superiore a 12 mesi se fruita senza soluzione di continuità, se fruita invece, a periodi spezzettati non può superare in ogni caso, nell'arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi).
Se alla scadenza del periodo massimo di aspettativa il docente non si presenta in servizio deve essere considerato assente ingiustificato. Il docente che abbia raggiunto i limiti massimi di aspettativa può ottenere per motivi di particolare gravità, un ulteriore periodo di aspettativa, della durata massima di 6 mesi.

Il comma 3 dell'art.18 CCNL 2007 aggiunge un'altro tipo di aspettativa alle precedenti:
"Il dipendente è inoltre collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l'esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova."

Il CCNL 2003 riportava l'inciso "nell'ambito di un altro comparto della P.A.", che nel CCNL 207 è stato eliminato.

Non essendoci, a quanto mi risulta, preclusioni scritte espressamente (su somme di periodi tra le due aspettative), presumo sia possibile, per il docente che voglia continuare l'incarico di docente di Lingua italiana presso una Università estera, ottenere questo ulteriore periodo massimo di un anno di aspettativa senza assegni (che gli dà diritto ancora alla conservazione del posto), al termine del quale dovrà scegliere definitivamente se rientrare in Italia o continuare a lavorare all'estero.


^ SU


Infortunio e visita fiscale

D: Un collaboratore scolastico ha subito un infortunio nel tragitto casa -scuola (a piedi), essendo stato investito da un'auto pirata. Ora è in malattia per infortunio. La visita fiscale, con la nuova normativa si può disporre? Le fasce orarie di reperibilità ora sono dalle ore 10,00-12,00 e 15,00-17,00 e non più dalle 8,00-13,00 e 14,00-20,00?

R: La invito a consultare il Decreto del Min.Funzione Pubblica del 26/02/09, attualmente in vigore (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=3145):
- le fasce orarie di reperibilità sono 9-13 e 15-18 (art.1)
- sono esclusi dall'obbligo di rispettare le fasce di reperibilita' i dipendenti in infortunio sul lavoro (art.2)

La visita fiscale, in caso di infortunio sul lavoro riconosciuto e trattato dall'Inail, è una facoltà, non un obbligo da parte della scuola.


^ SU


Decurtazione compensi accessori malattia personale a t.d.

D: Per le docenti a tempo determinato i giorni di malattia per ricovero ospedaliero rispettano lanormativa dei docenti di ruolo, ai fini delle decurtazioni dei compensi accessori volute da Brunetta ?

R: Per le decurtazioni dei compensi accessori volute da Brunetta, per il personale a tempo determinato (supplenti annuali / fino al termine delle attività didattiche pagati dalla DPSV) i giorni di malattia per ricovero ospedaliero rispettano, IN PIENO, la normativa dei docenti di ruolo, ossia:
La riduzione dello stipendio (RPD/CIA per i primi 10 giorni di malattia per ogni evento) NON si applica alle assenze per malattia derivanti da:
- ricoveri ospedalieri e day hospital.
Si ricordi che al personale supplente breve e saltuario pagato dalla scuola, non viene corrisposta la RPD/CIA, perciò in ogni caso non c'è mai decurtazione di compenso accessorio in caso di malattia.

^ SU


Visita medico-collegiale per assenze grave patologia

D: SI DESIDERA CONOSCERE IL SUO PARERE IN MERITO ALLA POSSIBILITA' O MENO DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA DI SOTTOPORRE A VISITA MEDICO-COLLEGIALE UN DIPENDENTE ASSENTE PER GRAVE PATOLOGIA GIA' AL QUINTO MESE CONSECUTIVO E/O SE VI E' UN LIMITE A TALE TIPOLOGIA DI ASSENZE.

R: Non esiste, allo stato, una elencazione o specificazione delle c.d. "gravi patologie".
La gravità della patologia non è rimessa alla valutazione discrezionale del dirigente scolastico competente ad autorizzare l'assenza per malattia, ma deve essere accertata e certificata dal personale sanitario competente: quindi, La situazione di grave patologia deve essere certificata dall'ufficio
medico Legale dell'AsL di appartenenza.

L'art. 17 comma 1 del CCNL/2007 prevede che il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano, alle assenze dovute all'ultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.
Il secondo comma prevede che, superato tale periodo, al lavoratore che ne faccia richiesta è concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, senza diritto ad alcun trattamento retributivo.
Il terzo comma prevede che, prima di concedere su richiesta del dipendente quest'ultimo ulteriore periodo di assenza, la scuola può procedere all'accertamento delle sue condizioni di salute, per il tramite del competente organo sanitario (VISITA MEDICA COLLEGIALE), al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.

Dal punto di vista contrattuale, perntanto, l'unico limite alla tipologia di assenze per grave patologie è, pertanto, quello dei 18 mesi nell'ultimo triennio, al superamento dei quali il Dirigente Scolastico si ritiene legittimato a disporre una VISITA MEDICO COLLEGIALE.

In via generale, comunque, il potere/dovere dell'amministrazione di sottoporre un proprio dipendente a visita medico collegiale, può derivare anche da:
- DPR 3/57 art.2: tra i requisiti per l'ammissione agli impiego nello Stato serve comunque quello di "idoneità fisica al lavoro";
- DPR 300/70 art.5: "Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico".
Tale tipo di controllo, tuttavia, appare giustificato ove supportato da notizie o avvenimenti che facciano supporre una inidoneità, anche parziale, oppure dal venire a conoscenza di certificazioni di invalidità o di Legge 104/92.
In tal caso, le cosidette visite collegiali possono essere visite d'idoneità fisica generica richieste dal datore di lavoro a struttura pubblica, oppure per richiedere un giudizio d'idoneità alla mansione specifica.


^ SU


Settimana corta e festività soppresse

D: Potrei avere un chiarimento sulle festività soppresse?
Sono un'assistente amministrativa a T.I. e faccio un orario articolato su 5 giorni settimanali e quando prendo le ferie mi vengono conteggiate 1,2  ma mi è venuto un dubbio:
il periodo di ferie spettante è composto da 30 giorni + 2 festività soppresse da aggiungere alle ferie + 4 festività soppresse da prendere durante l'anno.
Se chiedo di usufruire di un giorno di festività soppressa durante l'anno mi viene conteggiato 1 e non 1,2, mentre sui due giorni (stessa tipologia) attaccati alle ferie si applica la normativa delle ferie (1,2).
E' giusto che sulla stessa tipologia di assenza (festività soppressa) si applichino 2 diversi trattamenti?
 
R: Il metodo di calcolo è giusto per tutte e due le tipologie.
 
Gli articoli 13 e 14 del CCNl Scuola ne parlano abbastanza chiaramente.
 
Il conteggio di 1,2 viene fatto per le ferie del personale a t.i., a cui spettano 32 giorni di ferie annuali, che hanno un orario articolato su 5 giorni settimanali anzichè 6.
 
Il conteggio di 1 viene fatto per fatto per le festività soppresse, che sono 4 per tutto l'anno, prescindendo dall'orario di servizio svolto.

^ SU


Portatore L.104/92 e congedo biennale retribuito

D: Vorrei sapere se un portatore di l.104 può usufruire del congedo biennale retribuito.

R: I soggetti a cui è riconosciuto il congedo retribuito di due anni (di cui all'art.42 comma 5 del D.Lgs. n.151/2001) sono esclusivamente coloro i quali assistono persone con handicap grave, e, nello specifico:
- i genitori, anche adottivi o affidatari, della persona con handicap grave
- i lavoratori conviventi con il fratello o sorella con handicap grave a condizione che entrambi i genitori siano "scomparsi"
- uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazione di gravità, nell'ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all'assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili
- il coniuge della persona con handicap grave
- i figli che assistono i genitori conviventi in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.

Non è previsto tale congedo direttamente per il portatore di L.104/92.


^ SU


Certificato per grave patologia

D: PER LA GRAVE PATOLOGIA DEVE ESSERE FATTO IL CERTIFICATO ON LINE?

R: La certificazione medica, contenente l’indicazione delle gravi patologie e delle relative terapie che devono essere effettuate, deve essere rilasciata dalla competente ASL o da strutture accreditate.

Le certificazioni di assenza dovranno essere rilasciate dal medico di famiglia, dai medici specialisti dipendenti dell’ASL o da strutture convenzionate.
Non sembrerebbe idonea la certificazione rilasciata dal medico specialista al di fuori del servizio sanitario Nazionale.
 
Riepilogando:
1) Il dipendente interessato dovrà far pervenire al servizio di medicina legale della propria ASL di residenza la richiesta tendente al riconoscimento di grave patologia;
2) Il dipendente dovrà quindi far pervenire all’ufficio del personale della propria scuola la documentazione attestante il riconoscimento della grave patologia;
3) Le certificazioni mediche successive alla data di richiesta potranno essere rilasciate dalla struttura pubblica o convenzionata che prescrive o effettua le terapie, o dal medico di base, e sulle stesse dovranno essere apposti la dicitura di grave patologia già riconosciuta;
4) I giorni di assenza per l’effettuazione delle terapie salvavita devono essere specificati sul certificato medico.
 
Nel caso del certificato attestante la grave patologia, esso secondo me può essere fatto cartaceo, in quanto tutte le Circolari della Funzione Pubblica, fino alla recente ultima uscita, indicano che i certificati rilasciati dalle strutture ospedaliere o dai pronto soccorso possono essere fatti con tale modalità, senza conseguenze sanzionabili per tali strutture..
Tutto ciò a meno il servizio di medicina legale della ASL non possa rilasciare quello telematico, ove il dipendente dichiari di essere un lavoratore dipendente pubblico o privato.
Faccio notare che, poichè la segnalazione per mancato utilizzo della modalità telematica, deve essere fatta dall'Amministrazione ricevente alla ASL di appartenenza del medico, sarebbe assurdo denunciare la ASL a se stessa!!!!!
 
Nel caso dei certificati di assenza per grave patologia, successivi a quello attestante il riconoscimento:
- se rilasciati da strutture ospedaliere o dal pronto soccorso, possono allo stesso modo essere rilasciati cartacei;
- se rilasciati dal medico di famiglia o convenzionato con il SSN, devono essere rilasciati in modalità telematica;
- se rilasciati da un medico libero professionista, possono ancora essere rilasciati in forma cartacea, ma devono essere integrati con quello telematico di conferma, rilasciato da un medico convenzionato con il SSN.

^ SU


Assenza per infortunio: fruizione ferie non godute

D: Un collaboratore scolastico assente per infortunio sul lavoro non fuisce delle ferie dall'a.s. 2009/2010: se il suo rientro avverrà a settembre 2011 come si procederà?

R: Quando le ferie normali o residue sono interrotte da cause non dipendenti dal dipendente, non vi sono limiti di tempo per la loro fruizione, che avverrà dopo il rientro effettivo in servizio.


^ SU


Congedo per volontariato paesi del terzo mondo

D: Un docente a tempo indeterminato ha diritto ad un congedo non retribuito per 15/30 giorni per volontariato in paesi del terzo mondo? In caso affermativo, cosa comporta ai fini pensionistici?

R: Aspettativa per Cooperazione in paesi in via di sviluppo - Legge 49/87

Le invio un vademecum, e maggiori notizie le può trovare al seguente link:
http://www.uglcorpoforestale.it/i-tuoi-diritti/119-volontariato/1237-aspettativa-per-impiego-in-attivita-di-cooperazione-con-i-paesi-in-via-di-sviluppo.html
 
Le ricordo anche questo nuovo istituto.
L’art. 72 del D.L. 112/08 ha introdotto nel pubblico impiego il nuovo istituto dell’”esonero dal servizio” che può, a determinate condizioni, coinvolgere le organizzazioni di volontariato. 
In sostanza il dipendente pubblico che abbia raggiunto i 35 anni di anzianità contributiva può chiedere di essere esonerato dal servizio per i successivi 5 anni fino alla pensione, mantenendo una retribuzione pari al 50% di quella goduta, che viene aumentata al 70% se il dipendente si impegna presso organizzazioni di volontariato. L’amministrazione pubblica versa comunque i contributi previdenziali dovuti.
Il dipendente pubblico deve valutare se gli interessa  questo esonero dal servizio e fare domanda entro l’1/3 di ogni anno, nel triennio 2009/2011, a decorrere da quello in
cui raggiunge il 35^ anno di anzianità contributiva.
In merito, si può consultare la Circ. P.C.M. n.10 del 20/10/08.

^ SU


Part-time e 35 ore

D: IL SOTTOSCRITTO ATTUALMENTE E' IN REGIME CONTRATTUALE DI LAVORO A TEMPO PARZIALE VERTICALE (PRESTO SERVIZIO N. 5 GG. SU 6 SETTIMANALI X N. 12 MESI) E TUTTO, FERIE E RETRIBUZIONE, MI VIENE RIDOTTO IN PROPORZIONE.

UN GIORNO LA SETTIMANA PRESTO SERVIZIO ANCHE PRESSO IL CORSO SERALE, CHE CONTRIBUISCE AL MONTE ORE DELL' ORGANICO DEGLI A.T. AREA ELETTRICA, NELLA NOSTRA SCUOLA, DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 23.00.
DOMANDE:
1) IL SOTTOSCRITTO HA DIRITTO DI FRUIRE DELLE 35 ORE ANZICHE' 36, IN PROPORZIONE ALLA MIA POSIZIONE DI PART-TIME?
2) EVENTUALI GIORNATE PRE-FESTIVE (VOTATE DALL' ASSEMBLEA DEI LAVORATORI), POSSONO ESSERE COLMATE CON PRESTAZIONI STRAORDINARIE DEL SOTTOSCRITTO ?

R: 1) Credo che sia la Contrattazione Integrativa della sua scuola che debba stabilirne le regole, ad esempio che la riduzione orario venga ridotta in proporzione al periodo di servizio prestato, o mantenuta ferma per tutto il personala ATA.

2) Secondo l’art. 58 del CCNL 29.11.2007, relativo al personale A.T.A. che disciplina i rapporti di lavoro a tempo parziale, i lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni (ferie e festività soppresse) proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno.
Le giornate pre-festive (intendendosi quelle di chiusura della scuola per sospesione delle attività didattiche), regolarmente deliberate dal Consiglio d'Istituto e approvate altresì in Contrattazione Integrativa, normalmente si fruiscono sia con le ferie che con i recuperi del lavoratore, ma anche qui le regole specifiche sono stabilite nella Contrattazione Integrativa della sua scuola.

^ SU


Indisposizione e permesso per motivi personali

D: Desidero sapere se in caso di indisposizione (mal di testa, di denti ecc.) un dipendente della scuola può assentarsi per motivi personali  invece che per malattia.

R: Le rispondo citando da diverse fonti su Internet:

1) Quanto alla portata oggettiva   dei motivi personali o familiari addotti  si  sottolinea   la previsione  della  sentenza della Corte dei Conti del 3 febbraio 1984, n.1415  secondo il quale le esigenze personali o familiari “possono identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attengono al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell´impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola. Pertanto, non deve necessariamente trattarsi di motivi o eventi gravi (con la connessa attribuzione all´ente di un potere di valutazione della sussistenza o meno del requisito della gravità), ma piuttosto di situazioni o di interessi ritenuti dal dipendente di particolare rilievo che possono essere soddisfatti solo con la sua assenza dal lavoro”.
 
2) La tesi dei sindacati esclude ogni discrezionalità del dirigente scolastico nell’attribuzione dei permessi in parola,oltre che alcune decisioni della  giurisprudenza di merito e di  legittimita. E' intervenuta in merito anche la nota dell’ARAN-Agenzia rappresentanza pubbliche amministrazioni - con nota n.3989  del 16 .2.2011 in risposta a corrispondente quesito, in cui dice:

"La previsione contrattuale generica ed ampia di motivi personali o familiari e la possibilità che la richiesta di fruizione del permesso possa essere supportata anche da autocertificazione, a parere dell’agenzia, esclude un potere discrezionale del dirigente scolastico, il quale nell’ambito della propria funzione …è preposto al corretto ed efficace funzionamento dell’istituzione scolastica nonchè alla gestione organizzativa della stessa”.

Pertanto mancando la discrezionalità, al dirigente scolastico manca la possibilità di negare il godimento di tali permessi, il cui diritto è espressamente sancito dalla norma contrattuale che recita: ”Il dipendente, inoltre, ha diritto a domanda nell’anno scolastico a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari”.

3) Notizia da Italia Scuola
"La disciplina dei permessi retribuiti ha subito cambiamenti con gli ultimi contratti nazionali della scuola. In sostanza, si è passati da una "concessione", che poteva lasciare qualche spazio ad una valutazione circa il merito dei motivi addotti ad una "attribuzione a domanda", che (anche se non annulla del tutto il potere autorizzatorio del dirigente) certamente è molto più limitativa.
I 3 giorni di permesso sono sostanzialmente un diritto dei singoli dipendenti e il contratto non prevede che siano subordinati ad esigenze di servizio. Obbligo degli interessati è unicamente quello di farne domanda e di produrre la documentazione dei motivi personali o familiari addotti “anche mediante autocertificazione”.
Si ricorda che l'autocertificazione è una dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28.12.2000, n. 445, così come modificato ed integrato dall’art. 15, della legge 16 gennaio 2003, n. 3. In proposito, è opportuno ricordare ai dipendenti che, secondo quanto previsto nell'art. 76 del predetto D.P.R., "Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia".
Di fatto non vi è un “potere di rifiuto” del permesso retribuito da parte del dirigente, quando ricorrano (e vengano documentate) le circostanze previste dal contratto, cioè una domanda chiaramente motivata ed attinente a motivi personali o familiari.
È utile rammentare che la certificazione o l’autocertificazione non costituiscono documento avente carattere di prova della motivazione per la quale si è chiesto il permesso.
Se il dipendente fruisse del permesso perché il figlio si è ammalato, il certificato medico attestante la malattia del figlio non dimostra che il genitore è rimasto a casa ad assisterlo. Neanche una dichiarazione del medico che attesta che il figlio necessita di assistenza dimostra il corretto utilizzo del permesso. Paradossalmente il genitore potrebbe affidare il figlio ad un parente utilizzando il permesso per fini diversi.
Tuttavia, al dirigente incombe l’onere della valutazione della pertinenza della motivazione documentata o autocertificata, che pertanto non può essere futile od omessa, pena la mancata autorizzazione. Si richiama, a tal proposito, la responsabilità per danno erariale a cui potrebbe andare incontro il dirigente medesimo qualora concedesse un giorno di permesso senza un motivo apprezzabilmente valido. In tali casi, infatti, il dirigente scolastico potrebbe essere chiamato a rivalsa per il giorno di stipendio pagato al dipendente cui sia stato concesso un permesso per motivi personali senza validi motivi, e dunque assente dal servizio senza averne il diritto. Appare ovvio, pertanto, che il dirigente scolastico, per valutare la liceità della concessione del permesso deve conoscere la motivazione della richiesta, che non può pertanto essere formulata soltanto per "Motivi personali" o "Problemi di famiglia": essi vanno esplicitati."
 
4) La Circolare n.8/2008 del Ministro Brunetta ha evidenziato che, anche dopo l’entrata in vigore dellla Legge n.133/2008, le assenze per visite specialistiche ed esami
diagnostici continuano ad essere imputate come in precedenza, e gli istituti cui il dipendente può ricorrere per la giustificazione dell’assenza sono:
a)  i permessi brevi, soggetti a recupero, secondo le previsioni dei  CCNL di comparto o degli accordi recepiti in  d.p.r. ovvero secondo le specifiche normative di settore;
b)  i permessi per documentati motivi personali, secondo i CCNL di comparto; gli accordi recepiti in d.p.r. ovvero secondo le specifiche normative di settore (3 giorni all’anno);
c)  l’assenza per malattia, giustificata mediante certificazione medica;
d)  gli altri permessi per ciascuna specifica situazione previsti da leggi o contratti;
e)  le ferie.
Il ricorso all’uno o all’altro istituto dipende dalle circostanze concrete, tra cui anche la durata dell’assenza, dalle valutazioni del dipendente e del medico competente che redige il certificato o la prescrizione.
 
LA DIFFICOLTA', CREDO, SIA NELL'AUTOCERTIFICARE L'INDISPOSIZIONE, IN QUANTO LE MALATTIE POSSO ESSERE PROGNOSTICATE E DIAGNOSTICATE SOLO DA MEDICI.

^ SU


Congedo biennale per assistenza genitore - docente a t.d.

D: Docente scuola media a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche - part time verticale 3 gg. settimanali retribuita dal M.E.F (SIDI).
La docente chiede di assentarsi per congedo biennale per assistenza genitore per circa un mese.
Domande:
- retribuzione spettante per tale periodo ;
- occorre provvedere alla chiusura del contratto sopracitato e in caso positivo come provvedere al pagamento della dipendente (quale codice);
- il periodo si conta per intero o solo per i gg. in cui è tenuta al servizio (3GG).

R: 1) Il congedo è retribuito con un indennità pari all'ultima retribuzione in godimento o quella effettivamente percepita nell'ultimo mese che precede il congedo, comprensiva della 13ma mensilità (Retribuzione del mese di riferimento moltiplicata per 12 e divisa per 365 (366 anni bisestili) = indennità giornaliera).
L'indennità giornaliera non può superare un certo massimale (Note Op. Inpdap n.3/3007 e n.2/2009)
2) Viene emanato un decreto di congedo del DS, che si invia alla Ragioneria per il visto di competenza. Il pagamento dell'indennità è a carico del Tesoro.
3) Nel caso di part-time verticale il congedo non è riconosciuto per i periodi per i quali non è prevista attività lavorativa, e l'indennità va riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa (ovvero: il congedo non può essere indennizzato per i periodi in cui non si lavora).

Si ricorda anche che:
- per la concessione del congedo, occorre far bene attenzione ai requisiti del richiedente e del disabile;
- per i lavoratori a tempo determinato compete il beneficio del congedo biennale, nel limite della durata del rapporto stesso;
- il congedo biennale retribuito incide negativamente sulla maturazione delle ferie e sul TFR, mentre è utile ai fini del trattamento di quiescenza.


^ SU


Ferie personale artt.36 e 59

D: Assistente amm.va in assegnazione provvisoria c/o I.C. accetta S.T. come docente sc. elementare sino al 30/06/2011: ha diritto ad ottenere le ferie corrispondenti ad un intero anno scolastico compresi anche periodi di ferie arretrate?

R: Il personale destinatario degli artt. 36 e 59 del CCNL Scuola, al termine del contratto a tempo determinato, non cessa dal rapporto di lavoro, rientrando nella sede di titolarità per proseguire il servizio a tempo indeterminato.
Poichè il CCNL scuola - art. 13, comma 15 - prevede il pagamento sostitutivo delle ferie, per il personale a tempo indeterminato e determinato, all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, a tale personale ATA non potrà essere disposto il pagamento delle ferie non fruite nel ruolo da docente, ma dovrà esserne consentita la fruizione.
Al rientro di tale personale al 01/07/11, occorrerà perciò distinguere i due periodi di lavoro e concedere o disporre:
- le ferie (maturate e non fruite nel ruolo da docente) entro il 31/08/11 (ciò secondo me, applicando la normativa contrattuale relativa alle ferie dei docenti);
- le ferie (maturate e relative al ruolo da ATA, e non fruite nell'a.s. di riferimento 2010/2011) nel periodo dal 01/07/11 fino al 30/04/12.


^ SU


Recupero ore non lavorate ATA e conteggio ferie

D: In alcune scuole se il personale ATA effettua il proprio orario di lavoro articolato nel modo seguente:

DAL MARTEDI' AL VENERDÌ:
7:30 – 14:15 su un plesso
LUNEDÌ:
7.30 – 14.15 sullo stesso plesso e dalle 15.00 alle 17.15 su un altro plesso 
Se lunedì cade in giorno festivo fanno recuperare 2 e 15 m cioè dalle 15.00 alle 17.15 effettuate su un plesso diverso perchè rapportano i giorni di ferie a 6 ore giornaliere.
 
Secondo me poichè l'orario viene stabilito all'inizio dell'anno per tutto il personale (e nella mia scuola da contrattazione di istituto nel periodo di luglio e agosto c'è la possibilità di effettuare 7 ore e 12 m. in questo caso 1 g. di ferie = 1,2) le ferie non devono essere conteggiate "a ore".

R: Dal testo del quesito, il calcolo dell'orario di servizio settimanale è il seguente:

LUN 7,15 + 2,15 = tot. 9,30
MAR 7,15
MER 7,15
GIO 7,15
VEN 7,15
Totale settimanale = 9,30 + (7,15 x 4) = 38,30
 
Mi permetto un annotazione, sul recupero delle 2 ore e 15 m del lunedì, se cade in giorno festivo.
Non ho capito bene, ma il recupero è da parte del dipendente (a credito) o dell'amministrazione (a debito)?
Se si intende il recupero da parte del dipendente, a mio avviso, il recupero delle ore non lavorate in una giornata perchè festiva, può essere disposto solo se si tratta di orario ordinario di servizio nell'ambito delle 36 ore settimanali.
 
Per quanto riguarda il conteggio delle ferie ATA, sulla materia l’unica ed esclusiva fonte normativa è il CCNL Scuola.
 
In caso di distribuzione dell'orario di lavoro del personale ATA su 5 giorni, il sesto è considerato comunque lavorativo ai fini del computo delle ferie; ne consegue che i giorni di ferie goduti per frazione inferiore alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2 per ciascun giorno.
Il comma 5 dell’art. 13 stabilisce che il coefficiente 1,2 si applica solo nel caso di ferie godute per periodi inferiori a 7 giorni dal personale ATA in servizio in una scuola che, in base al POF, preveda la settimana articolata in 5 giorni di attività.
In questo caso, se un lavoratore ATA nel corso dell’anno scolastico fruisce di 5 giorni di ferie, nel calcolo complessivo delle ferie che gli spettano per quell’anno i 5 giorni saranno conteggiati come 6 (5 x 1,2).
 
Riporto un interessante contributo della FLCGIL:
"Vi sono state nel passato perplessità in ordine al computo delle ferie, nel caso in cui l’attività lavorativa del personale della scuola si svolga su 5 o 6 giorni la settimana. Tale problematica è soprattutto riferita al personale ATA, in quanto il c.d. “giorno libero” dei docenti non si configura come giorno non lavorativo, poiché il docente è in ogni caso formalmente in servizio, infatti se in tal giorno fosse prevista una qualche attività deliberata dagli OO.CC. o imposta dal dirigente scolastico per inderogabili esigenze, il personale docente è tenuto comunque a garantire la sua presenza. Anche per il personale ATA la settimana lavorativa è comunque formalmente considerata di 6 giorni. Infatti già con il contratto del triennio 1988-1991 (all’epoca ancora soggetto a “decretazione”), di cui al DPR n.399 del 23 agosto 1988, fu sollevato il problema. Il MPI con CM n.155 del 6 maggio 1989 rispose affermando che, indipendentemente dalle turnazioni effettuate (su 6 o su 5 giorni lavorativi), la formale settimana lavorativa del personale scolastico rimane stabilita in 6 giorni settimanali, anche rispetto al computo delle ferie di cui al DPR 395/88. Il CCNL del 4 agosto 1995, il CCNL 26 maggio 1999 e il più recente CCNL del 2002/2005 nulla hanno innovato in materia, in particolare viene ribadito quanto già affermato dal MIUR con la circolare citata, cioé: <<In caso di distribuzione dell’orario di lavoro del personale ATA su cinque giorni, il sesto è comunque considerato lavorativo ai fini del computo delle ferie e i giorni di ferie goduti per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2 per ciascun giorno.>>. Inoltre il CCNL 2002/2005 ha ribadito che, per i lavoratori del comparto scuola, la settimana lavorativa è comunque considerata di 6 giorni, indipendentemente dalla  presenza o meno del così detto “giorno libero” (sia per il personale docente, che per il personale ATA).
Da quanto sopra risulta pertanto evidente che le ferie anche del personale ATA, indipendentemente dall’orario settimanale effettuato, devono essere sempre rapportate a 32 (o 30) giorni effettivi, escludendo quindi tutte le festività ricadenti nel periodo di  ferie richiesto (domeniche e quant’altro), ma non il giorno lavorativo in cui il dipendente non sarebbe in servizio. Solo in caso di ferie usufruite per limitati periodi, meno di 6 giorni nell’arco settimanale, non comprendenti il “giorno libero” (il sabato) di un determinata settimana, queste comportano un computo maggiorato del 20%. Ad esempio, se un ATA ha usufruito, nel corrente a.s., dei seguenti periodi di ferie:  dal lun. 17 al ven. 21 marzo e dal lun. 12 al ven. 16 maggio (per un totale di 10 giorni), le ferie rimanenti corrispondono a: 32 – (10 x 1,2) = 20 giorni (in caso di dipendente con diritto a 32 giorni di ferie). La norma vuole, evidentemente, impedire la sperequazione rispetto a coloro che richiedono periodi di ferie al cui interno è collocato il giorno lavorativo in cui i dipendenti non sono in servizio (di norma il sabato) che, come già affermato sopra, deve essere incluso nei 32 giorni di ferie spettanti."

^ SU


Permessi L.104/92 personale a t.d. a tempo parziale con completamento

D: Nel'istituto è in servizio, a giorni alterni (lunedì, mercoledì e il venerdì), un amministrativo P.T a tempo determinato che completa in altra scuola.
Poichè usufruisce dei benefici della L. 104/92, mi chiedevo in che termini può usufruire dei permessi.

R: Ti rispondo riportandoti le uniche parti degli articoli del CCNL a cui puoi riferirti, e, di seguito, il mio modesto parere.

CCNL Scuola 2006-2009:
 
ART. 19 - FERIE, PERMESSI ED ASSENZE DEL PERSONALE ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO
1. Al personale assunto a tempo determinato, .... si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.

ART. 53 - MODALITA’ DI PRESTAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO
comma 2:
......... Orario di lavoro flessibile:
............
I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi n.1204/71, n.903/77, n.104/92 e d.lgs. 26.03.2001, n.151, e che ne facciano richiesta, vanno favoriti nell’utilizzo dell’orario flessibile compatibilmente con le esigenze di servizio anche nei casi in cui lo stesso orario non sia adottato dall’istituzione scolastica o educativa.

-------------------------------------------------------------
 
I permessi di cui all'art. 33 comma 3 legge 104/92, sono di 3 giorni al mese (per l'assistenza ecc.ecc.) oppure ad ore, e retribuiti.
 
Per sapere se tali permessi si possono ridurre, occorre distinguere.
 
PART-TIME (contratto di lavoro a tempo parziale)
La risposta è diversa a seconda del tipo di part time, che può essere orizzontale (tutti i giorni lavorati con un orario ridotto) o verticale (solo alcuni giorni lavorati).
Nel caso del part time orizzontale, i giorni di permesso sono comunque tre e corrispondenti alle ore contrattualmente previste (ad esempio se il part time è di quattro ore al giorno, le tre giornate corrisponderanno all’orario svolto contrattualmente).
Nel caso del part time verticale, l’INPDAP affronta la questione nella Circolare n.34 del 10 luglio 2000: il permesso mensile di tre giorni viene ridotto proporzionalmente alle giornate effettivamente lavorate.
 
PERIODI INFERIORI AL MESE
La circolare INPS 11 luglio 2003, n. 128 al punto 3 precisa che in caso di assistenza a un portatore di handicap per periodi inferiori a un mese vanno proporzionalmente ridimensionati i 3 giorni di permesso ai sensi della Legge 104 spettanti al richiedente.
L’applicazione di tale criterio comporta che «quando l’assistenza sia inferiore a 10 giorni continuativi non dà diritto a nessuna giornata o frazione di essa. Anche per i periodi superiori a 10 giorni (es.: 19) ma inferiori a 20 spetterà un solo giorno di permesso».
Nel caso di fruizione di permessi ad ore ai sensi della Legge 104/92 (da parte del lavoratore handicappato o del genitore di un figlio portatore di handicap di età inferiore a 3 anni), non si procede al ridimensionamento suddetto, essendo il permesso ad ore legato alla singola giornata (ed al relativo orario) di fruizione del permesso.
Fatto il calcolo di quanti giorni di permesso mensile spettano al dipendente, per tenere conto dei giorni mensili fruiti, secondo me, e per conoscere le notizie occorrerà:
- o accordarsi con l'altra scuola di servizio,
- o far dichiarare al dipendente ogni volta quanti giorni ha già fruito in totale nel mese.
 
La gestione amministrativa potrebbe anche essere fatta solo dalla scuola che amministra il dipendente, che si incaricherebbe:
a) di valutare e gestire la domanda di concessione, per controllarne i requisiti;
b) di comunicare all'altra, di volta in volta, quali e quanti giorni di assenza richiede il dipendente durante il mese.

^ SU


Rientro anticipato da malattia

D: Buongiorno. La domanda è semplice: può un dipendente con un certificato di malattia di per esempio 5 gg rientrare dopo 3 perché si “sente” meglio? E un insegnante rientrare sempre durante un periodo di malattia solo per fare gli scrutini di fine anno?

R: Salve: e la risposta è altrettanto semplice: NO (in tutti i casi di malattia o di infortunio di personale o di alunni), altrimenti il DS si assumerebbe tutte le responsabilità (civili e penali) in caso di malori al lavoro o altro durante il periodo di prognosi indicato dal medico.

Se invece porta un certificato di un medico di "avvenuta guarigione", allora può rientrare senza problemi.

^ SU


Congedi parentali contemporanei e comunicazioni

D: Un supplente annuale al 31/08 ha chiesto un periodo di congedo parentale dal 02/05/11 al 01/06/11 - contemporaneamente la moglie è in astensione obbligatoria per puerperio (figlia nata il XX/04/2011).

Questo mese, il nostro supplente viene retribuito al 100%. Alla moglie spetterà lo stesso un mese al 100% dopo l'astensione obbligatoria?

Se la risposta è NO, come si può fare per portare a conoscenza l'azienda per la quale lavora che il 1° mese dei 6 consentiti è stato usufruito dal marito?

R: Ma i contemporanei congedi parentali del padre e astensione obbligatoria della madre, sono per lo stesso figlio?

Se sì, allora vale la seguente regola:
In caso di morte o grave infermità della madre ovvero di abbandono del bambino nonché di suo affidamento esclusivo, il docente padre ha diritto ad astenersi dal lavoro nei primi tre mesi dalla nascita del figlio o per la parte residuale che sarebbe spettata alla lavoratrice madre, producendo la relativa certificazione.
La madre ha dimostrato la grave infermità?
Altrimenti padre e madre non possono fruire contemporaneamente dello stesso beneficio per il medesimo figlio.

Se invece si tratta di due figli diversi, la situazione è diversa.

Il congedo parentale (astensione facoltativa), riconoscibile fino agli otto anni di età del bambino, è utilizzabile come segue:
. 6 mesi, continuativi o frazionati, per la madre;
. 6 mesi, elevabili a 7, continuativi o frazionati, per il padre.
I congedi parentali dei due genitori non possono superare complessivamente il limite di dieci mesi (undici se il padre fruisce della elevazione).
Il genitore ha diritto di astenersi dal lavoro anche se l'altro genitore non ne ha diritto: diritto del padre con madre non lavoratrice.

La moglie, dopo l'astensione obbligatoria, ha diritto al congedo parentale con retribuzione intera nel primo mese ( intera per i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori ), ed il periodo massimo fruibile in totale sarà quello previsto dalla legge, meno i congedi già fruiti dal padre.

Per far sapere all'azienda dove lavora la madre (ed anche alla scuola dove lavora il padre) quali periodi sono stati già fruiti, tra la documentazione da presentare occorre allegare anche:
- dichiarazione di responsabilità dell'altro genitore (non richiedente), che attesti gli eventuali periodi di congedo parentale di cui ha usufruito per il figlio (con indicazione del datore di lavoro);
- analoga dichiarazione del richiedente che attesti i periodi di congedo parentale eventualmente già goduti.


^ SU


Permessi retribuiti per testimoniare in processi

D: SONO UN'ASSISTENTE AMMINISTRATIVO A T.D. E VORREI SAPERE SE IL PERSONALE DELLA SCUOLA HA DIRITTO A USUFRUIRE DI GIORNI DI PERMESSO RETRIBUITI PER TESTIMONIARE IN PROCESSI CIVILE O PENALE, COME DA ART. 15, COMMA 7 DEL CCNL E ARTT. 255 E 348 RISPETTIVAMENTE DEI CODICI CIVILE E PENALE.
LA MIA AMMINISTRAZIONE AFFERMA IL CONTRARIO, DANDO COME MOTIVAZIONE CHE I PERMESSI DI CUI SOPRA SONO CONCESSI  NEI SOLI CASI IN CUI SI VA A TESTIMONIARE PER FATTI CHE RIGUARDANO L'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA, NON PER FATTI PERSONALI...

R: Credo che la sua amministrazione non abbia tutti i torti.

Non ci sono, per la Scuola, riferimenti specifici a tali permessi per testimoniare nè nel CCNL, nè in circolari nè in interpretazioni ufficiali, l'unico che "potrebbe" consentire ciò sarebbe l'art.15 comma 7 del CCNL Scuola 29/11/07: "7. Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.".
Nel caso delle testimonianze, le disposizioni di legge sono appunto gli articoli dei codici di di procedura civile e penale che lei cita, ed infatti alcuni vademecum sindacali che ho trovato su Internet dicono che
spetterebbero i giorni necessari con intero trattamento economico, ed al rientro il personale deve produrre attestazione dell’avvenuta testimonianza con l’indicazione dei giorni d’impegno.

Ma attenzione, ciò vale per i dipendenti di ruolo della scuola.
Nel suo caso, avendo un contratto a t.d., il successivo art.19 del CCNL Scuola specifica quali sono i permessi, retribuiti e non, che spettano al personale a t.d., e tra questi non si richiama quello citato dell'art.15 comma 7. Anche se, il comma 1 dell'art.19 dice che "Al personale assunto a tempo determinato... si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi. "

Inoltre, c'è da dire che l'ARAN ha sempre dato interpretazioni restrittive, dei permessi per testimonianze, però riferendosi ad altri CCNL (le cito i pareri dati su CCNL Ministeri e Regioni-Enti Locali, reperibili sul sito dell'Aran): la restrizione è appunto quella che lei mi dice (concessione nei soli casi di testimonianze
d'ufficio e non personali).


^ SU


Effetti congedo biennale retribuito

D: Un collaboratore scolastico a T. D 36 ore settimanali ha fruito del congedo biennale retribuito per suo figlio portatore di handicap per un periodo di 13 gg frammentati.
Vorrei sapere gli effetti di tale congedo sulle ferie, tredicesima e sul TFR.
Qualcuno mi ha detto che dovrei decurtare i gg del congedo dal totale dei giorni
Es. dal 1 settembre al 30 giugno uguale 300gg meno i 13gg del congedo biennale uguale a 287gg e quindi 287x2,66:30 = 25 gg di ferie
Perchè la circolare del 12 maggio 2004 dell'INPDAP recita cosi dove tener fede a
"che il periodo di congedo, durante il quale è prevista la corresponsione di un'indennità pari all'ultima retribuzione mensile percepita dal lavoratore comprensiva dei ratei di 13° mensilità, altre eventuali gratifiche e premi o indennità non legati alla presenza entro il limite massimo di euro 38.969,64 per l'anno 2004 (importo rivalutato in base alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo), incide negativamente ai fini della maturazione delle ferie, salvo diversa previsione contrattuale"

Ma non sono convinta dato che è un congedo retribuito e quindi per me le matura.
Devo tener conto di questa Circolare? Anche se il decreto viene inviato alla ragioneria e al tesoro?
Sarei grata  a ricevere oltre la risposta anche la normativa che dia indicazioni a riguardo

R: Se l'assenza è quella dovuta all'istituto dei genitori di persone con handicap grave, di usufruire di due anni di congedo retribuito, ai sensi dell'art.42 comma 5 del D.Lgs. 151/2001, allora in materia di ferie:
1) La norma attuale non precisa nulla riguardo alla maturazione delle ferie nel corso della fruizione del congedo retribuito;
2) L'INPDAP ha previsto, nella circolare che citi, che il congedo incide negativamente sulla maturazione delle ferie salvo indicazioni più di favore dei singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro;
3) L'INPS non ha dato alcuna indicazione in proposito.
4) il MIUR si è espresso, nella propria nota n.8270 del 16/06/09, nel senso che il  congedo  incide  negativamente  sulla  maturazione  delle  ferie.
Ti avverto che nel Consiglio dei Ministri recente, del 9 giugno 2011, è stato approvato il Decreto legislativo "Attuazione dell'articolo 23 della legge n. 183 del 2010 recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi"
Tra le cui modifiche, appena diventerà legge definitiva andando in G.U., c'è anche quella delle modifiche all'art.42 comma 5 del D.Lgs. 151/2001, che specificano espressamente che tale periodo di congedo non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.


^ SU


Obbligo docenti ferie estive

D: Può  il DS obbligare i docenti a prendere le ferie estive in un'unica soluzione? In caso affermativo a quale disposizione contrattuale bisogna far riferimento?

R: Il docente con contratto a tempo indeterminato ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie retribuito.
 
Le ferie si configurano come  un diritto soggettivo irrinunciabile che soddisfa all’esigenza, costituzionalmente protetta, di garantire, anche nell’interesse dell’amministrazione, l’integrità psicofisica del dipendente contro il logorio conseguente alla prestazione del servizio per un certo periodo di tempo.
 
La durata delle ferie è di 32 giorni lavorativi, cui vanno aggiunte n.4 festività soppresse (che, SOLO per il 2011, si sono ridotte a 3).
 
Ai sensi del CCNL Scuola, le ferie dei docenti di ruolo devono essere godute nei periodi di sospensione delle attività didattiche, cioè tra il 1^ luglio ed il 31 agosto.
Fanno eccezione i docenti impegnati negli Esami di Stato, cui resta disponibile solo il periodo tra la conclusione delle operazioni di esame ed il 31 agosto.
 
Durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a 6 giornate lavorative. Per il personale docente la fruibilità dei predetti sei giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi. Il docente ha diritto a domanda a fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattiche per motivi personali o familiari debitamente documentati anche mediante autocertificazione.
 
Inoltre, vi è da aggiungere che non vi può essere l'imposizione di obblighi di presenza nella scuola - nel periodo estivo - che non siano dipendenti da iniziative programmate e attivate e rispondenti a reali esigenze delle singole scuole.
Come affermato dal MIUR: "si tratterebbe infatti di presenza puramente formale che, in tal caso, non terrebbe conto della peculiare caratteristica dell'istruzione scolastica, che si differenzia dai normali uffici proprio per l'interruzione della propria prevalente attività (quella dell'insegnamento destinato agli alunni) prevista dal calendario scolastico.".

^ SU


Ferie residue Dirigente Scolastico dimissionario

D: Dirigente Scolastico dimissionario dal servizio al 01.09.2011, tolte le ferie di quest'anno mi restano da fruire gg. 04 di ferie anno 2009/10 e gg. 32 del 2010/11.
Posso richiederne la retribuzione?

R: Gent.mo Dirigente, il suo quesito è abbastanza complesso, ma trova risposta in varie note emanate dagli USR, tra cui l'ultima che conosco è quella dell'USR Puglia n.4294 del 05/05/11 che così dice:
"in conformità al disposto del comma 13 del più volte citato art. 16 del CCNL di categoria, la monetizzazione delle ferie non fruite per esigenze di servizio sarà possibile soltanto se la specifica richiesta risulterà avvalorata dalla motivata dichiarazione personale resa a suo tempo dal dirigente scolastico sulle "gravi esigenze di servizio" o sulle "esigenze di servizio assolutamente indifferibili" che hanno determinato, oltre che il rinvio della fruizione delle ferie, anche e soprattutto l’impossibilità del loro intero godimento."
 
Le consiglio di consultare, oltre che l'ufficio preposto del suo USR, anche se vi siano note specifiche emanate nella sua Regione, e quelle che trova nell'area dedicata del sito Info-Scuole.it (Assenze Ferie): http://www.info-scuole.it/cms/?catid=12&blogid=1&subcatid=112


^ SU


Ferie in periodo disinfestazione scuola

D: Durante un'assenza per ferie, a scuola viene effettuata la disinfettazione, pertanto è chiusa. Qualcuno dice che per quel giorno la ferie non deve essere conteggiata. Ha ragione?

R: Durante le giornate di disinfestazione, se stabilite dal Comune o dal Dirigente (per cui la scuola debba restare chiusa), non vi è l'obbligo di recuperare il lavoro non effettuato (ai sensi del codice civile, la causa non dipende dal lavoratore).

Secondo la mia opinione:
- chi risulta essere in servizio in quel giorno, non dovrà recuperare;
- chi per quel giorno ha già chiesto le ferie, o altri permessi, o è in malattia, non dovrà fare nulla, nè tantomeno recuperare la giornata (vi sarabbe una disparità di trattamento con chi è in servizio - inoltre, le ferie possono essere interrotte solo dalle cause stabilite contrattualmente).


^ SU


Cumulabilità congedo biennale retribuito e permessi L.104

D: Un docente nello scorso mese ha fatto richiesta di congedo parentale biennale dal metà settembre a metà dicembre. Avendone i requisiti, la scuola ha già inviato relativo decreto di congedo alla ragioneria territoriale per il relativo controllo, dandone notizia al docente .

Nel mese di settembre il suddetto docente ha fatto ulteriore richiesta di giorni due dei tre di cui all'art. 33 comma 3  della legge 104/92.
Le due richieste ricadenti nello stesso mese sono, a suo parere, cumulabili tra loro ? In base a quale specifica normativa ?

R: Per "congedo parentale biennale" intende quello retribuito di cui al D.Lgs. n.151/2001, art. 42 comma 5 (come modif. dal D.Lgs. n.119/2011) ?

 
Le leggi e le tipologie di congedi sono diverse e fruibili allo stesso modo, e le assenze vengono concesse avendone il docente i requisiti:
- il congedo biennale retribuito è quello che le ho citato in premessa;
- i permessi per assistere i parenti o affini disabili, sono quelli di cui alla Legge n.104/92, art.33 comma 3.
 
Mi deve chiarire cosa intende per "cumulabilità":
- contemporanea fruizione dei due permessi/congedi nello stesso mese, ma non negli stessi giorni?
- contemporanea fruizione dei due permessi/congedi nello stesso mese, negli stessi giorni (ma non mi pare il caso)?
- fruizione di una tipologia di permesso/congedo per assistenza ad un disabile o personale, e dell'altro permesso per altra persona assistita?
 
Se intende la prima:
- l''Inps con Circ. 11/07/03 n.128 ammette la cumulabilità nello stesso mese, ma i giorni spettanti di permesso per L.104/92 devono essere riparametrati sui giorni effettivamente lavorati nel mese
- per i dipendenti pubblici si è espresso il Dipartimento della Funzione Pubblica con Parere n. 1/2007, ritenendo che «durante il periodo di congedo usufruito da un genitore, in modo continuativo o frazionato, sia l’uno che l’altro genitore non possono beneficiare nello stesso mese dei tre giorni di permesso o degli equivalenti permessi orari previsti dall’art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992».

^ SU


Chiarimenti permessi L.104

D: Presso la nostra scuola si è verificato che molti dipendenti usufruiscono permessi dell'ex L.104 per assistenza ad un parente. Alla luce della nuova normativa, insieme al dirigente, cerchiamo di regolarizzare le concessioni. il quesito che le pongo è: il dirigente può chiedere la documentazione medica al dipendente del parente convivente, che dichiara di non poter assistere l'handicappato?
Un nipote può assistere la zia (dichiara che non ci sono altri parenti che possono accudirla)che non convivente?
Qualsiasi altra delucidazione ci potrebbe essere utile. GRAZIE

R: 1) il dirigente può chiedere la documentazione medica al dipendente del parente convivente, che dichiara di non poter assistere l'handicappato?
Quel "che dichiara" è riferito al dipendente o al parente convivente? Può essere più preciso?

2) Un nipote può assistere la zia (dichiara che non ci sono altri parenti che possono accudirla) che non convivente?
Hanno diritto ai permessi lavorativi retribuiti i parenti o gli affini che assistono la persona disabile non ricoverata in istituto.
Il parente o l'affine deve entro il secondo grado (esempio, nonni, nipoti in quanto figli del figlio, fratello).
I parenti ed affini di terzo grado (esempio, zii e bisnonni) possono fruire dei permessi lavorativi solo a particolari condizioni:
a) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap siano deceduti o mancanti;
b) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti.

Per il caso in questione, ai sensi del codice civile, mi sembra che la parentela, in linea collaterale, tra nipote e zia sia di 3° grado.
A seguito delle modificazioni introdotte dalla Legge 183/2010, sono scomparsi dalla normativa i requisiti di assistenza esclusiva e continuativa richiesti, in precedenza, nel caso il lavoratore non fosse convivente con la persona con disabilità. L'obbligo di convivenza era stato superato dall'articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53 a condizione, appunto, che sussistesse la continuità e l'esclusività dell'assistenza.


^ SU


Recupero festività soppresse non fruite

D: sono rientrato in servizio dopo il 31 agosto 2011 a seguito d'infortunio. Ho richiesto i tre giorni di festività soppresse che inizialmente mi sono state negate adducendo che le stesse dovevano essere godute entro l'anno scolastico. Ho esibito la legge 937 che stabilisce nell'anno solare il godimento delle festività per il personale civile e militare delle pubbliche amministrazioni e dopo qualche "insistenza" mi sono state concesse.A mio avviso la legge è sempre sopra ogni e qualsiasi contratto. Vorrei gentilmente il suo autorevole parere.

R: E' un'argomentazione di natura tecnico-giuridica.

 
L'art.14 comma 2 del CCNL Scuola vigente dice che:
"1. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937.
2. Le quattro giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell'anno scolastico cui si riferiscono..."
 
L'art.146 del medesimo CCNL (come anche già detto dall'art.142 del CCNL 2003) dice inoltre che:
"In applicazione dell’art.69, comma 1, del d.lgs. n.165/2001, tutte le norme generali e speciali del pubblico impiego vigenti alla data del 13 gennaio 1994 e non abrogate divengono non applicabili con la firma definitiva del presente CCNL, con l’eccezione delle seguenti norme e di quelle richiamate nel testo del presente CCNL che, invece, continuano a trovare applicazione nel comparto scuola:
...e) la normativa richiamata nel presente CCNL;"
 
Quest'ultima regola indica che il CCNL identifica ora, in maniera completa, tutte le fonti di disciplina valevoli per il rapporto di lavoro del personale della scuola, fornendo la certezza che qualsiasi altra norma di legge generale o speciale sul pubblico impiego, a meno che sia espressamente richiamata, non è più suscettibile di applicazione nella scuola.
 
L'art.14 del CCNL, quindi:
- richiama la L. 937/77 solo per la maturazione ed il calcolo delle festività soppresse;
- per quanto riguarda la loro fruizione nell'anno scolastico, invece, la regola introdotta dal CCNL (come da art.146) disapplica la Legge, ed è valida.
 
Poichè però Lei, durante l'infortunio, ha maturato comunque le ferie e le festività soppresse ma, per esigenze personali, non ne ha potuto fruire fino al 31/08/11, è giusto che ne possa fruire al suo rientro: e ciò solo ed esclusivamente per la motivazione della loro "impossibilità" di fruizione.
Ne sono certo per le ferie, ma avrei qualche dubbio per le festività soppresse a poterle riportare all'anno scolastico successivo, anche se per i motivi di impossibilità di fruizione:
1) perchè il CCNL non parla di loro riporto per questi motivi, ma ne parla solo per le ferie;
2) perchè solo le ferie sono un "diritto" irrinunciabile, e DEVONO essere comunque fruite; mentre le festività soppresse sono una concessione di riposo in più stabilita da Legge statale, ed inoltre la loro mancata fruizione non dà diritto neanche al pagamento in caso di cessazione dal lavoro (a differenza delle ferie).

^ SU


L.104 e indicazione referente assistenza disabile

D: Una docente ha fatto richiesta scritta di poter usufruire della L.104/92 (tre giorni di permesso mensile) in quanto nonna di un bimbo (figlio della sua figlia ) di cinque anni con handicap grave documentato con i relativi verbali dell'ASL. I genitori del bimbo hanno dichiarato per iscritto di essere dei lavoratori autonomi , di non usufruire dei permessi della succitata legge ed hanno delegato per iscritto la docente, di cui sopra, quale referente unica per l'assistenza fisica del loro figlio minorenne in situazione di H. grave.
Alla luce della L.183/2010 art 24 tale delega è valevole?
Se sì, come si concilia tale delega  con il fatto che, in base alla normativa vigente, dovrebbe essere la persona handicappata ad indicare il referente unico per la sua assistenza?
Grazie in anticipo per la gentile risposta.

R: A mio parere, poichè la dichiarazione del disabile di scelta del referente si potrebbe configurare quale autodichiarazione resa ai sensi del DPR n.445/2000, in caso di impedimento fisico o di minore età si potrebbe applicare l'art.4 del DPR n.445/2000:

"Articolo 4 - Impedimento alla sottoscrizione e alla dichiarazione
1. La dichiarazione di chi non sa o non puo' firmare e' raccolta dal pubblico ufficiale previo accertamento dell'identita' del dichiarante. Il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione e' stata a lui resa dall'interessato in presenza di un impedimento a sottoscrivere.
2. La dichiarazione nell'interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo, per ragioni connesse allo stato di salute, e' sostituita dalla dichiarazione, contenente espressa indicazione dell'esistenza di un impedimento, resa dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado, al pubblico ufficiale, previo accertamento dell'identita' del dichiarante."
In ogni caso, poichè il bimbo è minorenne, quindi rientrante nella patria potestà dei genitori, agli stessi spetta spetta la scelta nell'interesse del minore sugli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.

^ SU


Calcolo indennità congedo biennale retribuito

D: E' stata concessa una sezione pagata con fondi regionali che vengono versati sul conto dell'Istituto e con cui dovremo pagare i due supplenti annuali in servizio fino al 30 giugno 2011. Ora una delle due docenti ha chiesto e ottenuto il congedo biennale retribuito fino al 30 giugno per assistenza al figlio con handicap. Noi dovremo pagare l'indennità corrispondente all'ultima retribuzione, c'è una formula per calcolare quanto dovuto? Non sono riuscita a trovarla da nessuna parte e il programma non lo calcola.

R: Dall'11/08/11, è in vigore il Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119.

In particolare, l'art. 4 ha modificato l'articolo 42 del suddetto decreto legislativo.
 
Il nuovo testo dell'articolo 42, comma 5 ter del Decreto Legislativo n. 151/2001 prevede che durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento (precisazione introdotta dal Decreto 119/2011). Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa.
 
L’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 44.276,32 annui per il congedo di durata annuale. L’importo (quello citato è relativo al 2011) viene rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
La progressione economica è ritardata in misura commisurata al congedo poiché esso non è computato nell'anzianità di servizio (Circ. MEF n.487 del 25/02/05); non competono inoltre gli aumenti contrattuali intervenuti durante il periodo medesimo.
 
Il comma 5-quinquies, articolo 42 del Decreto 151/2001, precisa che durante la fruizione del congedo retribuito non si maturano ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto.
 
Durante la fruizione del congedo biennale retribuito compete l’assegno al nucleo familiare, se richiesto.
 
QUINDI IL CALCOLO DELL'INDENNITA' SAREBBE:
Retribuzione del mese di riferimento moltiplicata per 12 e divisa per 365 (366 anni bisestili) = indennità giornaliera
 
DOVE Retribuzione del mese di riferimento = stipendio da CCNL Scuola mese precedente l'inizio del congedo, comprensivo della RPD.
 
Dal punto di vista delle trattenute su tale indennità:
- Irpef: si opera normalmente;
- Inpdap: per quanto riguarda i contributi figurativi che si dovrebbero trattenere e indicare, credo, sulla D.M.A. Inpdap, non sono riuscito a trovare nessuna indicazione, prova a contattare il Tesoro, oppure l'Inpdap, anche via e-mail all'help desk della DMA (dal sito Inpdap: L’ente può rivolgere eventuali quesiti all'indirizzo e-mail: denuncemensili@inpdap.gov.it).
L'Inpdap, comunque, in una circolare così avrebbe stabilito: "I contributi da versare a questo Istituto, nella fattispecie, dovranno essere commisurati alla retribuzione percepita.... gli enti e le amministrazioni di appartenenza sono comunque tenute al versamento dei contributi sulle retribuzioni di fatto corrisposte".

^ SU


Infortunio ATA e recupero ore

D: Una collaboratrice scolastica della mia scuola si è infortunata al termine della giornata di lavoro. Risultando in infortunio nella stessa giornata ora chiede di poter recuperare le ore lavorate nella giornata in cui le è stato riconosciuto l'infortunio. Dice che in un caso analogo, un'altra volta, Le era stato concesso di recuperare le ore. La cosa mi lascia perplessa. Dovrei accordarle di recuperare le ore lavorate ?

R: Credo che, in quanto la prestazione è stata svolta parzialmente per quel giorno, e l'infortunio vale per l'intera giornata, possa consentire di recuperare le ore lavorate, anche se non esiste nessuna istruzione o norma al riguardo.
Si potrebbe desumere dal fatto che l'infortunio viene indennizzato con la retribuzione intera per tutti i giorni.


^ SU


Permessi orari Legge 104/92

D: Un'assistente amministrativa con contratto a tempo determinato al 30/06/11 prorogato al 31/08 ha presentato la l. 104 per poter assistere il padre, chiedendo di usufruire non dei 3 giorni al mese ma dei permessi orari. La circolare n.4640 del 27/04/11 dell'USR per la Lombardia dice che: "Il vigente CCNL Comparto scuola, come noto, nulla prevede in termini di quantificazione oraria di detti permessi e/o di fruizione alternativa degli stessi; in adesione alla posizione espressa dal Dipartimento della Funzione Pubblica e da giurisprudenza consolidata si conferma, dunque, che il personale della scuola può fruire dei permessi di cui all’art. 33 comma 3 della L. 104/92 e s.m.i., solo nella modalità dei tre giorni al mese, richiedibili anche in maniera continuativa."

Quindi se ho capito bene sono previsti 3 giorni al mese, ma la possibilità di frazionarli ad ore è stabilito da ogni contratto di settore o dal contratto d'istituto.

R: E' una questione un pò contorta e controversa.

L'interpretazione dell'Usr Lombardia, scaturisce dalla Circ. della Funzione Pubblica n.5/2008, che al punto 2.2 fornisce alcuni chiarimenti: ti invito a leggerla http://www.handylex.org/stato/c050908.shtml

^ SU


Durata assenze per dottorato di ricerca

D: una docente ha già fruito di una assenza B008 - CONGEDO STRAORDINARIO PER DOTTORATO DI RICERCA dal 01/11/2007 al 31/10/2010 e di una assenza A035 - ASPETTATIVA DOTTORATO RICERCA SENZA BORSA DI STUDIO dal 01/11/2010 al 31/10/2011, adesso ha chiesto ancora di stare assente per A035 dal 01/11/2011 al 31/10/2012, non capiamo se ne possa ancora fruire e con retribuzione o meno.

R: Credo che occorrerebbe vedere la documentazione a supporto della concessione del congedo/aspettativa, che io non posso controllare.
Comunque, la differenza tra i codici Sidi è la seguente (presa dal manuale dei codici assenze):
B008 (CODICE ATTUALMENTE DISATTIVATO - ORA SOSTITUITO DA A034 e A035)
CONGEDO STRAORDINARIO PER DOTTORATO DI RICERCA O BORSA DI STUDIO
RIF. NORMATIVO: L. 476/84 ART. 2; L. 398/89 ART. 6 COMMA 7; L. 448/2001 ART. 52 C. 57
NO DURATA MINIMA E MASSIMA
NO RETRIBUZIONE

A035
ASPETTATIVA PER DOTTORATO DI RICERCA SENZA BORSA DI STUDIO L. 448/2001 ART. 52 C. 57
"Art. 52, COMMA 57. In caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca
senza borsa di studio o di rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa
conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in
godimento da parte dell'amministrazione pubblica presso la quale è
instaurato il rapporto di lavoro."
NO DURATA MINIMA E MASSIMA
DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE = 100%

A034
CONGEDO STRAORDINARIO PER MOTIVI DI STUDIO SENZA ASSEGNI
RIF. NORMATIVO: L. 476/84 ART. 2; L. 398/89 ART. 6 COMMA 7
NO DURATA MINIMA E MASSIMA
NO RETRIBUZIONE

Quindi, se la tipologia di congedo/aspettativa è sempre la stessa negli anni, e NON spetta retribuzione, il nuovo codice dovrebbe essere A034.

Le dò, un'altra notizia per rispondere in parte al suo quesito, se non lo sapesse già.

Sulla  G.U.  n.  173  del  27  luglio  2011, è stato pubblicato  il  D.lgs. 18  luglio  2011,  n.  119 "Attuazione  dell'articolo  23  della  legge  4 novembre  2010,  n.  183,  recante  delega  al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi", che è entrato in vigore l'11 agosto 2011.
In materia di aspettativa per dottorato di ricerca, le modifiche sono le seguenti.
L'art. 5 modifica l'art. 2 della legge 476/1984 e stabilisce che:
 -  i  lavoratori  dipendenti  pubblici  che  abbiano  già  conseguito  il titolo  di  dottore  di ricerca  o  coloro  che  siano  stati  iscritti  a corsi  di  dottorato  per  almeno  un  anno accademico beneficiando del congedo, non hanno diritto al congedo stesso;
-  dopo  il  conseguimento  del  dottorato,  qualora  venga  interrotto, nei  due  anni successivi,  il  rapporto  di  lavoro  con  la  pubblica amministrazione,  è  dovuta  la ripetizione delle somme percepite durante il congedo;
-  le  norme  in  questione  si  applicano anche  al  personale  dipendente dalle  pubbliche amministrazioni, in riferimento all'aspettativa prevista dalla contrattazione collettiva.


^ SU


Supplenti e aspettativa per dottorato di ricerca

D1: A scuola abbiamo contattato una supplente su posto di sostegno di scuola primaria  per la durata di 18 giorni (supplenza breve).

La docente nel firmare e nell'accettare il contratto ha richiesto contestualmente di non assumere servizio e di voler usufruire di aspettativa senza assegno (Assegno di ricerca post dottorato) per la durata della supplenza .
Ha diritto a tale aspettativa senza assegni pur essendo non di ruolo e su supplenza breve ed in base a quale normativa ?

R1: DOTTORATI DI RICERCA:

Generalmente, il docente a t.d. che ha vinto un dottorato con borsa di studio, viene collocato, a domanda, in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni; se invece ha vinto un dottorato senza borsa di studio o vi ha rinunciato, ha diritto all’aspettativa retribuita.
La circ. del MIUR n.15 del 22/02/11, chiarendo alcuni punti in merito a congedo e aspettativa per dottorato di ricerca (anche in riferimento all'art.18 del CCNL), precisa che:
- si intende come personale a tempo determinato, il personale destinatario di contratto durata annuale o fino al 30 giugno
- ad essi devono essere applicate le disposizioni riguardanti i congedi per il personale ammesso alla frequenza dei dottorati di ricerca
- le predette disposizioni esplicano la propria validità esclusivamente sotto il profilo giuridico (riconoscimento del servizio ai fini previsti delle vigenti disposizioni) non ritenendosi che le stesse possano esplicare la validità sotto il profilo economico (conservazione della retribuzione per il periodo di frequenza del dottorato).
 
Quindi, sul fatto se invece anche il docente con contratto di supplenza breve possa accedere al congedo o all'aspettativa, il MIUR con questa nota in cui sembra escluderlo, in quanto la formulazione della surrichiamata norma del CCNL non consente di estendere l’erogazione dell’aspettativa in parola anche al personale destinatario di una supplenza breve, vale a dire con termine antecedente la conclusione delle attività didattiche.
 
ASSEGNISTI DI RICERCA:
 
Per quanto riguarda l'assegno di ricerca post-dottorato, che mi ha detto sia il caso occorso nella sua scuola, l'art. 51 della legge 449 del 27.12.1997 prevede esplicitamente la "possibilità" dell'aspettativa senza assegni per tutti i pubblici dipendenti vincitori di un assegno di ricerca, senza distinguere per tipologia o durata del contratto (circ. MIUR n.120 del 04/11/02).

D2: La norma da lei citata  (circolare Miur n^120 del 4/11/12) parla di dipendenti pubblici ossia di personale di ruolo. Invece la richiesta mi è pervenuta da una docente non di ruolo e  quindi  non dipendente pubblica.

In tal caso non vale per estensione ciò che afferma la circolare MIUR n^215 del 22/02/11, ossia che  un supplente ha uguali diritti di un docente di ruolo solo se destinatario di un contatto di durata annuale o fino al 30 giugno?

R2: Non si può affermare che solo il personale di ruolo è dipendente pubblico: anche i supplenti, nel momento in cui prestano servizio nella P.A. firmando un contratto, assumono lo "status" di dipendente pubblico, pur se a tempo determinato.

Inoltre, le due figure sono diverse:
- il dottorato di ricerca con o senza borsa di studio è una cosa, e ne parla la circ. MIUR n.215/2011
- l'assegno di ricerca post dottorato è un'altra cosa, e ne parla la circ. MIUR n.120/2002
quindi credo che si debbano seguire le indicazioni del Miur, diverse per le due fattispecie.

^ SU


Effetti giuridici/economici congedo biennale retribuito

D: Quali effetti produce la richiesta del congedo straordinario biennale retribuito  (frazionato) per assistenza al coniuge (D. Lgs. del 18 luglio 2011 n. 119), sulla maturazione delle ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto?

R: Il congedo straordinario retribuito (art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001) fruibile per l'assistenza di soggetto portatore di handicap (periodo di congedo, continuativo o fra­zionato, non superiore a due anni), non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima men­silità e del Tfr, come stabilito dal nuovo D.Lgs. n.119/2011 (che ha modificato ed aggiunto vari commi all'art.42, - si veda il comma 5-quinquies).


^ SU


Visita fiscale e detrazioni per invalidità e patologia

D: Nel caso di un dipendente con invalidità accertata e documentata, l'assenza per malattia dovuta alla patologia invalidante va segnalata alla Ragioneria territoriale dello Stato per le detrazioni? inoltre, è soggetto a visita fiscale?

R: Nel caso interessato, non va fatta alcuna comunicazione alla RGS ma solo operata la decurtazione, tramite il sistema Detrazioni.Net.
Non sono soggette ad alcuna trattenuta le assenze dovute a infortunio sul lavoro, causa di servizio, ricovero ospedaliero, day hospital e quelle relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita.
Pertanto, trattandosi di assenza per malattia, seppur legata ad uno stato di invalidità riconosciuto (a meno che non rientri in uno dei casi precedenti: causa di servizio riconosciuta, patologie gravi con terapie salvavita, ecc.), si ritiene che le assenze del dipendente di cui al quesito siano soggette alle decurtazioni economiche di cui all'art. 71 del decreto legge 112/08 convertito in legge 133/08.

Le patologie invalidanti sono soggette a visita fiscale, ma dal D.M. n.206 del 18/12/09 risulta che sono esentati dal rispetto delle fascie orarie di reperibilità: coloro che abbiano patologie gravi che richiedono terapie salvavita, chi subisce degli infortuni sul lavoro, chi contrae malattie per le quali e' stata riconosciuta la causa di servizio, chi ha stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidita' riconosciuta.

Ad ogni modo, per considerare un'assenza come correlata ad uno stato di invalidità, serve una certificazione medica che leghi chiaramente la patologia alla suddetta invalidità.
Ad avviso della Funzione Pubblica (Parere fornito nel 2010), è necessario distinguere il caso in cui l'amministrazione è già in possesso della documentazione formale ed il caso in cui non ne abbia ancora la disponibilità.
Nella prima ipotesi, l'amministrazione si astiene dal richiedere la visita fiscale poiché il controllo potrebbe risultare infruttuoso, ricorrendo le condizioni per l'esenzione dalla reperibilità nei confronti del dipendente.
Nella seconda ipotesi, l'amministrazione deve richiedere l'accertamento sin dal primo giorno di assenza, tenendo conto "della condotta complessiva del dipendente" (ai sensi di: art. 16, commi 9 e 10, del D.L. n.98/2011, conv. in L. n.111/2011 - circolare DFP n.10/2011); come in altre circostanze, quindi, anche in questa ipotesi l'amministrazione può valutare a seconda della situazione concreta la condotta da seguire.
In conclusione, alla luce dei chiarimenti forniti dalla Funzione Pubblica, il dipendente pubblico esente dall'obbligo di reperibilità, in quanto affetto da malattia riconducibile ad uno stato di invalidità riconosciuto in caso di assenza dal lavoro, può non essere sottoposto a visita fiscale se ha trasmesso all'Amministrazione di appartenenza tutta la documentazione formale relativa alla predetta causa di invalidità.

Il D.Lgs. n.119/2011 riordina la materia, peraltro, delle cure agli invalidi, disponendo sul congedo per le cure degli invalidi, e prevedendo che i lavoratori mutilati e invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% possano fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a 30 giorni. La domanda dell'interessato, a prevenzione di eventuali abusi, deve essere accompagnata dalla richiesta del medico del Ssn da cui risulti la necessità della cura in relazione all'infermità riconosciuta. Al rientro, occorre poi documentare l'avvenuta sottoposizione alle cure (nel caso di trattamenti terapeutici continuativi, l'attestazione può essere anche cumulativa). Tale congedo, che non rientra nel periodo di comporto, ha lo stesso trattamento delle assenze per malattia.


^ SU


Retribuzione malattia supplenza art.40

D: Sono stata operata il giorno 4 e dimessa il 5, il medico mi ha dato la mutua per "esiti intervento chirurgico" fino al giorno 11. Essendo supplente assunta con l'articolo 40, vorrei sapere se questi giorni mi verranno pagati al 100% oppure no. Inoltre causa evento atmosferico, il comune ha chiuso le scuole il giorno 7 ed il medico quindi mi ha fatto il foglio della mutua dal giorno 8 al giono 11.

R: Il suo caso è contemplato dal comma 10 dell'art.19 del CCNL Scuola:

"10. Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, si applica l'art. 5 del D.L. 12 settembre 1983, n. 463 , convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%."
 
Per i primi 30 giorni di malattia la retribuzione perciò è al 50%. Non capisco il suo medico se le ha rilasciato un certificato continuativo dal 6 al 11 novembre, oppure solo dal 8 al 11 novembre:
- nel primo caso: operaz. chirurgica 4 e 5 novembre + degenza post-intervento dal 6 al 11 = totale 8 giorni retribuiti al 50% (non rileva se in mezzo c'è stata la chiusura per alluvione)
- nel secondo caso: operaz. chirurgica 4 e 5 novembre + malattia dal 8 al 11 = totale 6 giorni retribuiti al 50%; il giorno 6 non mi ha detto se è coperto da servizio; il giorno 7 è retribuito per intero causa alluvione.
 
Cmq, se lo faccia confermare o meno dalla segreteria scolastica che Le pagherà lo stipendio. 

^ SU


Firma docenti

D: Si può pretendere che i docenti firmano all'entrata nei plessi in cui lavorano?

R: La firma di presenza dei docenti dovrebbe essere apposta sui registri di classe, ma non è infrequente che il DS pretenda anche altre firme: in tal caso, non essendoci una normativa specifica, si potrebbe contestare per la situazione, ma con molta cautela e tramite supporto, essendo la fattispecia sia moralmente che giuridicamente delicata.


^ SU


Congedo biennale ed effetti giuridici

D: Durante il congedo biennale per assistenza genitore, può godere delle festività soppresse? Le devono essere corrisposti? Come? Il calcolo delle ferie spettanti e della tredicesima come avviene?

R: Ai sensi del D.Lgs. n.119/2011 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=6676&catid=28), il perido di congedo biennale retribuito non rileva ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima men­silità e del Tfr.

Perciò tutti i periodi che vengano fruiti di tale congedo, fanno proporzionalmente decurtare ferie, 13ma e Tfr.
 
Per quando riguarda le festività soppresse, la legge suddetta non ne contempla la decurtazione, ma azzardo l'ipotesi che non possano essere retribuite (nel caso in cui cadano all'interno di un periodo di congedo), in quanto nè il CCNL nè le leggi ne dispongono il pagamento in caso di mancata fruizione, a differenza delle ferie non godute: si può paragonare la fattispecie alle festività soppresse ricadenti in un periodo di malattia.

^ SU


Malattia e Co.co.co. ex-LSU

D: Premetto che lavoro come co.co.co.
Se mi assento per malattia il dirigente scolastico mi fa la decurtazione del 50%, poi devo chiedere all'INPS l'indennità di malattia.
Ho chiesto ai colleghi di altre regioni e questo a loro non accade.
Puo dirmi come stanno effettivamente le cose?
Va applicato l'accordo MIUR-OO.SS del 30/09/2002 che prevede 60gg di malattia?
In che modo il comma 788 dell'art. 1 della L. 296/06 (finanziaria 2007) è applicabile anche a noi co.co.co. scuola che lavoriamo nella scuola senza interruzione come cococo dal 2001.

R: Per la fattispecie della malattia al personale Co.Co.Co. ex LSU che lavora nelle scuole come assistente amministrativo, si fa riferimento alle note del Miur n.207 del 2004 e n.15514 del 2007.

 


^ SU


Interruzione permessi L.104/92 per malattia

D: Una dipendente assente per tre giorni per 104, può sospenderli con giorni di malattia?

R: Non ho trovato scritto da nessuna parte che i permessi L.104 possano essere interrotti da malattia, perciò non credo si possa fare a mio parere.


^ SU


Percentuale part-time e sostegno

D: Insegno nella scuola Primaria e da 2 anni sono in part-time al 50% ovvero 11 ore su 22 ore frontali. Vorrei sapere se è possibile chiedere per l'anno prossimo di effettuare un Part-time in diversa porzione per esempio 14 o 15 ore? Lavoro sul sostegno e l'alunna che seguo dalla classe prima, dall' anno scolastico in corso ha avuto in attribuzione 15 ore di sostegno. Il mio part-time comporta che la bambina debba essere seguita da 2 insegnanti. Dal punto di vista didattico ed educativo l'organizzazione didattica è risultata positiva e non ha comportato alcuna difficoltà ma mi chiedo è una situazione che disattende la normativa?

R: Per i docenti di sostegno in part time, l'unica esclusione è quella che l'insegnamento di sostegno non può  essere affidato a tempo parziale su posti che comportino interventi su singoli alunni di durata superiore alla metà  dell'orario normale, quindi in pratica non possono operare sui rapporti in deroga 1/1.

Se Lei desidera confermare il part time al termine del biennio, non occorre una nuova domanda.

La richiesta di modifica della percentuale di part-time non può essere fatta nel biennio in cui viene concessa, ma a partire dal biennio successivo.
Sinceramente, essendo il part-time quasi sempre al 50%, non saprei dirle se chiedendo 14 o 15 ore, quindi una percentuale diversa, Lei sarà accontentata.

^ SU


Decurtazione malattia assenze inidoneità

D: Le assenze per inidoneità assoluta al servizio per 20 mesi, certificati dalla commissione medica di verifica provinciale, sono automaticamente riconosciuti conseguenze a gravi patologie (esclusi dal computo delle assenze, per cui effettuare la decurtazione della retribuzione) e quindi remunerati per intero, oppure necessitano di ulteriore certificazione?

R: L’articolo di riferimento del CCNL Scuola 2006-2009 vigente, dice che  “In caso di gravi patologie che richiedano terapie  temporaneamente e/o parzialmente invalidanti,  sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia... oltre ai giorni di  ricovero ospedaliero o di  day hospital anche quelli di assenza dovuti alle terapie certificate.” 

Che io sappia, le assenze per gravi patologie non posso essere considerate soltanto con la certificazione dell'inidoneità assoluta, ma necessitano di certificati ben specifici e definiti.
 
La certificazione medica, contenente l’indicazione delle gravi patologie e delle relative terapie che  devono essere effettuate, deve essere rilasciata dalla competente ASL o da strutture accreditate.
Nella certificazione prodotta dal dipendente, deve essere specificato:
a)  che trattasi di “grave patologia”;
b)  il tipo di terapia cui il lavoratore è sottoposto ed i suoi eventuali effetti “invalidanti”.

^ SU


Part-time e decurtazione assenze malattia

D: La docente a T.I. ha un contratto part time di 12 ore e effettua il suo servizio nei giorni di lunedì mercoledì giovedì e venerdì. Il certificato medico è stato rilasciato dal mercoledì al mercoledì successivo compreso.

Il mio quesito è questo: devo inserire in assenzenet il periodo di assenza esattamente come da certificazione medica e quindi compreso il martedì che non è giorno di servizio, o spezzare l'assenza e inserire solo i giorni in cui presta servizio, ma comunque compreso il sabato e la domenica giorni di chiusura della scuola?

R: Secondo me, l'assenza corrisponde al numero dei gg. riportati nel certificato, senza contare quindi solo quelli in cui si è tenuti alla prestazione lavorativa.

Anche perchè la finalità è quella della decurtazione dei compensi accessori (per i docenti è la RPD), che per il part-time vengono dati solo per i giorni lavorati.
 
Quindi, credo che si debbano comprendere in Assenze.net solo i giorni di lavoro, coperti da malattia, escludendo quelli in cui non lavora, ed includendovi la domenica.

^ SU


Recupero festività soppresse non fruite

D: Le festività soppresse non usufruite al termine dell'anno scolastico a causa infortunio o malattia decadono o possono essere usufruite nell'anno scolastico successivo?

R: L'art.14 comma 2 del CCNL Scuola vigente dice che:

"1. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937.
2. Le quattro giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell'anno scolastico cui si riferiscono..."
 
Se si maturano le ferie e le festività soppresse ma, per esigenze personali di impossibilità (come malattia e infortunio), non se ne è potuto fruire nell'a.s., il CCNL stabilisce
1) per le ferie, che è certo che se ne possa fruire al rientro;
2) per le festività soppresse, che non si possano fruire.
 
Ciò perchè solo le ferie sono un "diritto" irrinunciabile, e DEVONO essere comunque fruite; mentre le festività soppresse sono una concessione di riposo in più stabilita da Legge statale, ed inoltre la loro mancata fruizione non dà diritto neanche al pagamento in caso di cessazione dal lavoro (a differenza delle ferie).

^ SU


Invalidità generica e agevolazioni lavorative

D: Ho fatto domanda di aggravamento dell'invalidità civile, che era al 60%, nel tentativo di ottenere qualche beneficio per la legge 104/92, anche in vista del passaggio di ruolo da "insegnante inidoneo" ad ATA. Il verbale recita "Ai sensi dell'art. 4 della legge 05 febbraio 1992 n. 104, la commissione medica riconosce l'interessato: PORTATORE DI HANDICAP (COMMA 1 ART. 3)" e poi : "La commissione medica segnala che l'interessato è portatore di: RIDOTTE O IMPEDITE CAPACITÀ MOTORIE/DEAMBULATORIE". La percentuale accertata è del 67%. Quali agevolazioni mi comporta?

R: Ai fini della Legge 104/92, nessuna agevolazione lavorativa, per ottenerle occorre avere una gravità maggiore.

La condizione per accedere ai permessi lavorativi è che il disabile sia in possesso della certificazione di handicap con connotazione di gravità (articolo 3 comma 3 della Legge 104/1992).
Non basta quindi la certificazione di handicap (articolo 3, comma 1), ma è necessario che la Commissione abbia accertato la gravità (articolo 3, comma 3).
 
Per l'invalidità al 67%, essendo una invalidità civile di tipo generico, nemmeno è riconosciuta sul lavoro.
Occorre che venga accertata una invalidità specifica al lavoro, ottenibile solo tramite vista medico collegiale della Commissione del Tesoro.

^ SU


Contabilità e Fisco:


Coefficiente FIS docenti sostegno in org. di fatto

D: Al fine di determinare il budget del F.I.S. 2010-11, desidererei conoscere il coefficiente da applicare al numero dei docenti di sostegno presenti in organico di fatto.

R: Ottima domanda, se lavorassi al MIUR o se ne fossi a conoscenza in altra maniera, glielo direi.
Purtroppo, non mi è dato sapere ufficialmente questo coefficiente, fa parte dei SEGRETI MINISTERIALI non divulgati

Tuttavia, ho reperito su Internet un riferimento UFFICIOSO al calcolo, in un verbale del Coord. DSGA di Bologna:
"La quota relativa a FIS, Incarichi specifici e Ore eccedenti, rispetto all'assegnazione già comunicata in precedenza, per le scuole superiori varia in base al numero dei docenti di sostegno in O.F. La quota in più dovrebbe essere pari a : Docenti di sostegno in organico di fatto al 50% arrotondati per difetto all'unità."


^ SU


Invio DMA prima della liquidazione del supplente

D: Se per mero errore non si è pagato uno stipendio di un supplente temporaneo nel mese di dicembre 2010 e il DMA è stato trasmesso, come si può risolvere l'errore?

R: A quanto capisco il problema è l'invio della DMA senza contestuale liquidazione dello stipendio.
 
Se la DMA è esatta in tutti gli importi, i nominativi ed i periodi, secondo me non ci sono problemi.
Quindi si può tranquillamente procedere al pagamento dello stipendio del supplente, anche se in ritardo.
 
Poichè l'Inpdap incrocia i dati fra la DMA inviata ed il Mod. F24:
- nel Mod. F24, a fronte del versamento dei contributi all'Inpdap, si metta il periodo 12/2010 (per i contributi Inpdap non ci sono sanzioni per il ritardo)
- se nel Mod.F24 si vuole mettere un diverso periodo di versamento (tipo 01/2011), si può annullare la DMA già inviata (provate con http://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Annentratel.jsp) e reinviarne un'altra con il nuovo periodo (ma non lo consiglio).

^ SU


Avanzo in Z01 e variazioni

D: Programma annuale: Nel caso di avanzo non vincolato, è consigliabile inserirlo nel quadro Z, disponibilità da programmare?
Se invece viene attribuito ad altre voci, è possibile spostarlo con apposita variazione?

R: Secondo me, il fatto di inserire l'avanzo di tipo non vincolato nella DFP, è un suggerimento del MIUR, non un obbligo.
Pertanto, se l'avanzo vincolato del 2010 copre la cifra dei residui attivi vantati nei confronti del MIUR, basta questo da appostare nella DFP, dipende dalla situazione della scuola.
Ciò si evince dalla Circolare del MIUR sul P.A.2011:
"Si ribadisce che una somma pari all'ammontare dei residui attivi di competenza dello Stato venga opportunamente inserita nell'aggregato Z "disponibilità da programmare"."

Come gli altri anni, distribuendo l'avanzo non vincolato nel 2011 a copertura delle spese di bilancio, è sempre possibile durante l'anno modificarne la destinazione con apposite variazioni.


^ SU


Presentazione annuale dichiarazione detrazione familiari a carico

D: Dovendo far  dichiarare le detrazioni di imposta annuali al personale della scuola posso far dichiarare solo le eventuali variazioni avvenute o devo far compilare obbligatoriamente il foglio delle detrazioni anche in assenza di variazioni?

R: L'art. 1 comma 221 della Legge 24/12/07 n. 244 (legge Finanziaria 2008) ha modificato l'art. 23 del D.P.R. del 29 Settembre 1973, n. 600, prevedendo che a decorrere dal 1° Gennaio 2008 il richiedente l'attribuzione delle detrazioni per lavoro dipendente e/o quelle per carichi di famiglia (artt.12 e 13 del TUIR) deve presentare annualmente apposita domanda con la quale deve:
- dichiarare di averne diritto;
- indicare le condizioni di spettanza nonché il codice fiscale dei soggetti per i quali si intende usufruire delle detrazioni.
Precedentemente, invece, la dichiarazione acquisita valeva anche per gli anni successivi ed in capo al richiedente incombeva l'obbligo di comunicare soltanto le eventuali variazioni che avessero inciso nella misura/importo delle detrazioni spettanti.

Pertanto l'obbligo è assolto solo facendo ripresentare ogni anno al personale la dichiarazione delle detrazioni spetttanti per i soggetti a carico (completi di codice fiscale), e non in altro modo.


^ SU


Rinnovo contratti Co.Co.Co. ex LSU per il 2011

D: Sono esaustive la nota prot. AOOODRCA992 del 25.01.2011 dell' USR per la Campania - Ufficio II e la nota prot. AOODGPER399 del 19.01.2011 del MIUR - Direzione generale per il personale scolastico - Ufficio X per prorogare il contratto al personale co.co.co. per il periodo Gennaio - Agosto 2011?
Faccio presente che negli anni precedenti, cosa che alla data odierna non si è ancora verificata, anche in presenza di copertura finanziaria, sia l'USR per la Campania che il MIUR, con apposite comunicazioni di proroga, autorizzavano il Dirigente Scolastico a sottoscrivere, senza soluzione di continuità, i relativi contratti.

R: Gent.mo Dirigente Scolastico, dalla lettura delle note del MIUR n.399/2011 e dell'USR Campania n.992/2011 (che allega la nota del MIUR-D.G.Bilancio del 21/01/11), evinco quanto segue.

Poichè entrambi le note fanno riferimento alla copertura finanziaria prevista nella nota del MIUR n.10733/2010 relativa al P.A. 2011, da un'accorta lettura di quest'ultima si desume che l'impegno di spesa, quindi giuridico e contrattuale, per il rinnovo dei Contratti Co.Co.Co. ex LSU in essere, per il 2011 può avvenire solo nei limiti della dotazione finanziaria comunicata dal MIUR e prevista ad oggi, ossia da gennaio a giugno 2011. Il MIUR si riserva di comunicare successivamente ulteriori integrazioni alla suddetta dotazione, con il proseguimento, quindi, di tale tipologia di contratti.

A differenza degli anni precedenti (in cui varie note del MIUR all'inizio dell'anno consentivano la proroga per i 12 mesi), per il 2011 in via prudenziale, qundi, è opportuno stipulare contratti per Co.Co.Co. ex LSU, per ora, solo da gennaio a giugno 2011, ivi citando tutte tali note del MIUR a supporto.

Riporto di seguito, testualmente, le parti estratte dalla nota MIUR n.10733/2010 che interessano (DA LEGGERE IN PARTICOLARE L'ULTIMA FRASE RIPORTATA):

"EVENTUALI INTEGRAZIONI E MODIFICHE ALLA RISORSA FINANZIARIA PER IL PA11
Con comunicazioni successive, questa Direzione generale potrà disporre eventuali integrazioni alla
risorsa finanziaria di cui sopra. In particolare, potranno essere disposte integrazioni, da accertare nel bilancio secondo le istruzioni che verranno di volta in volta impartite:
- per la remunerazione dei servizi da acquistare a copertura di quelli non assicurabili mediante il solo personale interno a causa del parziale accantonamento dell'organico di diritto dei collaboratori scolastici e/o degli assistenti amministrativi e/o tecnici,  per il periodo settembre-dicembre 2011;

ENTRATE
Ai sensi dell'art. 31 comma 4 del D.I. n. 44/2001, la risorsa finanziaria comprende anche:
- (solo per le scuole dove prestano servizio soggetti con contratti di co.co.co ai sensi del DI66/2001) euro XXXXXXXXXXXX quale quota per la remunerazione dei soggetti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, in servizio a seguito dell'applicazione del Decreto Interministeriale 66/2001, per il periodo gennaio-agosto 2011. Tale somma potrà essere integrata come da paragrafo "Eventuali integrazioni ."

SPESE
Le entrate complessivamente disponibili, contribuiscono alla copertura delle spese nel rispetto delle seguenti indicazioni:
- (solo per le scuole dove prestano servizio soggetti con contratti di co.co.co ai sensi del DI66/2001) sino all'importo  massimo di euro XXXXXXXXXXXXXXX sull'attività "A03 Spese di personale" (mod. A spese), quale previsione di spesa per la remunerazione del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, in servizio a seguito dell'applicazione del Decreto Interministeriale 66/2001, per il periodo gennaio-agosto 2011. La relativa spesa deve essere programmata: in corrispondenza al tipo "01 Personale", conto "10 Altre spese di personale".

GESTIONE
Con riguardo agli impegni di spesa, si rammenta che, ai sensi dell'articolo 11 del D.I. 44/01, formano impegni le sole somme dovute a seguito di obbligazioni giuridicamente perfezionate e riferite all'esercizio in corso. È, quindi, necessario che ciascuna Istituzione scolastica proceda alla tempestiva corretta assunzione degli impegni di spesa, al fine di garantire il regolare andamento della gestione.
Ad esempio, si fa presente che:
- l'eventuale contratto di esternalizzazione  dei servizi di pulizia nonché gli eventuali contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono obbligazioni giuridicamente perfezionate e formano impegni di spesa per il periodo previsto in contratto, da iscrivere in bilancio per la parte di pertinenza dell'esercizio finanziario in corso;

Le obbligazioni giuridicamente perfezionate e dunque i corrispondenti impegni di spesa, possono essere assunte solo nei limiti dello stanziamento dello specifico aggregato (art. 11 comma 1 D.I. 44/01).

Le istituzioni possono stipulare convenzioni e contratti nel rispetto dei vincoli di cui al Titolo IV (attività negoziale) del D.I. 44/01. In particolare, si richiama l'art. 31 comma 4 D.I. 44/01, che dispone "E' fatto divieto alle istituzioni scolastiche di acquistare servizi per lo svolgimento di attività che rientrano nelle ordinarie funzioni o mansioni proprie del personale in servizio nella scuola, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 33, comma 2, lettera g)"  (contratti di prestazione d'opera con esperti per particolari attività ed insegnamenti) "e dall'articolo 40" (contratti di prestazione d'opera per l'arricchimento dell'offerta formativa).
Il divieto in parola vale ovviamente anche nel caso di contratti per l'acquisto di servizi per lo svolgimento di attività riconducibili a quelle previste per il profilo di collaboratore scolastico o di assistente amministrativo e/o tecnico. Tali contratti quindi possono riguardare solo i servizi necessari e non erogabili dai dipendenti previsti in organico di diritto in quanto i corrispondenti posti sono stati accantonati.
Riguardo detti contratti, fermo restando quanto sopra, nel caso in cui sia necessario, ricorrendone i requisiti, stipularne di nuovi o prorogare quelli esistenti, si raccomanda di farlo con riferimento al solo periodo massimo gennaio-giugno 2011, evitando quindi di assumere obbligazioni e dunque impegni su dette attività per i periodi successivi.
Per le modalità da seguire per l'acquisizione dei servizi in questione oltre il periodo gennaio-giugno 2011, seguiranno altre istruzioni operative."


^ SU


Flussi gestione dicembre 2010

D: Sbilancio competenza: accertato inferiore impegnato in A / 2 del rendiconto gestione (Mod.I entrate - Mod.I spese).

Anomalia bloccante.

Help

R: Con il SIDI "area Bilancio", occorre operare in "Distribuisci accertamento su progetti" e poi in "Distribuisci reversale su progetti" (attenzione agli accertamenti creati in "automatico" con le reversali, l'elenco non li riporta). In tale maniera vengono alimentati i Modelli I - Entrate.

Una volta associati tutti gli accertamenti e le reversali, reinviare il flusso di dicembre 2010.


^ SU


Versamento ritenute supplenti per mancanza liquidità

D: La scuola per problemi di cassa e di copertura finanziaria del buget delle supplenze brevi, non può pagare lo stipendio ai supplenti nominati dalla scuola. Pur non potendo versare i compensi netti, rimane  comunque obbligatorio provvedere, nei termini legati al mese di competenza,  al versamento delle ritenute di competenza (Inpdap, Irap, Inps, Tfr) e alle relative denunce mensili (uniemes...) per non incorrere in sanzioni?

R: Si può procedere così.
Ritenute Irpef e addizionali, Irap: il versamento scatta nel mese in cui si effettua il pagamento (principio di cassa) e si trattengono, perciò dovete fare il vers. tramite F24 entro il 16 del mese successivo a quello in cui effettuerete materialmente il pagamento degli stipendi.
Ritenute Inps: il versamento scatta nel mese a cui si riferisce lo stipendio (principio di competenza), perciò dovete fare il vers. tramite F24 entro il mese successivo a quello di competenza (al max entro 6 mesi dal mese di competenza), anche se pagherete lo stipendio dopo.
Ritenute Inpdap e TFR: il versamento scatta nel mese a cui si riferisce lo stipendio (principio di competenza), perciò occorre fare il vers. tramite F24 entro il mese successivo a quello di competenza (anche mesi dopo, non ci sono sanzioni per il ritardo da parte dell'Inpdap), anche se pagherete lo stipendio dopo.
N.B. Parlo del Mod. F24, perchè lì, per ogni versamento, si deve indicare l'esatto mese di riferimento (a seconda se cassa o competenza, come spiegato sopra).


^ SU


Versamenti Inpdap F24 e DMA

D: Considerato che i contributi INPDAP ora vengono versati con il modello F24 e non si usa più il codice 31, come si fa a distinguire i contributi versati per gli stipendi, dichiarati con la D.M.A.,  da quelli versati nello stesso mese anche per gli accessori dei ruoli o supplenti annuali, i quali non vanno inseriti nella D.M.A.?

R: Con il nuovo sistema, in vigore dal 1^ novembre 2010:
- l'Inpdap ha eliminato i codici "31" per i compensi accessori;
- i codici di versamento sono unici sia per gli stipendi che per i compensi accessori;
- non vi è più l'obbligo di compilare il quadro Z2 della DMA (che riepilogava i versamenti effettuati), nè per gli stipendi è per i compensi accessori (questi ultimi neanche prima);
- la DMA va compilata ora, come saprà, solo per gli stipendi dei supplenti, e NON per i compensi accessori;
- con sistemi informatici, l'Inpdap può controllare tutti i versamenti effettuati dagli Enti con il Mod.F24.

Credo che (ma non ne ho la certezza), quando entrerà a regime il Mod.770 "mensile" (forse dal 1^ gennaio 2012, a meno di ulteriori proroghe), sarà possibile comunicare distintamente le trattenute Inpdap sia sugli stipendi che sui compensi accessori.


^ SU


Rilievi Revisori su saldo c/c postale

D: Le scrivo per avere le Sue indicazioni ed opinioni, con riguardo, al futuro, al fine di gestire al meglio e nel rispetto della normativa, l'attività che io svolgo.
Ieri ho avuto la visita ispettiva dei Revisori dei Conti.
Hanno esaminato il conto consuntivo 2010 al quale hanno apposto i seguenti rilievi:
1) RILIEVO che riporta il verbale : vi sono incoerenze nella compilazione del modello L
Nel modello L -Residui Attivi- ho fatto confluire il saldo della posta al 31/12/2010 perchè non ho incassato i soldi che mi sono stati versati sul conto corrente postale ( avendo un nuovo  Dirigente Scolastico ho dovuto attivare la procedura di deposito della firma, poi, questa, in una prima istanza non è andata a buon fine, per cui solo a Gennaio abbiamo potuto riscuotere i soldi dalla posta). Alla chiusura dell'esercizio 2010 ho acceso degli accertamenti per l'intero importo che mi risultava dal saldo della  posta, perché in questo modo ho fatto confluire in bilancio tali somme includendole nel modello L, le ho inserite nella gestione, facendole confluire nel conto finanziario, cioè mi compaiono nel modello J, nel modello H, nel modello N, nelle schede finanziarie dei progetti e nel modello K.
Io credo in questo modo di aver rispettato i principi contabili di trasparenza, veridicità, competenza e soprattutto di non aver effettuato delle gestioni fuori bilancio.
Il Revisore non è stato del mio parere e ritiene che tali somme non siano dei residui attivi.
2) RILIEVO che riporta il verbale: sono state accertate irregolarità nella gestione finanziaria e/o incoerenze rispetto alla programmazione.
Io ho operato in questo modo: alla chiusura dell'esercizio, a seguito degli accertamenti che ho fatto ho apportato le variazioni di bilancio programmandole anche in uscita. Essendo in chiusura d'esercizio ho imputato i finanziamenti direttamente nei progetti o nelle attività per i quali sono  confluiti in bilancio, mentre il revisore ritiene che avrei dovuto lasciarli nella disponibilità da programmare.
Le conclusioni del verbale caricato su Athena sono: "I revisori dei conti esprimono il parere favorevole all'approvazione del Conto Consuntivo 2010".
Vorrei conoscere La Sua opinione a riguardo per capire quale sia la modalità corretta di gestione.
La ringrazio per la Sua collaborazione e per i suggerimenti che vorrà fornirmi.

R: Le opinioni sul primo rilievo sono contrastanti: parlando con varie scuole, o leggendo sui forum in Rete, so di attività e pareri discordanti dei Revisori (ed anche delle scuole):
- chi dice che si debba creare tale residuo attivo del saldo del c/c postale al 31/12
- chi dice che questo residuo non si debba fare
- chi dice che tale saldo vada riportato nel Mod. K
- chi dice che non vada riportato nel Mod.K
- chi dice che è alternativo: o si crea il residuo attivo o si inserisce il saldo nel Mod.K.

I Revisori, a seconda di chi capita e come la pensa al riguardo, potrebbe contestare una di queste cose che ti ho elencato: capirai da sola che non si sta tranquilli, perciò augurati di trovare un Revisore il meno "pignolo" possibile.

Personalmente, da quando me se sono reso conto, ho creato tale residuo attivo e l'ho imputato anche nel Mod. K: forse ciò deriva dalla mia preparazione tecnico-ragioneristica, al pari dei bilanci aziendali, che impone di creare le scritture di assestamento a fine anno essendo il bilancio di competenza.

In quanto caso, perciò, a mio modestissimo parere credo che, in assenza di una condotta unica e di normativa o circolari specifiche, si faccia bene a considerare quel saldo come residuo attivo al 31/12, ragionando proprio sul principio di competenza.
Non si può fare nemmeno un'analogia con il saldo bancario al 31/12, che deve solo quadrare con il giornale di cassa, e che quindi rileva solo ai fini del principio di cassa.
Il problema è anche quello della dicitura del rilievo "vi sono incoerenze nella compilazione del modello L", molto, troppo generica, non indicando bene quale sia l'incoerenza, ed in base a quale normativa o regola contabile sia avvenuta l'anomalia contestata: nei rilievi fatti dai Revisori pretendi di farti citare per iscritto esattamente (e con il massimo livello di dettaglio) quale sia la violazione commessa e le precise fonti di legge ed articoli.

Se ti vuoi cimentare a rispondere al rilievo alla RGS, metti in evidenza quello che ti ho detto, e mantieni ferma la tua tesi.

Per quanto riguarda il secondo rilievo, credo proprio che in questo caso la ragione stia tutta dalla tua parte.
L'unica cosa che suggerisco, è di distinguere a fine anno ciò che realmente viene programmato (per iscritto e cmq evincibile da qualche carta), da ciò che non lo è: per le prime somme, è giusto imputarle ad attività e progetti, mentre le seconde possono tranquillamente essere imputate nell'aggregato Z01-Disp. Fin. da Programmare.
Anche qui, la dicitura del rilievo è troppo generica: ribadisco quanto detto sopra.

Alla fin fine, avendoti approvato il Consuntivo 2010, fossi in te starei tranquilla, resta solo la scocciatura di dover formulare per iscritto le risposte ai rilievi.


^ SU


Partecipazione spese Revisori dei Conti

D: Si chiede gentilmente una delucidazione circa il compenso ai revisori dei conti.
La scuola polo mi chiede (siamo tre scuole di cui una polo) una quota di partecipazione alle spese di missione dei revisori dei conti da settembre 2010 a maggio 2011 - n° 3 visite.
Vorrei sapere se la richiesta è legittima e che cosa comprende il finanziamento (vitto/missione ecc) relativo ai Revisori dei Conti.

R: Caro collega, normalmente tutte le scuole nominate capofila per i Revisori dei Conti, da alcuni anni chiedono alle altre scuole dell'ambito il rimborso delle spese di vitto e viaggio dei Revisori, in modo che la spesa che grava sul funzionamento sia ripartita equamente in parti uguali: che cosa ti chieda nel dettaglio a rimborso, poi, te lo può solo dire la scuola richiedente, che ha tutto agli atti (documenti di spesa delle visite effettuate).


^ SU


Compilazione quadri Mod.770

D: LA MIA DOMANDA RIGUARDA LA COMPILAZIONE DEI MODELLI SV ED ST DEL MOD.770. LI DOBBIAMO COMPILARE PERCHE' VERSIAMO CON IL MOD.F24 OPPURE ESSENDO CONSIDERATI AMMINISTRAZIONE STATALE NON LI DOBBIAMO COMPILARE?

R: La seconda che ha detto, essendo amministrazioni statali, come gli altri anni non vanno compilati.


^ SU


Periodo competenza versamenti x supplenze liquidate in ritardo

D: Nella mia Scuola, gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre 2010, sono stati pagati a febbaio 2011. Pertanto mi chiedevo se i cud e il relativo 770 vada comunque fatti per comunicare i dati INPS che sono relativi al 2010.

R: Allora, devi ragionare con il periodo del 770, che è tutto l'anno 2010 ai fini fiscali e previdenziali, quindi deve tutto quadrare con i CUD del 2010 rilasciati ai supplenti e con i mesi dei versamenti indicati nei Mod.F24

Dipende perciò: quando hai pagato nel 2011 i cedolini del 2010, che mesi hai indicato sui Mod.F24 per irpef, inps e inpdap (e di conseguenza come hai rilasciato i modelli CUD del 2010) ?
 
Ti faccio degli esempi.
Se hai elaborato i cedolini del 2010 con Sissi, pagando gli stipendi nel 2011, ed hai indicato i mesi di "competenza" della supplenza, allora Sissi ti tirerà fuori quei cedolini con le ritenute versate nel 2010.
Se hai elaborato i cedolini del 2010 con Sissi, pagati nel 2011, e mettendo su Sissi i mesi di "cassa" del pagamento supplenza, allora Sissi ti tirerà fuori quei cedolini con le ritenute versate nel 2011.
Lo so, è un bel casotto.
 
Nei Mod.F24 che hai fatto per quei mesi, quali mesi, a fianco del codice tributo, hai indicato?
Se per tutti i tributi e le ritenute hai indicato i mesi del 2010, allora va tutto con i CUD 2010 e con il 770 del 2010. In questo caso, però ai fini irpef e addizionali non va bene, perchè vale il principio di "cassa" e i termini per il versamento sono entro il 15 del mese successivo, perciò hai versato in ritardo, e l'amm.ne finanziaria ti potrebbe fare una multa per il ritardo. Mentre, ai fini inps e inpdap, va bene se hai indicato 2010, in quanto vale il principio di competenza e la quadratura con i Modd.UniEmens e DMA (ed anche se versi con qualche mese di ritardo, non ci sono sanzioni).
 
Se hai indicato i mesi del 2011, allora va tutto con i CUD 2011 e con il 770 dell'anno prossimo per il 2011.
 
La cosa più giusta, e non so se l'hai fatto, sarebbe stata quella di dividere:
- ai fini irpef, addizionali e irap, indicare come mesi nel Mod.F24 quelli in cui hai pagato i cedolini nel 2011;
- ai fini inps e inpdap, e relative dichiarazioni, indicare come mesi quelli di competenza del 2010;
- rilasciare i CUD 2010 e 2011 rispettando tali mesi (quindi, la parte fiscale del CUD nel 2011, la parte previdenz. inps e inpdap con i CUD del 2010);
- rispecchiare perciò, tali versamenti ed i CUD rilasciati, con i Mod. 770 sia del 2010 che del 2011.
Dimenticavo: lo stesso discorso vale per i mesi indicati sul Mod.F24 come IRAP, e per la dichiazione Irap 2010 da fare a settembre, che deve SEMPRE quadrare con il totale del versato durante il 2010 (ripeto, le cifre indicate e versate quali mesi del 2010 nei Mod.F24).

^ SU


Mod.770 e valorizzazione campi addizionale comunale 1

D: Ho appena letto il tuo contributo su Facebook per la compilazione del 770. Il sissi mi da errori bloccanti per errata compilazione dei quadri 10 e 12, secondo le tue istruzioni il campo da valorizzare e´ il punto 11 (IRPERF add. comunale A SALDO). Vorrei fare una precisazione io a fine anno non faccio il conguaglio lo scrivo sui CUD e il codice che indico nel F24 3847 cioe´ in acconto, a questo punto io potrei cancellare tutti gli importi indicati nel punto 12 non compilare il punto 11 ma lasciare solo il punto 10 (acconto), è errato il mio ragionamento? Se compilo il punto 11 non mi trovo con i CUD che ho lasciato in acconto. L´anno prossimo dovro´ utilizzare il codice contributo a saldo per l´ F24 E RILASCIARE I CUD CON L´INDICAZIONE A SALDO E COMPILARE I FAMOSI PUNTI 11 E 12.
Ho appena parlato con una collega che usa l´AXIOS, ragiona come il sissi mette gli importi al punto
10 e 12. Ho controllato i quadri del 770 mi da errore solo per alcuni dipendenti, altri pure con la compilazione degli stessi punti non mi segnala errori no capisco piu´ niente. La descrizione dell´errore: "l´importo del punto 12 non puo´ essere superiore al punto 11", che non mi compila affatto.

R: Dalla lettura delle istruzioni alla compilazione dei Modelli CUD e 770, poichè la scuola trattiene l'add.com.irpef all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, si deve indicare nei punti 11 e 12 (quindi il codice di versamento sui Mod.F24 è sempre 3848).

Ti riporto le istruzioni ufficiali:

ISTRUZIONI CUD 2011X2010

Nel punto 10 va indicato l’importo dell’addizionale comunale all’IRPEF effettivamente trattenuta dal sostituto a titolo d’acconto per il periodo d’imposta 2010 comprensivo di quello eventualmente indicato nel punto 17.
Nel punto 11 va indicato l’importo dell’addizionale comunale all’IRPEF dovuto a saldo per il periodo d’imposta 2010 dal sostituito sul totale dei redditi di lavoro dipendente e assimilati certificati, con esclusione di quelli soggetti a tassazione separata, o a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva e comprensivo di quello eventualmente indicato nel punto 18.
Gli importi evidenziati nei punti 6, 11 e 13 sono determinati sui redditi indicati ai punti 1 e 2 e comportano l’obbligo per il sostituto d’imposta di effettuare il prelievo o in rate, nel corso del periodo d’imposta successivo, ovvero in un’unica soluzione in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
In tale ultimo caso, le annotazioni (cod. AL) devono contenere l’informazione che gli importi indicati nei punti 6, 10 e 11 sono stati interamente trattenuti.
In caso di cessazione di rapporto di lavoro è necessario effettuare il calcolo dell’addizionale effettivamente dovuta sugli ammontari erogati nell’anno.
In particolare andrà indicato al punto 10 l’importo dell’addizionale comunale all’IRPEF effettivamente trattenuta dal sostituto a titolo d’acconto; al punto 11 l’importo dell’addizionale comunale all’IRPEF effettivamente trattenuta dal sostituto a titolo di saldo.
Si precisa che in caso di cessazione del rapporto di lavoro il punto 13 non dovrà essere compilato.

ISTRUZIONI 770 2011X2010

Nel punto 12 va indicato l’ammontare dell’addizionale comunale all’Irpef 2010 trattenuta nel 2010 dal sostituto in caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso del 2010. Tale ammontare deve essere indicato al netto di quanto riportato al punto 10.


^ SU


Mod.770 e valorizzazione campi addizionale comunale 2

D: Grazie per la celere risposta, le tue istruzioni sono state molto soddisfacenti. Però a me rimane il problema: correggo i punti 11 e 12 del 770 però il tutto non corrisponde con i CUD e mod. F/24. Mi puoi dare un consiglio?

R: Per fare coincidere il Mod.770 con i CUD e i Modelli F24, dovresti:
a) correggere il cod tributo (da 3847 a 3848) di tutti i versamenti dei Modelli F24 con i mesi del 2010, inviando delle istanze di rettifica all'Agenzia delle Entrate (c'è un modello/fac-simile allegato ad un vecchia circolare, rintracciabile con google, compilane uno per ogni Mod.F24 con allegata la copia del Modello);
b) rettificare su Sissi tutti i CUD, inserendo l'add. com. al punto 11 e cancellando quella al punto 10;
c) rielaborare quindi con Sissi di nuovo il Mod.770, ripartendo da zero
d) inserire cmq manualmente gli importi nei punti 12 del Mod.770

Oppure, al posto del punto c), potresti operare manualmente nel software dell'Agenzia delle Entrate.

Il punto a) è importantissimo, lo dovresti fare.

Se desideri, ma NON te lo consiglio, puoi anche ristampare i CUD così rettificati e inviarli di nuovo ai dipendenti.


^ SU


Mod.770 e e CUD solo Inps

D: Un aiuto, nella dichiarazione 770 , vanno inclusi anche i supplenti retribuiti dal tesoro ai quali è stato liquidato fondo d'istituto? A questa tipologia di personale è stato rilasciato cud solo per inps.
Sempre come accade nelle scuole, chi li mette e chi li omette.

R: Lo so che alcuni colleghi non li inseriscono, ma io personalmente ho sempre creduto esatto sia fare tali CUD (solo Inps) e sia inserirli nel Mod.770.


^ SU


Scadenza dichiarazione Irap

D: Quando scade la denuncia Irap 2011, relativa all'Irap 2010?

R: bisogna autenticarla tramite Entratel e inviarla telematicamente all'Agenzia delle Entrate (come gli altri anni) entro il 30 settembre 2011.


^ SU


Mancato versamento Irap e dichiarazione

D: Nel 2010 non è stata versata irap sugli stipendi, cosa dichiaro nella dichiarazione?

R: Potrebbe fare in due modi:
1) prima di fare la dich. Irap, versa ora tutta l'Irap sugli stipendi, tramite i Mod.F24 che avrebbe dovuto fare mese per mese (indicando appunto, per ogni F24, il mese di riferimento dello stipendio: IN TAL CASO, L'AGENZIA ENTRATE APPLICHERA' LE SANZIONI E GLI INTERESSI PER IL RITARDO NEL VERSAMENTO
2) presenta la dich. Irap, senza indicare alcun versamento fatto nel 2010:
IN TAL CASO, LE SANZIONI CHE ARRIVERANNO SARANNO MOLTO PIU' ALTE, E COMPRENSIVE DELL'IRAP CHE NON E' STATA VERSATA.

Attenzione alle responsabilità delle sanzioni ed interessi: esse sono da addebitare al dipendente dell'Amministrazione che non ha versato con l'F24 nei termini, mese per mese!!


^ SU


Chiusura fondo minute spese

D: Oggi ho affrontato per la prima volta un problema riguardante le minute spese. Il fondo è esaurito la somma autorizzata dal Consiglio è 300,00. Ho chiesto l'autorizzazione al DS al reintegro, lui ha emesso un decreto di autorizzazione, il tutto sarà ratificato in consiglio. Il mio dubbio è tecnico: alla fine dell'esercizio come devo chiudere il conto? con una reversale di € 300,00 somma iniziale di apertura o 600,00 somma effettivamente utilizzata? I ns software non ci fanno integrare la somma anticipata all'inizio esercizio, come devo operare?

R: Premetto che il reintegro delle minute spese va autorizzato dal DS senza delibera di "ratifica" in Consiglio.
Le minute spese sono una partita di giro, e la somma iniziale prelevata e quella finale restituita si appostano nelle voci 99 dei piano dei conti. Dopo l'approvazione del P.A., si può fare il primo prelevamento a favore del DSGA per l'importo autorizzato, con mandato al dsga.
In corso d'anno si fanno i reintegri, ove la somma iniziale non basti: si provvede con il reintegrare le singole minute spese appostate su attività/progetti, tramite mandati a favore del dsga, in modo da ricostituire la somma iniziale.
Alla fine dell'anno, il DSGA reintegra le ultime spese non ancora appostate sul bilancio (ricostituendo sempre la somma iniziale), e fa una reversale versando in banca l'importo del prelevamento iniziale (nel tuo caso, 300,00).
In tal modo, tutto quadra sul registro delle minute spese.

I software che si usano a scuola (Sidi bilancio, Axios, Argo) prevedono tutti delle funzioni per gestire la procedura, compresi i reintegri, perciò controlla bene.


^ SU


Ricognizione, rivalutazione e rinnovo inventari

D: PER I BENI MOBILI ACQUISTATI A PARTIRE DELL'ANNO 2000 L'ATTRIBUZIONE DEI NUOVI VALORI E' DETERMINATA DAL CRITERIO DELL'AMMORTAMENTO ANNUO SECONDO UNA PERCENTUALE DI DIMINUZIONE ANNUA. PER POTERE STABILIRE CON ESATTEZZA LA PERCENTUALE DA APPLICARE SI CHIEDE DI ELENCARE I BENI FACENTI PARTE DELLA
CATEGORIA : IMPIANTI E ATTREZZATURE
CATEGORIA : MACCHINARI PER UFFICIO.

POSSONO ESSERE SCRITTI NEL REGISTRO DEI BENI DUREVOLI I BENI NON AVENTI CARATTERE DI BENI DI CONSUMO MA  CON VALORE ZER0 (0,00)?
NEL CASO DI RINNOVO DELL'INVENTARIO LA NUMERAZIONE DEI BENI RIMASTI CON VALORE PARI O SUPERIORE A 500,00 EURO DEVE RIPARTIRE DAL NUMERO 1 ?

R: Gentile Sig.ra, non so chi Le abbia detto che la scuola possa procedere al rinnovo inventariale.
Nessuno, dal 2000 ad oggi, ha mai emanato per le scuole statali parametri per effettuare svalutazioni o ammortamenti (dovrebbero essere gli uffici del Miur a farlo) per il rinnovo dell'inventario, perciò non mi cimenterei nell'opera.
Nè tantomeno sono utili le circolari sinora emanate dalla RGS, non essendo applicabili alle scuole ma solo agli altri uffici pubblici (come affermato chiaramente dalla RGS).
Quindi, ribadisco che secondo me non bisogna fare nessun rinnovo, finchè il MIUR non emanerà apposite istruzioni alle scuole.

Per gli stessi motivi di cui sopra, poichè la procedura di classificazione in "beni durevoli" dei beni al di sotto dei 500 euro non si deve applicare alle scuole statali (come affermato dalla RGS in una loro
circolare), non si deve procedere a fare tale classificazione nè rinnovo.


^ SU


Contratti e Forniture:


CIG per: corso di nuoto, attività motoria e acquisti inf. € 2.000,00

D: Volevo chiedere se per il pagamento del corso di nuoto, con ricevuta rilasciata da una piscina, deve essere apposto il codice C.I.G. E’ necessario chiedere il CIG per l'attività motoria effettuata da un'associazione sportiva con propri esperti agli alunni della scuola, con pagamento a carico dei genitori? Inoltre se per gli acquisti inferiori a 2000 € è dovuto il codice C.I.G.

R: Cerco di rispondere in base al mio modestissimo parere.

In materia, non ci sono interpretazioni "ufficiali" da parte del MIUR o di altro Ente, appositamente per le scuole, si deve quindi andare ad interpretazione.
 
1) Corso di nuoto / attività motoria
I fondi dei genitori o dei privati, una volta che sono introitati nel bilancio della scuola diventano pubblici e seguono tutta la relativa procedura, ad esempio l'individuazione della piscina, si basa sul D.I. 44 /01 integrato dalla L. 163/2006 (essendo comunque un affidamento diretto e perciò contratto pubblico).
Pericò tale contratto e pagamento va soggetto alla richiesta ed indicazione del CIG.
 
2) Acquisti inferiori ai 2.000 euro
La Legge n.136/10 ed i chiarimenti dell'AVCP includono nell'obbligo del CIG tutti i pagamenti effettuati nei confronti di imprese private (con le esclusioni chiarite nelle Determine dell'AVCP), per i quali ci sia un appalto o contratto pubblico per lavori, servizi e forniture, senza nessuna esclusione derivante dall'importo.
Essendo perciò, le spese delle scuole al di sotto dei 2.000 euro effettuate tramite "affidamento diretto", e rientranti nel concetto di contratto pubblico di cui al D.Lgs. 163/06, sono soggette alla richiesta del CIG.
 
Come avrai capito, la finalità della Legge n.136/2010 è di tracciare qualsiasi flusso di denaro pubblico nei confronti di ditte private, tramite il divieto dell'uso di contante e l'obbligo di bonifico o altre modalità tracciabili, ed il Codice CIG ormai obbligatorio per qualsiasi acquisto (tranne le esclusioni indicate).
 
Ti suggerisco anche quanto segue.
Anzitutto, attenzione a:
- indicare il codice CIG su tutti gli atti amministrativi e contabili (dalla richiesta di preventivo sino al Mandato di Pagamento);
- se ti sei già iscritto sul sito dell'AVCP, puoi già operare;
- se lo devi ancora fare, la procedura per la prima registrazione è lunghetta (l'AVCP deve validare il codice fiscale della tua scuola tramite l'Agenzia delle Entrate, e ci mette un pò di tempo);
- in questo secondo caso, in attesa, puoi comunque scrivere sugli atti "in attesa del CIG" o "in attesa della registrazione al SIMOG per la richiesta del CIG",e, una volta ottenuto anche in un momento successivo, inviare gli specifici CIG, con lettera apposita, alle ditte che hai pagato nel frattempo;
 
Ricorda infine che:
- secondo l'AVCP, occorre ottenere il CIG per ogni acquisto a partire dalla data di entrata in vigore della legge n.136/2010 (07/09/10), perciò sarà lungo richiedere tutti questi codici CIG pregressi e comunicarli alle imprese;
- bisogna apporre apposite clausole sui contratti di acquisto, pena la nullità, e farle accettare espressamente;
- bisogna acquisire per iscritto da ogni ditta privata gli estremi del c/c dedicato.

^ SU


Adempimenti tracciabilità dei flussi finanziari - Legge 13 agosto 2010 n.136

D: CON LA PRESENTE SONO A CHIEDERE INFORMAZIONI PIU' PRECISE RELATIVE ALL'OGGETTO, E NELLO SPECIFICO VOLEVO SAPERE SE PER I CONTRATTI DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA CON ESPERTI ESTERNI, CONTRATTI DI CONSULENZA, MANUTENZIONE ECC. RIENTRA ANCHE LA SCUOLA NELLA LEGGE DI CUI SOPRA.

R: Caro collega, ormai se si cerca su Internet si trova moltissimo materiale di commento ai nuovi obblighi in materia.
Ti invito comunque:
- a consultare l'area dedicata alle circolari su CIG e CUP del mio sito web (ne trovi tante, e cerco di aggiornarla spesso) = http://www.info-scuole.it/cms/?catid=6&blogid=1&subcatid=190
- a guardare gli articoli usciti su "Amministrare la Scuola" e sulla rivista PAIS, entrambi di febbraio 2011
- a guardare gli articoli fatti dal sottoscritto, dedicati al CIg e al CUP, in uscita su "Amministrare la Scuola" di aprile 2011


^ SU


CIG per acquisti inferiori a € 2.000,00

D: Dovendo fare acquisti di facile consumo a più ditte stando complessivamento sotto i 2000€, bisogna fare comunque la procedura per avere il CIG?

R: La Legge n.136/10 ed i chiarimenti dell'AVCP includono nell'obbligo del CIG tutti i pagamenti effettuati nei confronti di imprese private (con le esclusioni chiarite nelle Determine dell'AVCP), per i quali ci sia un appalto o contratto pubblico per lavori, servizi e forniture, senza nessuna esclusione derivante dall'importo.

 

Essendo perciò, le spese delle scuole al di sotto dei 2.000 euro effettuate tramite "affidamento diretto", e rientranti nel concetto di contratto pubblico di cui al D.Lgs. 163/06, sono soggette alla richiesta del CIG.

 


^ SU


CIG in attesa di registrazione

D: Come fare per l’indicazione del C.I.G., in attesa che sia terminata la registrazione al Simog? 
 
R: In attesa, puoi comunque scrivere sugli atti "in attesa del CIG" o "in attesa della registrazione al SIMOG per la richiesta del CIG",e, una volta ottenuto anche in un momento successivo, inviare gli specifici CIG, con lettera apposita, alle ditte che hai pagato nel frattempo.


^ SU


CIG e CUP per contratto con Poste Italiane

D: La mia scuola è di nuova istituzione dal 1/9/2010, pertanto si è provveduto a stipulare un contratto con la banca e poi con le Poste italiane per apertura di un c/corrente postale. A dicembre , quando ancora il c/c p non era attivo, l'Ufficio Postale mi ha chiesto il cig e il cup, oltre a farmi compilare il modello sulla tracciabilita, che io ho portato in banca. Ho contattato telefonicamente l'ufficio a cui ho riferito che non eravamo ancora atrezzati per tale codice e che a mio parere non rientravamo in questa casistica. Loro hanno detto che andava bene e dopo un mese mi hanno mandato l'attivazione del c/c/postale. Io sono ancora convinta di questo, ma nell'incertezza avevo pensato di regolarizzare comunque il tutto. 
 
R: Se puoi, regolarizza con il CIG, non serve il CUP.
 
I ragionamenti sono due:
- il contratto di servizio di cassa presso le Poste Italiane non è tra i contratti di appalto di servizi esclusi espressamente dall'appicazione del Codice dei Contratti Pubblici;
- le Poste Italiane pare che ora siano una SpA privata, perciò si applicano tutte le regole del Codice degli Appalti quando si contratta con una P.A.
 
Il mio dubbio, piuttosto, è: quale importo mettere nel Simog?


^ SU


CIG e aggiudicazione gara

D: Sono finalmente stata abilitata dall’ AVCP ed  ho ottenuto il CIG per i contratti in essere seguendo la  procedura:
·  inserimento gara (creazione quindi del numero gara)
·  inserimento lotto (creazione del CIG)
·  perfezionamento lotto.
Con il perfezionamento del lotto la scuola ha terminato il suo lavoro oppure deve procedere ad inserire anche l’aggiudicazione della gara?
Se si, quale è  l’iter che si deve seguire per l’inserimento dell’aggiudicazione della gara?

R: L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP)  ha comunicato che dall’01/01/2011 sono introdotti nuovi obblighi di rilevazione per le amministrazioni aggiudicatrici.
I nuovi obblighi di rilevazione riguardano le seguenti fattispecie: 
- per i contratti di servizi e forniture di importo compreso tra i 20.000 € e 150.000 € è richiesta la comunicazione dell’aggiudicazione,  che deve avvenire entro 60 giorni dalla data stipula del contratto; 
-  per i contratti di lavoro di importo compreso tra 40.000 € e 150.000 € è richiesta la comunicazione dell’aggiudicazione, che deve avvenire  entro 60 giorni dalla data di stipula del contratto.
Al di sotto di tali importi, pare che non sia obbligatorio l'inserimento dell'aggiudicazione nella procedura Simog.


^ SU


CIG - correzione dati gara al Simog 1

D: In caso di digitazione di dati in una gara già “perfezionata” quale è la procedura per correggere i dati errati? 
 
R: Dovresti trovare una risposta nel Manuale "GuidaSimog_RUP.pdf", pagg. da 16 a 19, che trovi all'interno del Simog.
 
E' una procedura del tutto nuova per noi scuole, potresti anche contattare l'assistenza:
Call Center SIMOG - AVCP - Numero Verde 800 896 936
e-mail Supporto SIMOG = assistenza.simog@avlp.it
 
Se la gara non è perfezionata si può cancellare nel modo seguente:
1) si deve prima cancellare il lotto;
2) poi si ricerca la gara, ed in basso a sinistra appre un rettangolo con scritto “cancella gara”.


^ SU


CIG - correzione dati gara al Simog 2

D: Ho inserito una gara relativa ai viaggi d'istruzione, ma credo di aver messo dei dati non corretti perchè mi risulta un importo contributo SA (stazione appaltante) di € 800,00 con la seguente dicitura: “L'importo del contributo indicato potrebbe non essere dovuto, e quindi non sarà computato nel MAV, sulla base di quanto previsto dalla deliberazione sui contributi in sede di gara in vigore.”
Vorrei cancellare la gara, ma non è possibile: è possibile cancellare solo il lotto. 
 
R: E' necessario indicare un importo.
1)  Se hai già perfezionato la gara:
Probabilmente hai selezionato "Importo complessivo gara non disponibile". Bisogna cancellare il lotto ed inviare al NUMERO VERDE una lettera chiedendo di inserire l'importo presunto della gara, allegando anche il documento del Responsabile del procedimento.
Quando rettificheranno la gara, si può reinserire il lotto giusto, indicando l'importo presunto.
2)  Se non l'hai ancora chiusa, cancella il lotto e la gara.


^ SU


CIG per viaggi di istruzione e assicurazione alunni

D: E' obbligatoria la procedura della tracciabilità (C.I.G.) per le gare che riguardano i viaggi di istruzione e l'assicurazione alunni e personale? O trattandosi di fondi privati (famiglie vincolati e non) non è richiesta? 
 
R: La richiesta del codice CIG è obbligatoria per tutte le fattispecie contrattuali di cui al Codice dei contratti pubblici, indipendentemente dalla procedura adottata per la scelta del contraente e dall’importo del contratto (con alcune esclusioni specificate dall’AVCP).
Non rileva la provenienza dei fondi, in quanto i fondi dei genitori o dei privati, una volta che sono introitati nel bilancio della scuola diventano pubblici, e seguono la procedura per la stipula del contratto con operatori economici privati (viaggi di istruzione e assicurazione alunni e personale) come per tutti gli appalti pubblici.


^ SU


Obbligo tracciabilità per pagamento dipendenti

D: La L. 136/2010 prevede all'art. 3, c. 2, l'obbligo di tracciabilità (non obbligo del CIG) dei flussi finanziari anche per i pagamenti destinati ai dipendenti che devono essere eseguiti su conti correnti dedicati.
Ora, il pagamento degli emolumenti al personale scolastico (supplente breve, ecc.) da parte delle Scuole deve avvenire esclusivamente su conto corrente bancario o postale oppure può essere utilizzato un altro strumento idoneo alla tracciabilità, per esempio la riscossione diretta presso lo sportello di tesoreria?
In alternativa alla riscossione diretta si può far ricorso agli assegni circolari N.T. come da faq B14 dell'avcp, anche se in contrasto con la norma di rango primario, quale appunto la L. 136/2010? 
 
R: I movimenti finanziari previsti dai commi 2 e 3 dell’articolo 3 riguardano gli operatori privati e non le stazioni appaltanti.


^ SU


CIG per fatture ditte di pulizia ex LSU

D: La liquidazione delle fatture (dal mese di ottobre 2010 in poi) per il servizio esterno pulizie può avvenire senza l'acquisizione del CIG, considerato l'attuale periodo di prorogatio delle Ditte a cui è stato appaltato il servizio prima del 07/09/2010? 
 
R: Ai fini della tracciabilità, non rileva a nulla il periodo di prorogatio delle Ditte di pulizia esterne.
Sussistono, per il pagamento relativo, tutti gli obblighi di tracciabilità di cui alla Legge n.136/2010.
Piuttosto, per l’indicazione del CIG, occorre riferirsi alla stazione appaltante originaria, ossia l’USR, che deve chiedere un CIG "principale" per tale gare e rilasciarlo alle singole scuole, che a propria volta devono richiedere un CIG “derivato”.


^ SU


CIG "derivato" per ditta pulizie

D: Mi sa dire a chi devo richiedere il CIG derivato per liquidare le fatture alla ditta pulizie ex lsu? A voi lo hanno comunicato? Come state procedendo? La ditta Manital ha sollecitato i pagamenti sostenendo che secondo loro per i primi 180 gg. non serve il CIG. Secondo me, invece sì. 
Ved. AVCP: "C1. La legge n. 136/2010 obbliga a richiedere il codice CIG/CUP anche per appalti in corso per i quali il contratto sia stato stipulato prima del 7 settembre 2010?
Sì, è necessario chiedere il codice CIG/CUP anche per i contratti (e i subcontratti da essi derivanti) stipulati prima dell’entrata in vigore della legge n. 136 (7 settembre 2010), se tali contratti siano sprovvisti di codici CIG/CUP, qualora, ovviamente, gli stessi producano ancora effetti alla scadenza del periodo transitorio.
Tale adempimento, ai sensi dell’articolo 6 comma 2 della legge n. 217/2010 di conversione del decreto legge n. 187/2010, deve essere effettuato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della predetta legge di conversione (entro il 17 giugno 2011)."

R: Si deve richiedere e ottenere il CIG principale all'USR che ha bandito la gara. Occorre perciò inviare un bella letterina di sollecito all'USR regionale competente.
Una volta avuto il CIG principale lo si va a trovare in Simog, e nella procedura dei lotti si procede lì a richiedere il CIG "derivato", indicando ovviamente la parte di competenza della scuola (l'importo della fattura relativa al servizio svolto presso la tua scuola).
Sinora si sono pronunciati in merito l'USR Veneto e Calabria.
Anche l'USR Lombardia, nella propria nota del 28/03/11, così dice: "In base alla normativa e alle indicazioni operative citate, è necessario assegnare il codice identificativo gara (CIG) anche ai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della legge n. 136 (7 settembre 2010) qualora gli stessi producano ancora effetti alla scadenza del periodo transitorio.
Ai sensi dell’articolo 6, comma 2, della legge n. 217/2010 di conversione del decreto legge n. 187/2010, l’assegnazione di un codice CIG ai contratti sottoscritti prima del 7 settembre 2010 deve essere effettuata entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della predetta legge di conversione, quindi entro il 17 giugno 2011.
Non è necessaria l’assegnazione di un codice CIG a contratti sottoscritti prima del 7 settembre 2010 che giungono a termine durante il periodo transitorio (prima del 17 giugno 2011)."

^ SU


CIG e acquisti pregressi

D: Al fine di ottemperare a quanto previsto dalla L. 136 del 13 agosto 2010, così come modificata dal D.L. n. 187 del 12 novembre 2010, anche per il pregresso, si chiede quali date indicare su simog.avlp.it in "Perfezionamento gara/lotti e pubblicazione bando" alle voci "data pubblicazione" e "Data scadenza per la presentazione delle offerte". Si possono indicare date pregresse?

R: Caro collega, lo sto facendo anche io e so che lo stanno facendo in tanti.
Soprattutto perchè le fatture che stiamo pagando ora, mancanti di CIG, occorre regolarizzarle con lo stesso codice, da indicare sulla causale del Mandato di Pagamento.
Ho letto da qualche parte anche che:
- è possibile creare un CIG anche con date pregresse, anzi l'AVCP lo consiglia;
- per questi CIG con date pregresse, non saranno dovuti contributi all'AVCP.


^ SU


CIG - valore gara/affidamento

D: SEMPRE CIG: PER CHIAREZZA FACCIO UN ESEMPIO PRATICO. ABBIAMO STIPULATO UN CONTRATTO DI NOLEGGIO FOTOCOPIATORI PER I PLESSI DELLA SCUOLA DURATA 1 ANNO LE FATTURE SONO NATURALMENTE MENSILI PERCHE C'E' IL COSTO COPIA. INSERISCO LA RICHIESTA PER AVERE IL CIG, MA POI OGNI MESE DEVO AGGIUNGERE UN LOTTO E AL TERMINE DEL CONTRATTO 31/12 CHIUDO LA PRATICA? SPERO DI ESSERE STATA CHIARA.

R: Il riferimento per chiedere ed ottenere il CIG è sempre e solo il valore della gara e del contratto (al netto di IVA), perciò nel vostro caso occorre indicare il valore del contratto annuale, senza IVA.
Il CIG ottenuto andrà riportato su tutti gli atti di gara e contrattuali, sulle singole fatture mensili e sui singoli Mandati di pagamento delle fatture.


^ SU


Ritardo abilitazione SIMoG

D: Dal 25 mrzo 2011 non sono riuscito ad avere l'accesso per il CIG nonostante la pratica sia stata eseguita correttamente, inoltre sono continuamente in contatto con il n° verde 800896936 e quotidianamente sollecito la conclusione della pratica.
Le chiedo, gentilmente, se possibile avere altri indirizzi, numeri di telefono o indirizzi e-mail a cui poter sollecitare la conclusione di tale pratica.

R: Anch'io e molti altri colleghi abbiamo avuto qualche ritardo iniziale nell'avere il rilascio dell'abilitazione al CIG, sia in fase di validazione del codice fiscale della scuola, che dopo aver inviato l'atto notorio via fax.
Le consiglio (come ho fatto io) di scrivere delle e-mail (anche una ogni due giorni) alla e-mail di supporto: svp-supporto@avlp.it indicando i dati della sua scuola (compreso il codice fiscale), e sollecitando l'abilitazione.


^ SU


CIG - procedura gara

D: Sul sito della FNADA  su "contributi dei visitatori" - compilazione schede per richiesta CIG, nella pagina relativa ai dati lotto  scelta del contraente scrivono che bisogna scegliere tra Affidamento in economia - affidamento diretto quando si ha intenzione di chiedere una sola offerta e cottimo fiduciario quando si chiedono almeno 5 offerte. Leggendo il significato dei due affidamenti, secondo il mio parere in caso di acquisto per esempio di materiale vario di cancelleria in cui io ho già indivuduato con ricerca di mercato un fornitore e non ho effettuato una gara, non è più corretto indicare procedura ristretta?

R: La finalità è quella di trovare un "aggancio" appropriato tra il ns. D.I. 44/2001 e le procedure di gara del D.Lgs.163/2006 (uniche contemplate nella procedura del CIG).

Premettiamo che la scelta dipende dal valore del contratto pubblico, al netto di IVA.
All'interno della procedura di rilascio del CIG sul Simog, nella "gestione della gara", occorre indicare sempre "contratto d'appalto" (secondo me).
Nella gestione, poi, dell'unico lotto della gara, si deve scegliere tra:
- "affidamento in economia - affidamento diretto"
- "affidamento in economia - cottimo fiduciario"
uniche due tipologie avvicinabili ai contratti pubblici di acquisto di beni e/o servizi che stipuliamo nelle scuole
Per Affidamento Diretto, si intendono per la scuola:
- sia gli acquisti al di sotto dei 2.000 euro (o maggiore importo deliberato dal CdI), con la scelta di un unico fornitore
- sia gli acquisti superiori a 2.000 euro (ma inferiori a 20.000 euro), per i quali il reg. di contabilità impone la scelta almeno fra tre preventivi
Per Cottimo Fiduciario, si intendono per la scuola:
- gli acquisti al di sopra di 20.000 euro, per i quali l'art.125 del D.Lgs. n.163/2006 impone questa procedura di gara (ad esempio, almeno 5 preventivi, ed atto di cottimo finale)
La "procedura ristretta", nell'accezione del D.Lgs. 163/2006, è un'altra particolare procedura di gara del D.Lgs.163/2006, secondo me ed altri non applicabile alle scuole (se non al di sopra delle soglie comunitarie degli appalti - euro 125.000).

^ SU


CIG - Acquisizione prima del 7 settembre 2010

D: Avrei da chiederLe una spiegazione inerente alla vigilanza sui contratti pubblici e alla acquisizione del CIG (ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari):
-Da che data è obbligatorio acquisire il CIG per i contratti sottoscritti prima del 7 settembre 2010, tenendo presente che devono essere acquisiti entro il 17 giugno 2011?;
-Si deve acquisire prima il CIG dei nuovi contratti  stipulati dopo il 7 settembre o acquisirli, dopo i contratti stipulati prima del 7 settembre?

R: 1) L'obbligo è per tutti i contratti pubblici (acquisto di forniture e servizi) stipulati prima del 07/09/10 e che producono ancora effetti subito dopo quella data (per effetti, si intende che il contratto ha durata sino a dopo il 07/09/10, oppure la fornitura o il pagamento avvengono dopo quella data).

2) Premesso che il Simog riporta la data di richiesta (del giorno in cui si chiede) del CIG nella gara, ma nel lotto si possono riportare le date di indizione gara o lettera d'invito (anche date precedenti).
Nessuno (legge, circolari, AVCP) ha mai indicato un ordine particolare di richiesta del CIG.

Le conviene procedere, credo, come segue:
- per acquisti da fare, richieda il CIG già in sede di richiesta di preventivo / indizione di gara
- per i pagamenti che deve effettuare, su acquisti già ordinati, richieda il CIG con data lotto = ordinativo di fornitura (anche se vecchio)
- per i pagamenti già effettuati dopo il 07/09/10 ad oggi (sia per contratti stipulati prima del 07/09/10, sia dopo), non richieda nulla, credo che la maggioranza delle scuole stia procedendo così.

Le riporto una notizia del 13/01/11:
"In data odierna il presidente dell'Avcp, Giuseppe Brienza, ha specificato in una nota che l'obbligo di richiesta del CIG (Codice Identificativo Gara) per i contratti stipulati prima del 7 settembre 2010, giorno di entrata in
vigore della legge sulla tracciabilità dei flussi finanziari, prevede la sola richiesta del codice, per il quale non è prevista alcuna prestazione patrimoniale retroattiva. Diversa la situazione per i contratti stipulati post 7 settembre 2010, per i quali invece persisterà l'obbligo di pagamento per l'ottenimento del CIG."


^ SU


CIG e gare acquisti scuole

D: La disturbo di nuovo per alcuni chiarimenti.
Abbiamo ricevuto l'autorizzazione al CIG e quindi possiamo operare, il dubbio che mi viene è relativo alle fatture in essere senza aver effettuato alcuna gara (tipo per acquisti di facile consumo), bisogna richiedere anche per queste il CIG e se si, non sembra un controsenso, in quanto il Codice Identificativo di Gara si riferisce appunto a una gara, mentre le singole fatture, precedenti, non hanno avuto alcuna gara.
Le chiedo se può darmi delle delucidazioni in merito.

R: TUTTI gli acquisti fatti dalla scuola, in quanto Pubblica Amministrazione, sono comunque dei contratti di appalto pubblico, cambia solamente la procedura di gara e/o di affidamento ai sensi del D.Lgs. n.163/2006 e del D.I. n.44/2001. A conferma di ciò, consulti la recentissima circolare dell'USR Piemonte n.162, reperibile sul loro sito web ed anche sul mio sito.

La finalità del CIG è di "tracciare" qualsiasi acquisto di una P.A., per qualsiasi importo e tipologia (ad eccezione di alcune tipologie dette dall'AVCP, e gli acquisti fatti con il fondo per le minute spese), per evitare le infiltrazioni criminose.

Perciò, anche per gli acquisti tramite "affidamento diretto" e senza gara, occorre richiedere il CIG ed indicarlo.


^ SU


SmartCIG e valore gara

D: PER LA RICHIESTA DELLO "SMARTCIG" SI DEVE INSERIRE L'IMPORTO DELLA GARA. DETTO IMPORTO DEVE COMPRENDERE ANCHE L'I.V.A.?

R: Art.29 del D.Lgs. n.163/2006:

"1. Il calcolo del valore stimato degli appalti pubblici e delle concessioni di lavori o servizi pubblici è basato sull'importo totale pagabile al netto dell'IVA, valutato dalle stazioni appaltanti."

^ SU


DURC ditte individuali

D: Mi trovo nella condizione di richiedere un DURC perchè una ditta individuale non ha (legittimamente) voluto fornirmelo. Ho attivato tutta la nuova procedura per richiedere il DURC ma senza esito: quando inserisco il codice fiscale del titolare un messaggio mi dice che è sconosciuto.
Premetto che  ne ho già chiesti altri con esito positivo.  Ho anche telefonato all' INPS che ha smentito una mia  collega che sosteneva che le ditte individuali non hanno il DURC, ma non hanno saputo aiutarmi perchè loro lo rilasciano ma non lo richiedono. Mi hanno comunque detto che il codice fiscale esiste in banca dati INPS.
Potete aiutarmi?

R: Non mi è mai capitato tale problema, non la so aiutare.
Mi viene un dubbio: non deve accedere con la partita IVA dell'azienda - ditta individuale?


^ SU


Inoltro via PEC offerta per gara

D: La PEC ha valore di raccomandata con ricevuta di ritorno, su questo non ci sono dubbi. Però, se nella lettera di richiesta di preventivo si chiede che le offerte siano presentate in busta chiusa con la dicitura "contiene preventivo" e invece una di esse perviene per posta elettronica certificata, addirittura con l'indicazione: ... si anticipa l'offerta ...come ad indicare che poi debba arrivare anche con un' altra metodologia, come ci si comporta?

R: Dalla lettura della vigente normativa sulla PEC, desumo che l'obbligo di usare la PEC con le imprese non è vigente, per ora è solo una facoltà.
Per i bandi di gara, l'invio dell'offerta tramite PEC deve essere previsto espressamente nel bando: infatti, il bando di gara è "lex specialis", pertanto in caso di discussione generale, prevale sulla norma generale.
In conclusione: se nel bando è previsto che  le offerte siano presentate in busta chiusa con la dicitura "contiene preventivo", questa è l'unica modalità ammissibile di presentazione, altre modalità di inoltro (come la PEC) non sono valide. Quindi la ditta, per essere in regola e non essere considerata fuori termine, deve presentare la propria offerta nei termini con la modalità della busta chiusa.


^ SU


Annullamento CIG in caso di importo inferiore?

D: Quando si inserisce il bando di gara per la richiesta CIG ci è capitato che l’importo inserito sia risultato inferiore a quello ke poi abbiamo pagato (senza IVA naturalmente) per errore materiale. Si deve per forza annullare il tt visto che il sistema non ci permette la variazione in più ma solo quella con differenza in meno?

R: Se la gara non è perfezionata si può cancellare nel modo seguente:
1)  si deve prima cancellare il lotto;
2)   poi si ricerca la gara, ed in basso a sinistra appre un rettangolo con scritto “cancella gara”.
 
Se la gara è stata già perfezionata, con il relativo lotto, allora non si può cancellare.
Si può però, che io sappia, cancellare il lotto ed inviare al NUMERO VERDE una lettera chiedendo di inserire l'importo presunto esatto della gara, allegando anche un documento del Responsabile del procedimento (RUP).
Quando rettificheranno la gara, si potrà reinserire di nuovo il lotto giusto, indicando l'importo presunto.
 
Se la gara rimane comunque al di sotto dei 40.000 euro (al di sopra solo dei quali si deve un contributo di € 30 all'AVCP), secondo me poco importa andare a fare questa procedura di annullamento/cancellazione.

^ SU


Richieste varie su procedura CIG

D: Chiedo cortesemnte un parere sul C.I.G. in quanto trovo fiumi di parole sull'argomento ma poca concretezza, in particolare il problema più grande è capire cosa inserire:

- nel punto MODALITA' DI REALIZZAZIONE - che casi possiamo avere oltre a "ACQUISIONE IN ECONOMIA"?

- NEL PUNTO CONTRAENTE- che casi possiamo avere oltre a "AFFIDAMENTO IN ECONOMIA - AFFIDAMENTO DIRETTO?

Il PERFEZIONAMENTO DEL LOTTO va sempre fatto? seguendo delle indicazioni di alcuni colleghi io lo faccio contestualmente, ma alcuni invece non lo fanno proprio.

Vi ringrazio davvero per le vostre sempre puntuali risposte.

R: D1) nel punto MODALITA' DI REALIZZAZIONE - che casi possiamo avere oltre a "ACQUISIONE IN ECONOMIA"?
R1) va bene anche "CONTRATTO D'APPALTO", anzi io lo consiglio sempre (prima voce, evincibile dal menu a tendina)

D2) NEL PUNTO CONTRAENTE- che casi possiamo avere oltre a "AFFIDAMENTO IN ECONOMIA - AFFIDAMENTO DIRETTO?
R2) l'affidamento diretto è per importi tra 0 e 20.000 euro, oltre i 20.000 euro si indica "AFFIDAMENTO IN ECONOMIA - COTTIMO FIDUCIARIO) (evincibile dal menu a tendina)

D3) Il PERFEZIONAMENTO DEL LOTTO va sempre fatto?
R3) il perfezionamento del lotto, a mio parere, va sempre fatto: è il perfezionamento della gara, alla fine del quale si acquisisce il CIG definitivo, l'AVCP può procedere al calcolo dell'eventuale contributo (per
importi > 40.000 euro), e si definisce e chiude la gara.
La ragione della creazione dei lotti risale ad un vecchio R.D. del 1924, ancora vigente, in base al quale le P.A. possono creare più lotti di un'unica gara da aggiudicare, per motivi di convenienza. Ciò è il caso delle P.A. più grandi (quelle centrali e locali, ad esempio), ma NON delle scuole, che devono creare sempre e solo un unico lotto e perfezionarlo/chiuderlo nel Simog.


^ SU


Richiesta CIG spese postali 1

D: Le scuole stanno ricevendo una raccomandata dalle Poste italiane con la quale chiedono  il CIG per il conto dove addebitiamo le spese postali mensili.
E' veramente un adempimento necessario?
Non abbiamo fatto alcuna gara, è un conto aperto e come si sa quando si richiede il CIG bisogna mettere un importo presunto.

R: Lo so, l'ho ricevuta anche a scuola mia, deve essere un facsimile uguale per tutte le scuole/P.A. d'Italia.
Io risponderei che non dobbiamo chiedere nessun CIG, per svariati motivi (chiarimenti AVCP no CIG su spese postali, Poste fornitori di pubblici servizi, ecc.).


^ SU


CIG poste italiane

D: Poste italiane ci ha richiesto come scuola il CIG per il conto corrente dedicato, ma il mio dubbio principale è quale importo mettere sul SIMOG per richiedere il CIG (che penso comunque ci voglia).

R: Lo so, l'ho ricevuta anche a scuola mia, deve essere un facsimile uguale per tutte le scuole/P.A. d'Italia.
Io ho risposto che non dobbiamo chiedere nessun CIG, per svariati motivi (chiarimenti AVCP no CIG su spese postali, Poste fornitori di pubblici servizi, nessun contratto di appalto ab origine).


^ SU


Vademecum per CIG

D: Sono AA e mi pongo tante domande a cui non trovo risposta sulle FAQ AVCP.
Vorrei sapere se esiste per la SCUOLA una guida dettagliata per l'attribuzione del Codice C.I.G. ad ogni acquisto di beni e servizi (es.acquisto cancelleria, riparazione PC-stsmpanti- diritto ISO 9001 trimestrale - acquisto toner - ecc..). Molte volte non so quale strada prendere....GRAZIE INFINITE

R: Gentile Sig.ra, non esiste una guida GRATUITA in rete per la procedura CIG per ogni tipo di bene, anche perchè il CIG si riferisce ad ogni singolo acquisto di beni o servizi, trattandosi di appalto pubblico ai sensi del D.Lgs. n.163/2006.
Su autorevoli riviste, però, come "Amministrare La Scuola", sono stati pubblicati degli ottimi articoli in materia negli ultimi mesi, con tutti i casi di esclusione: Le conviene procurarseli e consultarsi, cmq, con il suo DSGA per ogni dubbio che Le venga, considerato che la responsabilità ultima in caso di errori o mancanze è del DS e, in seconda battuta, del DSGA.
Per non sbagliare, chieda sempre il CIG, tranne che per: stipendi ed accessori, minute spese, compensi a personale estraneo occasionale.


^ SU


Richiesta CIG spese postali 1

D: Per il Conto Credito con le Poste ho sempre attribuito un C.I.G per ogni pagamento, dopo che è pervenuta la comunicazione delle Poste, ho creato un CIG per un importo presumibile di € 1000 e tengo in evidenza ogni importo che pago con quel CIG. Secondo Lei. una volta che ho finito di pagare € 1000 di spese postali devo creare un nuovo CIG? INFINITE GRAZIE

R: Per le spese postali io non sarei d'accordo a chiedere il CIG - ed infatti alla lettera delle Poste ho risposto con varie argomentazioni.
Cmq, poichè il CIG viene chiesto per un importo presunto/stimato e vale per tutto l'appalto, se Lei ha inteso l'appalto con le Poste annuale, quello di 1.000 vale fino al 31 dicembre 2011, poi ne ricrei uno nuovo ad inizio anno 2012 e così via.


^ SU


C.I.G. per gara servizio tesoreria

D: CIG : DOBBIAMO FARE UN BANDO DI GARA PER IL SERVIZIO DI CASSA DAL 1.1.2012. DEVO RICHIEDERE IL  CIG : QUAL E' L'IMPORTO DA INDICARE NELLA RICHIESTA CIG?

R: Ti posto un estratto della FAQ n.15 - Riscossioni sul sito dell'AVCP:
"... Il servizio di tesoreria costituisce un rapporto oneroso per l'amministrazione, avente ad oggetto prestazioni che ricadono nell'ordinaria attività commerciale delle banche. Il valore complessivo dell'appalto deve essere, quindi, calcolato tenendo conto di tutte le entrate previste per il tesoriere, stimando le prestazioni presumibilmente necessarie nel periodo di durata del rapporto, sulla base della media degli anni precedenti...."

Pertanto, secondo il mio modesto parere, occorre calcolare l'importo stimato delle spese che verranno pagate alla banca per il servizio svolto (ad es., spese postali, spese di bonifico, ecc.).

Al limite, si può ottenere il CIG anche indicando l'importo ZERO.


^ SU


Procedura acquisizione DURC

D: Ci troviamo nella condizione di richiedere un DURC perchè una ditta  non ha voluto fornirlo. Ci può indicare quale procedura dobbiamo intraprendere per poter acquisire autonomamente il DURC? La cosa è
fattibile?

R: La legge impone alla P.A. di acquisire il DURC d'ufficio, e di non doverlo richiedere alle ditte.
La procedura, se non l'ha mai fatta prima, è quella di collegarsi su:
http://www.sportellounicoprevidenziale.it
e iscriversi come "Stazione Appaltante/P.A." - trova tutte le istruzioni per iscriversi la prima volta in "Info" e poi "Informazioni per l'accesso", scaricando, compilando e reinviando un modulo di richiesta.
Nel frattempo, deve chiedere alla ditta un pò di notizie che il sistema chiede come dati obbligatori (come n.iscriz. Inps e Inail, CCNL applicato, ecc.), se cerca su google trova dei facsimili di richiesta.
Una volta ottenuta l'abilitazione, si deve quindi cimentare nella richiesta del DURC per quell'appalto e quella ditta, che cmq arriverà per posta non prima di 30 giorni dalla richiesta.


^ SU


Termini pubblicazione bando e offerte

D: In merito alla pubblicazione di bandi per la ricerca di personale esterno, desidererei sapere il tempo minimo che deve intercorrere fra la pubblicazione del bando e il termine ultimo per la presentazione delle istanze.

R: I termini per la partecipazione alle gare/bandi devono essere congrui rispetto ai servizi e/o forniture richiesti e, comunque, tali da garantire i tempi minimi di partecipazione previsti dalla normativa vigente: (vedi l'art. 70 del Dlgs 163/06).

Gli istituti scolastici dovrebbero garantire, per le procedure sotto-soglia comunitaria, il rispetto di un termine di partecipazione minimo di 15/20 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del bando o dell'invio della lettera d'invito.

^ SU


Gara per esperti esterni progetti

D: Alcune classi del nostro istituto si avvalgono della presenza di docenti madrelingua forniti da un istituto linguistico privato presente sul territorio. Il compenso viene versato dai genitori sul c.c.della scuola che provvede poi a pagare l'istituto linguistico con il quale è stato stabilito il contratto.La cifra si aggira intorno ai 2.500 euro.
E' obbligatorio fare una gara d'appalto tra più istituti linguistici per reperire docenti madrelingua? E' obbligatorio chiedere il CIG anche per questa attività ?

R: I criteri per la scelta ed il compenso a tali esperti esterni, dovrebbe trovare (ai sensi del D.I. n.44/2001) regolamentazione in una delibera o regolamento apposito del Consiglio di Circolo.

In mancanza, è il DS che si assume la responsabilità di nominarli, con i criteri che reputa opportuno, e nel rispetto cmq delle altre leggi statali.
 
In particolare, superando € 2.000,00 di spesa, si devono richiedere (sempre ai sensi del D.I. n.44/2001) almeno 3 preventivi, oppure bandire una gara aperta sul territorio (inviando il bando per l'affissione anche ad altre scuole statali). Se sul territorio esiste solo un istituto linguistico, occorre motivare tale situazione e la scelta nell'atto di affidamento da parte del DS.
 
Per il CIG, quando i fondi dei genitori (per gite, progetti, ecc.) transitano nel bilancio scolastico, automaticamente diventano soldi pubblici, quindi da trattare come appalto pubblico soggetto a CIG:
- se il contratto è con l'ist. linguistico privato, il CIG è obbligatorio; 
- se si tratta di contratto con esperto esterno con partita IVA, idem;
- se invece il contratto è con esperto occasionale, allora si può non richiedere il CIG. 

^ SU


Modalità di consegna per gare

D: Il mio quesito riguarda la modalità di consegna di un'istanza per la selezione di esperti PON.
Nel bando è prevista esclusivamente la consegna " a mano", desidererei sapere se ciò sia ammissibile, o se comunque non debba essere possibilie l'invio tramite posta ordinaria o PEC.

R: I bandi di gara (per concorsi pubblici o gare d'appalto), sono la "legge" che regola tutta la procedura, se in esso è prevista solo la consegna "a mano" non sono ammesse altre modalità, a rischio di esclusione.


^ SU


Gestione scolastica:


Termini per Regolamento d'Istituto

D: Esiste un riferimento normativo che indichi entro quanto tempo il Regolamento d'istituto deve essere portato a conoscenza degli alunni ?

R: Non esiste nessun riferimento normativo in proposito, che io ne sia a conoscenza.

^ SU


Conservazione documenti alunni

D: Si possono consegnare i documenti scolastici (pagelle, diplomi, ecc.) prima dei cinque anni dall'uscita da scuola, agli alunni maggiorenni o ai genitori di alunni minorenni?
Mi può indicare gli estremi della legge. Perchè tutti mi riferiscono che prima di cinque anni non si possono ritirare i documenti scolastici in base a una "vecchia legge", che nessuno mi sa indicare.

R: Le riporto quello che ho trovato, credo che troverà la sua risposta:

Documenti prodotti da alunni e candidati per l'iscrizione ai vari tipi di scuole e per l'ammissione agli esami
Scartabili dopo 6 anni dalla fine dell'appartenenza all'Istituto o dall'iscrizione all'esame
art.13 del R.D.4 maggio 1925, n.653, ripreso nella Circ.M.P.I. n.231 dd.17/07/1971 richiamata dalla Circ. MBAC-Ucba 22 luglio 1999

Documenti relativi all'iscrizione ad esami sia di maturità e di abilitazione, che NON
Scartabili dopo 6 anni dalla cessazione dell'appartenenza all'Istituto o dall'iscrizione agli esami
Art.101 R.D. 4 maggio 1925, n.653, che rimanda ai tempi indicati dall'art.13.
(Scartabili trascorsi 5 anni dal termine della frequenza presso la scuola dell'alunno + 1 ulteriore anno a disposizione degli interessati)

Pagelle scolastiche / Schede di valutazione / Schede alunni
Conserv.ILLIM. sino alla consegna all'interessato
Art.12 R.D. 4 maggio 1925, n.653 :«La pagella . è definitivamente rilasciata - all'alunno - all'inizio dell'anno scolastico successivo o al momento del passaggio ad altro istituto e dell'abbandono della scuola»
Le pagelle eventualmente rimaste giacenti sono inserite nei fascicoli personali degli interessati

Diplomi compilati e non ritirati
Per le scuole medie devono essere conservati nei fascicoli personali; per gli istituti di secondo grado devono essere trasmessi alla Sovrintendenza scolastica, presso cui gli interessati dovranno rivolgersi per ottenerne il rilascio (circolari ministeriali 8 aprile 1957, n.15 e 31 gennaio 1961, n.38); non possono esservi giacenze di moduli di diplomi in bianco presso le istituzioni scolastiche

Elaborati degli alunni svolti durante l'anno scolastico
Conserv.ILLIM a campione: 1 anno ogni 5 per le elementari e le medie superiori; 1 anno ogni 3 per le medie inferiori
Circ.MBAC-Ucba 22 luglio 1999

Inoltre, può consultare al riguardo la Circolare del MIUR n.231 del 17/07/1971.


^ SU


Formazione pomeridiana personale ATA

D: La formazione del personale ATA in orario pomeridiano è considerato servizio a tutti gli effetti anche se fatta presso enti accreditati? Quale la normativa di riferimento?

R: Art. 64 CCNL Scuola 29/11/07:

"1. La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità.
2. Le iniziative formative, ordinariamente, si svolgono fuori dell'orario di insegnamento.
4. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, può partecipare, previa autorizzazione del capo d'istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di aggiornamento organizzate dall'amministrazione o svolte dall'Università o da enti accreditati."
 
Da ciò ne deriva che, in quanto autorizzate dal DS e senza creare intralcio al servizio svolto ordinariamente, le ore di formazione presso Enti accreditati, svolte al di fuori dell'orario di servizio dal personale ATA, sono considerate di servizio e perciò anche recuperabili se superano l'orario ordinario di 36 ore settimanali.

^ SU


Recupero per accompagnamento viaggio d'istruzione

D: Ho accompagnato degli alunni in un viaggio di istruzione durato 5 giorni (partenza di giovedì e rientro di lunedì). Non ho goduto del riposo per il giorno festivo. Ho chiesto di poterlo recuperare e mi è stato risposto che non esiste il recupero e non è previsto neanche il pagamento della giornata. E' vero? Con un altro Dirigente abbiamo sempre recuperato. Chi ha ragione? (Anche la Costituzione recita che si ha diritto ad un giorno di riposo settimanale).

R: La CM 14.10.1992 n. 291 all'art. 8 dispone che “l'incarico di accompagnatore costituisce modalità di particolare prestazione di servizio", ne discende che si ha diritto al riposo settimanale.

Tale diritto nasce:
- dall’articolo 36, comma 3, della Costituzione italiana che dispone che "Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale [...] e non può rinunciarvi"
- dall'articolo 1 della Legge 22/2/34 n.370 che dispone che al lavoratore "è dovuto ogni settimana un riposo di 24 ore consecutive"
- dall'articolo 2109, comma 1, del codice civile che riconosce al lavoratore il diritto "ad un giorno di riposo ogni settimana", riconfermato dall'art. 142, lettera f) della sequenza contrattuale del CCNL Scuola.

^ SU


Certificato di servizio, passaggio dal Tesoro all'Inpdap

D: Desidero sapere che per fare il certificato di servizio di un assistente tecnico che ha fatto un anno di supplenza annuale dal 10/09/2008 al 31/08/2009.

Questo assistente tecnico ha comunicato, ai fini della liquidazione del TFR il suddetto periodo di servizio.
Cosa devo scrivere sul certificato di servizio ??
Ad esempio:
Il servizio è stato prestato senza demerito e non ha dato luogo a trattamento di quiescenza.
L'Assistente tecnico non è iscritto al Fondo di Previdenza e Credito dello Stato. I contributi previdenziali sono stati regolarmente versati.
 
Inoltre vorrei sapere quando è stato il passaggio dal Tesoro all' Inpdap per i dipendenti della scuola?
Dal 01/09/1995 oppure
dal 01/01/1996 oppure
dal 01/09/1996 oppure
altra data ??

R: Gentilmente, la prossima volta, ponga domande più precise.

PRIMA DOMANDA
Non riesco a capire bene: vuole sapere cosa bisogna scrivere sul suddetto certificato di servizio, nelle annotazioni finali?
Non ci sono leggi nè circolari che lo stabiliscono esattamente, dipende dall'uso che si deve fare del certificato (se per uso Ricostruzione, uso amministrativo, uso pensione, ecc.).

SECONDA DOMANDA:
Quale "passaggio" dal Tesoro all'Inpdap per i dipendenti della scuola vuole conoscere?
 
Il rapporto di lavoro del personale in servizio presso la soppressa direzione generale degli istituti di previdenza del ministero del Tesoro, è stato trasferito all'Inpdap ai sensi dell'art. 6 del d.lgs. 479/94.
 
Per i dipendenti pubblici appartenenti a speciali categorie, fino agli inizi degli anni Novanta, era prevista l’iscrizione a casse amministrate  da appositi enti rientranti nell’area del parastato: a) la Cassa Pensioni dei Dipendenti degli Enti Locali (CPDEL); b) la Cassa per le Pensioni ai Sanitari (CPS); c) la Cassa per le Pensioni agli Insegnanti (CPI); la Cassa per le Pensioni agli Ufficiali Giudiziari e agli Aiutanti Ufficiali Giudiziari (CPUG).
 
Con Decreto 23 luglio 1988, n.463, del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, fu operativa la trasformazione dell'Inpdap di tutte le competenze delle Direzioni provinciali del Tesoro in materia di gestione e pagamento delle pensioni dei dipendenti civili e militari dello Stato. In seguito a questo passaggio l'Istituto si apprestò a diventare un Ente unico di previdenza di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, anche per quel che riguardava l’erogazione di prestiti (a partire dalla cessione del quinto dello stipendio) e altre prestazioni sociali.
 
Per le categorie di dipendenti pubblici fu prevista l’iscrizione dal 18.02.93 (legge n. 479/94) all’INPDAP, cui fu affidata la gestione, oltre che delle soppresse Casse Pensioni, anche della Cassa relativa ai trattamenti pensionistici dei dipendenti statali (legge n. 335/1995 art. 2, c.1), nonché delle altre categorie di personale le cui prestazioni pensionistiche erano a carico del bilancio dello Stato.
 
Rimanendo ferma la competenza delle amministrazioni statali circa l’adozione dei provvedimenti che danno luogo sia al pagamento delle prestazioni sia alla acquisizione  dei versamenti contributivi, la circolare Inpdap n.17/2000 previde che tutti i contributi relativi a siffatti provvedimenti, adottati dopo il 31.12.99, debbano affluire all’INPDAP. Conseguentemente tutte le attività tanto relative agli introiti quanto ai relativi esborsi, erano curate dalle sedi territorialmente competenti, previa necessaria trasmissione ad esse dei documenti amministrativi distinti per tipologie.
 
Il passaggio definitivo della gestione di tutte le pensioni, dal Tesoro all'Inpdap per i dipendenti statali, è avvenuto nel 2001.

^ SU


Chiusura per referendum e personale ATA

D1: A seguito di chiusura dei locali scolastici per elezioni referendarie, essendo detti locali sede degli uffici di segreteria, ed avendo questa istituzione scolastica altri tre plessi aperti, come ci si deve comportare per eventuali nomine di supplenti, chi è tenuto a nominare? Lo deve fare in qualche maniera l'Ass.te Amm.vo addetto al personale recandosi presso uno dei plessi aperti o è  forse compito del Dirigente Scolastico provvedere in prima persona in quanto gli assistenti amm.vi essendo gli uffici chiusi sono esonerati dal servizio? Come ci si deve comportare in questa situazione?

D2: Il plesso centrale dell'Istituzione scolastica nella quale espleto il mio profilo professionale è seggio per i referendum del 12/13 giugno.
Gli altri due plessi non sono seggio. La scuola ha un unico ingresso, viene requisito tutto il piano terra. Vorrei sapere se gli Uffici, che sono dislocati al primo piano, per cui bisogna necessariamente passare nella zona requisita dal Comune per le votazioni, possono regolarmente funzionare.
Visto che bisogna, almeno secondo ciò che si legge nelle circolari della Prefettura, consegnare le chiavi dell'edificio al Comune.

R: Non essendoci indicazioni normative precise in merito di chiusura della scuola durante le elezioni, in particolare per il personale ATA, ci si regola rispettando le esigenze lavorative e di servizio, e comunque sempre il buon senso, per far funzionare l'amministrazione.

Le dò il collegamento ad un buon documento su Internet che sviluppa alcuni punti (interpretandoli), fermo restando, ripeto, che ci si può regolare anche diversamente:
http://www.flcgilprato.it/news.php?id=364


^ SU


Personale inidoneo: passaggio altro ruolo o pensione?

D: Sono una docente inidonea permanentemente per motivi di salute utilizzata presso ufficio scolastico provinciale dal 2000. La scure della finanziaria si abbattuta su di noi, vorrei sapere se secondo lei io ho la possibilità dovendo passare ad altro ruolo di poter decidere di andare in pensione e non essere più utilizzata in altre mansioni avendo allora firmato un contratto di utilizzo presso questo ufficio e queste mansioni, mantenendo lo status di docente ? Preciso che a tutt'oggi ho maturato quasi 35 anni si servizio.

R: La materia del personale inidoneo, come da poco regolata ex novo dal D.L. n.98/2011 conv. in L.111/2011, ad oggi deve essere ancora definita compiutamente dal MIUR, con l'emanazione di circolari e di un Decreto Ministeriale.
Le allego la nota di oggi del MIUR (n.6268 del 26/07/11), dove all'ultimo punto si dà qualche informazione, attendendo prossimi chiarimenti.

Per quanto riguarda se può andare in pensione o meno, non mi ha dato gli elementi sufficienti per poterle rispondere.


^ SU


Normativa chiusura scuola pre-festivi

D: vorrei conoscere in modo dettagliato quale articolo e comma del CCNL 2006/2009 riconosce la chiusura dei locali scolastici nei pre-festivi - (da compensare per il personale ATA con ore di straordinario).
le disposizioni che conosco sono quelle dell'art. 36 comma 3 del DPR 209/87 -

R: La norma è il comma 3 dell'art. 36 del DPR 209/87 (ripristinato nell' Accordo Sequenza contrattuale 24/2/2000), che recita: "Durante i periodi di interruzione dell'attività didattica e salvaguardando i periodi in cui siano previste attività programmate dagli organi collegiali, è possibile la chiusura della scuola nelle giornate prefestive, fermo restando il rispetto dell'orario relativo d'obbligo".
La norma trova tuttora applicazione ed è vigente, per un discorso di natura giuridica, in quanto i CCNL scuola successivi, nelle loro premesse, l'hanno fatta salva.

Il Consiglio di istituto, ai sensi del D.Lgs. 297/1994, art. 10, comma 4 e al D.Lgs. 165/2001, art. 2 comma 1 lett. e), delibera, in periodi o per singoli giorni di sospensione delle attività didattiche, la chiusura dell'istituzione scolastica nelle giornate prefestive,.
Quando la scuola (il consiglio d'Istituto) decide la chiusura prefestiva il personale Ata è tenuto comunque a prestare le 36 ore settimanali - perciò nelle Contrattazioni Integrative viene normalmente previsto che tale giornata si compensi con recuperi o ferie.


^ SU


Orario docenti e giorno di riposo

D: Un Dirigente di un Scuola può abolire un giorno di riposo per i docenti? L'orario delle lezioni, sviluppato da lui, non gli ha consentito di concedere un giorno di riposo, e non ha ritenuto opportuno nominare una commissione di docenti per collaborare ed elaborare altro tipo di programma di orario.

R: Che io sappia, l'orario  delle  lezioni è competenza del Dirigente scolastico - maggiormente dopo la riforma Brunetta D.Lgs. n.150/2009.
Solitamente l'orario viene predisposto da "commissioni" nominate dal Dirigente o elette dal Collegio dei Docenti, ma non è un obbligo contrattuale o di legge.
Il  giorno  libero è frutto di una "prassi" nelle istituzioni scolastiche. È considerato di fatto un diritto poiché è una consuetudine giuridicamente riconosciuta.
Infatti, il  CCNL  prevede  che  l'insegnamento  sia prestato  in  "non meno  di  cinque  giorni  settimanali".

Non c'è nessun diritto soggettivo ad avere un particolare giorno libero, ma potrebbero essere definiti in sede di Collegio dei Docenti o in ambito di RSU criteri che stabiliscano indirizzi precisi per la concessione di un particolare giorno libero della settimana.


^ SU


Nomine vicari e funzioni strumentali

D: Mi rivolgo a voi per un dubbio relativo a nomine effettuate dal D.S., forse non è una cosa di vostra competenza, ma io provo a chiedere...
Il DS ha nominato un vicario e quattro collaboratori... ma secondo il ccnl 2006/09 i collaboratori non devono essere non più di due? c'è qualche norma più recente di cui non sono a conoscenza? Come vengono retribuiti tutti questi collaboratori, per intero dal fondo d'Istituto? Nell'eventualità che siano anche figure strumentali, non potrebbero però essere retribuiti per entrambi gli incarichi.
Secondo punto: le figure strumentali, sempre secondo lo stesso ccnl, vengono designate dal collegio, non scelte dal DS come i suoi collaboratori. Anche per questo punto mica c'è qualche nuova norma che ha cambiato la situazione?

R: Ai sensi dell'art.25, comma 5, del D.Lgs. 165/2001, il Dirigente sceglie i suoi collaboratori, che non possono essere più di due ai sensi del CCNL 2006/2009.
Tali collaboratori potranno avere la funzione di vicario del DS in caso di assenza o impedimento.

Il DS può decidere di nominare, su indicazione del Collegio, altre figure di "collaborazione", che possono essere:
- collaboratori di sede associata, plesso, succursale;
- fiduciari di sede associata, plesso, succursale.

I relativi compensi sono a carico del FIS.

Ai sensi dell'art.88, comma 2 lett. f) del CCNL, i compensi per i due collaboratori "vicari" non sono cumulabili con il compenso per le funzioni strumentali.
Per gli altri "collaboratori" (come i fiduciari), invece, è possibile il cumulo tra compenso FIS e quello per Funzione Strumentale.

Le Funzioni Strumentali vengono nominate dal DS su indicazione del Collegio, e potrebbero anche essere le stesse già nominati collaboratori o fiduciari.


^ SU


Documentazione fascicolo alunni

D: La c.m. 339 del 16/11/1992 punto 2.3 parla del fascicolo personale allievo. Parlando con altre scuole, ho avuto la conferma che ogni scuola si comporta in modo diverso per la trasmissione del fascicolo dell'alunno. Quali documenti devo trattenere agli atti quando invio il fascicolo personale dell'alunno in altra scuola (perchè trasferito,...)? Ha senso fare le fotocopie di tutto e inviare gli orginali? Non mi sembra ci sia alcuna normativa al riguardo, a differenza del fascicolo dei docenti.

R: Che io sappia, non esiste alcuna normativa nè circolare specifica al riguardo, oltre a quella da Lei citata.
L'obbligo è quello di trasmettere  alla  scuola  di destinazione  il fascicolo  degli alunni  trasferiti.  Agli  atti  deve comunque  essere assunta  copia della  nota  di  trasmissione  ed eventuali  documenti inerenti  a infortuni,  contenziosi  e situazioni che lasciano intravedere la possibilità di futuri rapporti.


^ SU


Nomine figure sensibili sicurezza

D: su quale base normativa vengono fatte le nomine sugli addetti al primo soccorso e al'anticendio ? possono i docenti rifiutarsi ?

R: La normativa per quelle nomine, che io sappia, è il D.Lgs. n.81/2008, in base al quale occorre che le figure c.d. "sensibili" nominate abbiano frequantato obbligatoriamente dei corsi appositi.

 
In tal caso, non credo ci si possa rifiutare di accettare la nomina, se non per gravi motivi, da dimostrare.

^ SU


Personale co.co.co. e spostamento sede servizio

D: Salve, sono una collaboratrice co.co.co. presso un'istituto comprensivo, essendo io residente e domiciliata in un paese della stessa provincia, che dista oltre 50km dal luogo di lavoro, le chiedo, se da contratto io non possa essere destinata a prestare servizio, presso una struttura che si avvicini di più al mio domicilio.

R: "collaboratrice co.co.co" vuol dire che Lei è:

1) ausiliaria dipendente da ditte di pulizia ex-LSU?
2) oppure co.co.co. ex-LSU, con mansioni di assistente amministrativo nella scuola?
 
Nel primo caso, è la sua ditta che potrebbe disporre il suo spostamento, in base alle sue esigenze, ma per motivi di ottimizzazione di personale nelle scuole - al di là di ciò, non conosco altre regole: forse sarebbe semplice se Lei trovasse dei colleghi con cui scambiare il posto di lavoro.
 
Nel secondo caso, Lei è assegnata alla scuola di riferimento, non ci sono norme o circolari che consentano lo spostamento in un'altra scuola, che io sappia.

^ SU


Completamento orario scuole associate

D: Due Istituti Scolastici sono associati ma entrambi mantengono ben separati Organico ed indirizzo di studio e che hanno in comune solo il Dirigente Scolastico e quello amministrativo e che per sventura si trovano fisicamente nello stesso edificio: sono tenuti ( e se sì, in base a quale norma visto che potrebbero essere associati ma distanti l'uno dall'altro) i docenti dell'una o dell'altra scuola ad effettuare ore di supplenza per completamento (Docente con 17 ore di servizio e 1 di disposizione) orario nella scuola dove non sono in organico?

R: Dal suo quesito, evinco che la scuola, dal punto di vista giuridico, è un'unica struttura, avendo in comune DS e Dsga (non esistono scuole distinte e "associate"), ma avendo diversi ordini mantiene per legge distinti gli organici del personale docente.

Non rileva a nulla il fatto che siano diversi ordini di scuole, distinti ma in un unico edificio, ma solo la formazione autonoma di una singola scuola (anche se con diversi ordini e gradi di insegnamento).
 
Putroppo Lei, nel suo quesito, non specifica:
- nè quali sono gli ordini di scuola distinti, a cui si riferisce;
- nè se si riferisce a personale di ruolo o supplente.
 
Le fornisco di seguito il riepilogo delle regole vigenti, può darsi che troverà la risposta che cerca. 
 
L'aspirante cui viene conferita, in caso di assenza di posti interi (salvo deroghe del Ministero), una supplenza ad orario non intero o ad orario ridotto, conserva titolo, a seconda delle posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d'orario, esclusivamente nell'ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell'orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo (25 ore per infanzia, 24 ore per primaria, 18 ore per secondaria). Il completamento dell'orario può essere raggiunto anche mediante il frazionamento orario delle relative disponibilità; va salvaguardata in ogni caso l'unicità dell'insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno.
Il completamento è conseguibile con più rapporti di lavoro a tempo determinato da svolgere in contemporaneità esclusivamente per insegnamenti appartenenti alla medesima tipologia, per i quali risulti omogenea la prestazione dell'orario obbligatorio di insegnamento prevista per il corrispondente personale di ruolo. Non è possibile quindi abbinare ore di un ordine di scuola con ore di altro ordine; fa eccezione la scuola secondaria - di primo e secondo grado - dove il completamento dell'orario di cattedra può realizzarsi sia con ore appartenenti alla medesima classe di concorso sia con ore di altre classi di concorso ma con il limite massimo di tre sedi scolastiche in due comuni, tenendo presente il criterio della facile raggiungibilità. Il completamento d'orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche tra scuole statali e non statali.
Nessun vincolo esiste invece per lo svolgimento di diverse tipologie di lavoro nella scuola in periodi non contemporanei.

^ SU


Recupero ore gite scolastiche

D: Sono una docente di scuola primaria, quest'anno il nostro DS con una circolare ci ha messo a conoscenza che le gite scolastiche con orario extracurriculare non vengono recuperate. Vorrei sapere se, in contrattazione di istituto, è possibile stabilire che tot ore possono essere recuperate in qualche modo.

R: L'orario di insegnamento del docente di scuola primaria è di 24 ore, e la quota eccedente l'insegnamento frontale viene utilizzata per attività di recupero o di arricchimento didattico (come sono le gite, visite guidate, viaggi d'istruzione), previa delibera del collegio dei docenti.

Le ore prestate in più (ore eccedenti) durante le gite potrebbero essere o remunerate (compensando anche la maggiore responsabilità del docente durante le uscite) o recuperate, con modalità da trovare in Contrattazione Integrativa d'Istituto, anche se da quest'anno scolastico la riforma Brunetta D.Lgs. 150/09 ha escluso alcune materie dalla contrattazione per darle come prerogativa del Dirigente (come l'organizzazione del lavoro, ecc.).
 
Tuttavia, da molti l'intero incarico è interpretato come obbligo di servizio del docente ( che dà diritto solo al recupero di eventuali giorni festivi o domeniche ricadenti durante il vaggio ).
Ciò in quanto l'attività di accompagnatore nei viaggi, è considerata dal Miur quale "particolare prestazione di servizio", ai sensi della C.M. n.291/1992.

^ SU


Informatica e Privacy:


Accesso e ricerca su SPT Modelli

D: Da un po' di tempo entrando nel sito del Tesoro per consultare i cedolini stipendi non mi compaiono più i codici fiscali ma solo righe vuote, quindi è impossibile capire a chi appartengono. Non è possibile dover aprirli tutti per indovinare quello che serve! Come fare?

Alla barra di stato (fondo pagina) del browser, si posiziona automaticamente sulla destra della pagina web. Spostando il cursore verso sinistra si riporti a margine, così si visualizza tutto ciò che occorre.

Piuttosto il problema è che fa vedere solo i primi 50 nominativi, e non c'è verso di fargli visualizzarne di più, anche agendo su ricerca avanzata e inserendo 100, 200 o quello che ti pare, saranno visualizzati solo i primi 50. Quindi per le posizioni dal 51 in poi, bisogna fare la ricerca per codice fiscale o partita di spesa fissa.

R: Aprendo l'area dedicata, ho notato che hanno aggiunto la possibilità di visualizzare più di 50 "occorrenze" per pagina (50-100-200-500-1000).


^ SU


Ottenimento CUD 2010 dalla scuola

D: Vorrei sapere come fare per ricevere il CUD 2010 poichè la segreteria della mia Scuola non riesce a procurarmelo adducendo a motivi ostativi tecnici.

R: Premesso che:
1) i dipendenti statali hanno l'onere di consultare il sistema "Stipendi PA" autonomamente, per accedere ai propri cedolini, CUD e 730;
2) le Segreterie delle scuole hanno avuto una particolare "delega" dal Tesoro, per i soli casi di anomalie e difficoltà dei propri dipendenti, e non per situazioni normali;
3) l'accesso a questa funzione dal Sidi è consentito al DSGA e al Dirigente Scolastico, con le proprie credenziali, che possono anche abilitare altro personale della Segreteria;

Le faccio presente che questo nuovo sistema sul Sidi (chiamato SPT Modelli), ha funzionato poco e male sino a due giorni fa (non si riusciva ad accedere, e non riportava i dati aggiornati - erano fermi a dicembre 2010 e senza modelli CUD).
La situazione si è finalmente sbloccata, io stesso sono entrato oggi ed ho controllato che funzionasse ed avesse i dati aggiornati ed i nuovi modelli CUD.
Perciò la Segreteria della sua scuola, se il suo è effettivamente un caso particolare, ora potrà accedere al sistema dal Sidi e scaricarle il Modello CUD del 2010.

La nuova procedura richiede i seguenti passaggi (che riepilogo, nel caso in cui la sua Segreteria non conoscesse):
SIDI --> Applicazioni MEF ---> Applicazioni SPT
All'interno del menu di SPT - Modelli on line, dal menu di sx cliccare su "CUD - Modelli", poi su "CUD 2011 redditi 2010".
Dopo un pò appare un elenco dei primi 50 dipendenti caricati sulla scuola di appartenenza (tramite il proprio codice di servizio) - per vedere i successivi andare avanti per pagina (sono ordinati per codice fiscale).
Trovata la riga del dipendente interessato, cliccarci due volte sopra, e dopo qualche secondo apparirà il relativo CUD in formato PDF, che si può salvare e/o stampare.


^ SU


Rliascio CUD per posta elettronica

D: Come richiedere il CUD (docente scuola primaria) tramite informatica (posta elettronica)?

R: Se Lei deve ricevere il CUD dal Tesoro, quale docente di scuola primaria DI RUOLO o SUPPLENTE ANNUALE, lo può scaricare:

- o dal sito web StipendiPA, dove scarica mensilmente i suoi cedolini
- o, se impossibilitato ad accedervi, deve richiedere alla sua scuola di servizio, che ha la possibilità (tramite le funzioni del SIDI) di procurargliene una copia
Il Tesoro non invia pù CUD e cedolini sulla casella di posta elettronica, già da oltre un anno.
 
Se Lei deve ricevere il CUD da una scuola, avendo lavorato quale supplente breve nel 2010, la scuola ha varie scelte per la consegna:
- o consegna a mano;
- o spedizione postale al suo indirizzo;
- oppure invio tramite posta elettronica, se glielo chiede e fornisce un indirizzo e-mail.

^ SU


Ritiro documentazione alunni

D: In applicazione dell'art.16/196 ho inviato a tutte le famiglie comunicazione per il ritiro della documentazione dei bimbi ( diversamente abili ) per effettuarne il ritiro o autorizzarne la distruzione; nei casi in cui le famiglie non effettuino il ritiro siamo autorizzati a distruggere tali documenti?

R: Non ho mai sentito sinora parlare di distruzione a scuola della documentazione degli alunni disabili.

Il fascicolo personale degli alunni, comprensivo dei documenti inerenti la disabilità, va trasmesso alla scuola successiva che l'alunno frequenterà.

La distruzione credo che possa essere a cura dell'ultimo grado di scuola dell'alunno, dopo aver aspettato gli anni previsti per la conservazione dei fascicoli, e nel rispetto della normativa sugli archivi scolastici.


^ SU


Pagamento 4/12 FIS e software

D: Area nuovo Bilancio di Axios: devo pagare i 4/12 del fondo Istituto - c'è già l'impegno del netto e delle ritenute fatto a dicembre 2010. Come posso operare con l'impegno/mandato che il programma mi fa in automatico? Mi vengono doppi impegni (uno del 2010 a residuo passivo e uno del 2011), se pago col residuo passivo mi rimane in sospeso nel Bilancio quanto calcolato nel 2011. Come posso fare?

Specifico meglio: A dicembre 2010 ho impegnato le somme per i 4/12 di:
- fondo istituto, ore eccedenti, Incarico specifico, funzione strumentale: per ogni voce compenso netto - ritenute previdenziali e assistenziali - ritenute erariali  e contributi a carico dell'amministrazione.
Calcolando ora i cedolini mi fa  in automatico su area contabilità (scusa non nuovo bilancio) l'impegno e poi il relativo mandato, quindi mi trovo l'impegno del 2010 e l'impegno del 2011, non posso lavorare sull'impegno del 2010 perchè poi mi rimane in memoria tutto il 2011.
Cosa posso fare per risolvere?

R: Non conosco bene Axios, ma dovrebbe lavorare come Sissi.

Ha provato a chiedere all'assistenza di Axios? Credo che un sistema con quel programma dovrebbe esistere.
Cmq il problema lo conoscevo, nel senso che io NON ho provveduto a creare gli impegni nel 2010, perciò non ho residui, proprio perchè si sapeva che i pagamenti a consuntivo sarebbero stati diversi.
 
Se non esistesse un sistema automatico, io credo che per ovviare Lei debba:
- calcolare i cedolini esatti delle liquidazioni con l'area retribuzioni;
- fare i mandati manualmente, imputando gli impegni sui residui passivi già esistenti, SE LA LIQUIDAZIONE è INFERIORE E' UGUALE ALL'IMPEGNO - SE FOSSE SUPERIORE, O IMPUTA UNA PARTE AL RESIDUO E IL RESTO A IMPEGNO 2011, OPPURE FA DEL TUTTO UN NUOVO IMPEGNO 2011
- per i residui passivi rimasti parzialmente liquidati, deve provvedere a radiarli con Decreto del DS da far approvare in Consiglio.
E' un pò macchinoso, ma non vedo altri sistemi.

^ SU


Organizzazione ATA:


Riduzione orario a 35 ore

D: L' Art 55 del ccnl 2006/2009 " riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore settimanali " e' stato modificato dall'ARAN dopo il 2009?

R: Non mi risulta che l'ARAN abbia modificato l'art.55 del CCNL 29.11.2007 (nella parte relativa alle 35 ore sttimanali) dopo il 2009.

L'unico tentativo di modifica fu quello in sede di IPOTESI di Sequenza Contrattuale di cui all'art.62, che il 28/05/08 riportava ORIGINARIAMENTE il seguente art.3:
"ART. 3 - RIESAME DELLE MODALITÀ DI APPLICAZIONE DELL'ART. 55
1. L'art. 55 del CCNL sottoscritto il 29/11/2007 è sostituito dal seguente:
"1. Il personale ATA ha diritto alla riduzione settimanale a 35 ore in presenza delle seguenti contestuali condizioni:
a) presti servizio in una delle seguenti istituzioni:
§  Convitti ed Educandati;
§  Istituti con annesse aziende agrarie;
§  Istituzioni scolastiche strutturate con orario di apertura della scuola superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni a settimana;
§  Istituzioni scolastiche articolate su più di tre plessi/sezioni associate;
b) sia adibito a regimi di orario articolati su più turni o con rientri comportanti significative oscillazioni degli orari individuali rispetto all'orario ordinario.
2. Fatte salve eventuali esigenze di servizio che richiedano la prestazione di attività oltre l'orario giornaliero di lavoro, tale personale non può essere coinvolto in una organizzazione del servizio che richieda un orario di lavoro settimanale pari a 36 ore.
3. La contrattazione di istituto, sulla base delle esigenze di servizio, definisce i criteri necessari ad individuare il personale che potrà usufruire, in base ai commi 1 e 2, del predetto beneficio/istituto contrattuale, il numero e la tipologia dei soggetti da coinvolgere, nonché la durata/il periodo di fruizione della riduzione dell'orario.
4. Il Dirigente scolastico, in coerenza con il piano delle attività di cui all'art. 50, comma 1 e previa contrattazione di istituto, attribuisce, con specifico provvedimento, la riduzione dell'orario a 35 ore al personale interessato."

Nella stesura definitiva della suddetta Sequenza Contrattuale, sottoscritta definitivamente il 25/06/08, tale articolo non fu più riportato.


^ SU


Sostituzione DSGA: 1^ o 2^ Posizione Economica?

D: Sono un assistente amministrativo titolare della prima posizione economica e ho superato i test per la seconda posizione economica. Sono l'unico nella mia scuola ad aver superato i test della seconda posizione economica e sono titolare (con altri due assistenti della prima posizione), a chi tocca la sostituzione del DSGA nella mia scuola? A me o all'assistente amministrativo più anziano?

R: In questo caso, credo che i criteri per scegliere chi debba sostituire il DSGA nella sua scuola spettino alla Contrattazione Integrativa della medesima sua scuola.

Il DS e la RSU, che decideranno tali criteri, potranno attenersi (o meno) al valore del superamento dei test della 2^ Posizione Economica, alla titolarità della 1^ Posizione, ma anche alla maggiore anzianità di servizio: è una scelta da dover decidere e stabilire.


^ SU


Rifiuto attività aggiuntive

D: Possono due collaboratori scolastici rinunciare a svolgere l'attivita' aggiuntiva per la sostituzione del collega assente, anche se l'attivita' è stata contrattata? Preciso che i collaboratori in questione prestano servizio nella sezione staccata dove l'organico ATA è così composto:
n.2 unita' di personale scuola infanzia;
n.2 unita' di personale scuola primaria;
n.1 unita' di personale scuola secondaria di primo grado.
Come si puo'risolvere il problema? Possono i collaboratori scegliersi le attivita' aggiuntive che a cui intendono partecipare? Uno dei due collaboratori è RSU ata, poteva forse prima di firmare il contratto cercare di risolvere in quella sede il problema?

R: Il CCNL Scuola all'art.88 così dispone:
"le prestazioni aggiuntive del personale ATA, che consistono in prestazioni di lavoro oltre l'orario d'obbligo, ovvero nell'intensificazione di prestazioni lavorative"
ed inoltre, all'art.6:
"Sono materie di contrattazione integrativa...i criteri per la ripartizione delle risorse del fondo d'istituto e per l'attribuzione dei compensi accessori... al personale docente, educativo ed ATA"

Premesso che lo straordinario non è obbligatorio, ed i dipendenti possono non effettuarlo.
In caso, però, di attività contrattata a scuola, e scelta (per iscritto) da parte del dipendente all'inizio dell'anno di voler effettuare le sostituzioni dei colleghi assenti, non credo che dopo il dipendente dovrebbe tirarsi indietro, pena il disservizio che si andrà a creare.
In tal caso, il DSGA o il Dirigente Scolastico dovrebbe intervenire, prima a voce, e poi per iscritto, ribadendo che l'attività da svolgere è necessaria per il servizio scolastico e non si può scegliere, appunto, a proprio piacimento le attività aggiuntive preferite, a meno di validi motivi.
Purtroppo, non credo però si possa procedere oltre, nè con ordine di servizio obbligatorio nè con sanzione disciplinare.

Il metodo migliore, a mio parere, è quello di indire un incontro o riunione, eventualmente anche con qualche sindacalista, per convincere i dipendenti, evitando scontri o ritorsioni.


^ SU


Punteggio graduatoria sostituzione DSGA

D: Sono un’assistente amministrativo titolare della seconda posizione economica e sostituisco il DSGA quando non è presente.
Vorrei sapere se i giorni di supplenza che presto (per ferie-malattia-famiglia del mio direttore) si possono cumulare affinchè mi venga attribuito 1 punto per ogni mese di esperienza maturata nel profilo di DSGA, come si evince dall’art.19 comma 2 del Contratto Collettivo Integrativo Regionale del Veneto per l’a.s.
2010/11.
Il suddetto articolo recita che rientra nella 3° fascia il personale non in possesso dei titoli culturali di accesso al profilo di Area D, titolare della seconda posizione economica, che ha maturato esperienza nei profili di DSGA e/o Responsabile Amministrativo. All’interno della fascia gli aspiranti saranno graduati attribuendo 1 punto per ogni mese di esperienza maturata nei predetti profili.

R: Avendo Lei l'incarico di sostituzione del DSGA quale A.A. con seconda posizione economica, è tenuto alla sosituzione in caso di assenza del DSGA titolare in qualsiasi caso.
Credo che perciò, cumulando i vari giorni effettuati durante l'a.s., si possa tranquillamente raggiungere un mese o più mesi per la graduatoria a cui lei si riferisce.


^ SU


FIS e sostituzione DSGA

D: Essendo io una 2 posizione economica (attualmente sono utilizzata in altra scuola) dovessi per mille ragioni rientrare nella mia scuola di titolarità e se dovessi sostituire la mia DSGA per meno di 15 giorno NON mi aspetta la quota variabile del FIS?

R: Per la sostituzione del DSGA per più di 15 giorni continuativi, da parte di un AA titolare della 2^ posizione economica, competono i seguenti compensi:
- Indennità di funzioni superiori (a carico delle supplenze brevi)
- Indennità di Direzione, quota fissa e quota variabile, detratto il CIA e (qualcuno dice) detratto anche il compenso per la 2^ posz. economica, a carico del FIS


^ SU


Competenze prima posizione economica

D: Sono un Assistente Tecnico beneficiario della prima posizione economica, di cui alla fine del corso di formazione ho aderito come progetto per tale funzione al riordino materiale durante l'esercitazione nel laboratorio.
Vorrei sapere cosa dice esattamente la legge su questa attribuzione di posizione economica, in quanto molti dicono che dobbiamo anche contribuire alla riparazione di computer in segreteria o nell'Istituto, partecipazione ai progetti interni dell'Istituto (POF) ecc.
Se dovrebbe essere così come fare per rifiutarla.

R: Le indico gli articoli e i commi che riguardano la Prima Posizione Economica:
1) SEQUENZA CONTRATTUALE PER L PERSONALE ATA PREVISTA DALL’ART. 62 DEL CCNL 29/11/2007 DEL COMPARTO SCUOLA
ART. 2
Il personale a tempo indeterminato appartenente alle aree A e B della Tabella C allegata al presente CCNL può usufruire di una delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale.
La prima posizione economica è determinata in € 600  annui da corrispondere in tredici mensilità al personale dell'Area A,  e in € 1.200 annui da corrispondere in tredici mensilità al personale dell'Area B.
2) MIUR - OO.SS. - Accordo attuazione art.2 Sequenza CCNL, sottoscritto il 20/10/08
Articolo 4 - ricadute sulla organizzazione del lavoro
4.1. Le competenze da attribuire al personale beneficiario della posizione economica di cui al presente Accordo sono determinate con la contrattazione di scuola, nell’ambito della definizione generale  dell’organizzazione del lavoro  relativa a tutto il personale, da effettuare ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera i), del CCNL 29 novembre 2007.
4.2. Il personale titolare della posizione economica è tenuto comunque a svolgere  le mansioni, definite con le modalità di cui al comma 1. Al personale beneficiario della posizione economica non possono essere attribuiti incarichi specifici che comportino ulteriore incremento della retribuzione.
4.4. Qualora in talune istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, sia previsto l’affidamento  di incarichi specifici o di compiti di pari complessità  -  rispetto alle ulteriori mansioni disciplinate dal presente Accordo  -  ma comportanti, sulla base di quanto stabilito dalla contrattazione di scuola, un compenso superiore a quello riconosciuto ai titolari delle posizioni economiche,  resta demandata alla stessa sede di contrattazione la possibilità di disciplinare l’eventuale compensazione economica necessaria per assicurare la parità di trattamento tra le due retribuzioni.
Articolo 5 - formulazione delle graduatorie e individuazione dei beneficiari
5.14. ...il personale utilmente collocato nella graduatoria definitiva è immediatamente individuato nel piano delle attività del personale ATA predisposto dal DSGA.

Come può vedere, l'attribuzione delle competenze da svolgere è riportata nella Contrattazione Integrativa d'Istituto annuale e nel Piano delle Attività del personale ATA per l'a.s., proposto dal DSGA, perciò variano da scuola a scuola.
Nulla esclude che Lei possa partecipare ai progetti del POF, nè che Lei possa accedere per tali competenze al FIS (in aggiunta al beneficio economico datole dal Tesoro): dipende anche in questo caso dalla organizzazione della sua Scuola e del suo mansionario.
Per quanto riguarda la rinuncia al beneficio della Prima Posizione Economica, credo che Lei potrebbe in ogni momento farla (non ci sono circolari nè chiarimenti ufficiali in merito), formulandola per iscritto al Dirigente Scolastico ed all'USP, ma perderebbe i soldi in più che Le dà il Tesoro in busta paga.


^ SU


Sussistenza 2 seconde posizioni economiche

D: Sono un'assistente amm.va a tempo indeterminato, titolare della 2 posizione economica e in possesso di laurea non specifica. Sono tre anni che lavoro presso questa scuola e la sostituz. del DSGA è stata sempre affidata in contrattazione alla collega più anziana che finalmente è andata in pensione.
Quest'anno avendo la 2a posizione  insieme ad altra collega più anziana e non avendo il DS in contrattazione indicato alcun criterio per la sostituzione, misono chiesta perchè non aspirare alla sostituzione visto che nella graduatoria precedo la collega. Ho dovuto scontrarmi con l'ostilità del DS che si è appellato all'anzianità e alla maggiore fiducia che nutre nei confronti della collega che da sempre presta servizio in questa scuola.
Io in effetti, svolgo le mansioni relative alla contabilità in collaborazione col DSGA, ma a nulla è servito. Mi chiedo ma è giusto ?

R: Dal testo, evinco che entrambi siete in possesso della 2^ Posizione Economica.
In tal caso, si applica il seguente:
Accordo Nazionale del 12/03/09
Articolo 4 - Organizzazione del lavoro
4.1. Nell’ambito delle modalità definite secondo quanto indicato al comma 2, il personale titolare della seconda posizione economica è tenuto alla sostituzione del DSGA per l’area amministrativa.....
4.2. I compiti del personale beneficiario della posizione economica di cui al presente Accordo sono determinati nell’ambito del piano delle attività di cui all’articolo 53 comma 1 del CCNL 29 novembre 2007. L’attribuzione dei medesimi, è effettuata dal Dirigente scolastico con le modalità ed i criteri individuati mediante la contrattazione integrativa di istituto ai sensi dell’articolo 6 del CCNL 29 novembre 2007. Analogamente, sono altresì disciplinate le modalità di effettuazione delle prestazioni lavorative nell’ipotesi di
compresenza di più soggetti beneficiari nella medesima istituzione scolastica, con particolare riferimento alle competenze indicate al comma 1.

PERCIO':
- I COMPITI SONO FISSATI NEL PIANO DELLE ATTIVITA';
- MODALITA', CRITERI E COMPRESENZA DI PIU' BENEFICIARI, SONO STABILITI IN SEDE DI CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA D'ISTITUTO.

Non aver indicato alcun criterio di scelta nella Contrattazione Integrativa della sua scuola, ed avendo il DS operato la scelta secondo criteri stabiliti da lui, non è pienamente aderente all'Accordo citato sopra: occorrerebbe giungere a dei criteri trasparenti e condivisi in sede, appunto, di Contrattazione Integrativa.


^ SU


Differenze tra 1^ e 2^ posizione economica

D: Salve, sono una A.A. in ruolo dall'1/9/2009. Non capisco quale sia la differenza  tra la prima posizione economica e la seconda. Sono interessata a presentare la domanda, ma quale?

R: Entrambi derivano dalla SEQUENZA CONTRATTUALE del 25/07/2008 AI SENSI DELL’ART.62 DEL CCNL 29.11.07, che può trovare qui:
http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=501
 
Per la 1^ Posizione economica, è stato stipulato un accordo il 20/10/08, che può trovare qui:
http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=755
 
Per la 2^ Posizione economica, è stato stipulato un accordo il 12/03/09, che può trovare qui:
 
Per entrambe le posizioni economiche, il 12/05/11 è stato stipulato un accordo per il rinnovo degli anni scolastici successivi, che può trovare qui:
 
Leggendo i documenti che le ho indicato, troverà le risposte che cerca.
Inoltre, può consultare le aree del sito web dedicate, dove troverà anche tutte le circolari:
 
Credo comunque che Lei possa aspirare a entrambe le posizioni, ma se supererà sia la 1^ che la 2^, percepirà il beneficio economico solo della 2^ (non essendo cumulabili).

^ SU


Richiesta applicazione 35 ore a fine a.s.

D: I Collaboratori di questo Istituto Comprensivo hanno chiesto, in data giugno 2011, l'applicazione
delle 35 ore per il periodo che che ha coportato la turnazione di orario con apertura della scuola per 3 giorni la settimana con almeno 10 ore giornaliere. Preciso che nella scuola in questione, era previsto l'orario pomeridiano per  rientro degli alunni per 2 giorni la settimana. Nel corso dell'anno si è verificato l'apertura anche di altri pomeriggi per  attività varie (riunioni, patentino, altro..) con apertura della scuola per tre o più pomeriggi la settimana con orario 7.30/18,30 o oltre.
La domanda è:
E' possibile effetture l'applicazione delle 35 ore ad anno scolastico concluso, attribuendo ai collaboratori il recupero delle ore fatte in più?

R: Prescindo dalla discussione sull'art. del CCNL che se ne occupa, in merito alle condizioni per l'attribuzione delle 35 ore.

In merito al suo quesito specifico, secondo me si rileva quanto segue.

La Contrattazione Integrativa d'Istituto è l'unica sede deputata a stabilire la decisione se attivare o meno tale riduzione a 35 ore (anche se, con il D.Lgs. 150/2009 dovrebbe essere il DS ormai a dover decidere in merito e comunicarlo alle RSU, ma la materia, come lei ben saprà, ad oggi è ancora controversa, viste le numerose sentenze di tribunale a favore e contro). Aderendo alla tesi della contrattazione, la procedura dovrebbe essere:
1.  Il  DS  acquisisce  la  delibera  del  consiglio  di  istituto  sull'orario di  servizio dell'istituzione  scolastica,  che  coincide  con  l'apertura e  chiusura  dell'edificio scolastico
2.  in  base  al  POF  e  all'orario  di  servizio  dell'istituzione scolastica  si definisce  la tipologia di orario di lavoro che necessita per il funzionamento della scuola
3.  il DSGA propone il piano delle attività indicando gli orari ed eventualmente i turni necessari per permettere il servizio all'utenza
4. Il  DS  attiva  le  relazioni  sindacali  sul  piano  delle  attività  e in  sede  di contrattazione si definiscono criteri, modi e articolazione di orari del personale.
Tale procedura si svolge all'inizio dell'anno.
Poichè il caso della sua scuola si è verificato in cors d'anno, e non era prevedibile, nel momento in cui sussistevano le condizioni per la riduzione a 35 ore occorreva aprire una seduta di contrattazione e fare una integrazione alla stessa.

Ciò mi sembra di capire che non sia avvenuto, non so perciò se sia possibile farlo "ora per allora", ma consiglio comunque di portare sempre e comunque in contrattazione integrativa tale decisione: nel caso la contrattazione stabilisse positivamente il riconoscimento delle 35 ore, allora i coll. scolastici avrebbero diritto al recupero delle ore fatte in più.

Se il suo DS volesse aderire alla tesi opposta, dovrebbe lui dover decidere in merito e portarlo solo a conoscenza delle RSU.


^ SU


Formazione nuovo assistente amministrativo

D: E' stata assegnata d'ufficio un assistente tecnico, quale assistente amministrativo che non ha svolto mai detti compiti e non ha competenza informatica. Quale rimedio per garantire  regolare funzionamento e adempimenti servizi amministrativi per non incorrere in eventuale responsabilità.

R: Certo che è bel problema: non avere personale formato in Segreteria indubbiamente crea tante problematiche.

Ma è capitata in tutte le scuole una situazione del genere, a chi più e a chi meno.
 
Il problema credo sia assimilabile ad un assistente amministrativo appena assunto e che non abbia mai lavorato a scuola: bisogna formarlo necessariamente a scuola, anche sul campo.
 
A parere mio, andrei per gradi:
- chiarito quale dovrebbe essere il suo lavoro e la sua area in Segreteria (magari all'inizio compiti semplici, da aumentare gradualmente durante l'anno)
- o si affianca con il DSGA o con un altro Assistente Amministrativo - un pò al giorno
- oppure gli si fa fare qualche corso di formazione specifico
- facendogli svolgere sempre praticamente sul campo il lavoro che deve fare, e passandogli un pò di copie di documentazione da leggere (circolari, norme, fotocopie di articoli di riviste e libri, ecc.)
- ricontrollando spesso, anche a campione, il lavoro svolto.
 
Nello specifico, per l'informatica lo farei comunque imparare sul campo pratico, affiancandogli magari uno specifico corso di alfabetizzazione informatica  e di Office.
 
Per le responsabilità di cui parla, non c'è un metodo o una norma che purtroppo esoneri la scuola, il DS o il DSGA da eventuali sbagli commessi dagli Assistenti.

^ SU


Pulizia ditta ex-Lsu e collaboratori scolastici

D: Nella mia nuova scuola sono presenti degli LSU attraverso una ditta di pulizia. Poichè è la prima volta che mi relazione con questa problematica mi chiedevo:
-se si ha il sentore che il materiale  di pulizia usato sia di scarsa qualità o addirittura materiale non conforme ai parametri di sicurezza vigenti, quale controllo ha la scuola sul materiale di pulizia usato?
-qual è la normativa, a cui devo fare riferimento, per impostare le disposizioni di servizio, in merito alla pulizia dei locali, per i collaboratori scolastici?

R: Per la ditta di pulizia, bisogna riferirsi al contratto stipulato, dove dovrebbe esserci stabilito tutto (materiale da usare, frequenza degli interventi, contestazioni e penali).

Per i collaboratori, non capisco le difficoltà: non è che loro siano esonerati dalla pulizia perchè c'è la ditta di pulizia, il riferimento è sempre il mansionario dei loro compiti nel CCNL vigente.

^ SU


Timbratura cartellino docente inidoneo

D: Sono un docente a Tempo Indeterminato, collocato fuori ruolo per motivi di salute, dalla Commissiome Medica di Verifica del Ministero dell'Economia e delle Finanze e giudicato inidoneo temporaneo ai compiti di istituto ma idoneo a svolgere altre mansioni, sempre nell'ambito scolastico. Vorrei sapere se c'è una normativa che preveda che gli inidonei temporanei debbano timbrare il cartellino all'entrata e all'uscita della giornata di lavoro, tenendo presente che l'inidoneo mantiene la sua figura giuridica ed economica ma viene equiparato, solo per l'orario di lavoro, al personale ATA (36 ore); a ciò aggiungo che, d'accordo con il Dirigente Scolastico, già appongo la firma in un registro predisposto solo per noi, mentre adesso il D.S.G.A. vorrebbe obbligarci, come se fossimo ATA, a timbrare un tesserino magnetico.

R: La regolamentazione della timbratura del cartellino nelle scuole è abbastanza controversa: che io sappia, i docenti non dovrebbero timbrare, mentre vi sarebbe obbligato (ove esistente un sistema automatico) il personale ATA.

Per quanto riguarda il suo caso, le regole dovrebbero trovare sede nella contrattazione integrativa d'istituto, anche se con la Riforma Brunetta da quest'anno la materia dell'orario di lavoro è di competenza esclusiva del DS.

^ SU


Orario di servizio, rientri e recuperi

D: Un assistente amministrativo svolge da diversi anni il seguente orario: lunedì e mercoledì il turno si svolge su 9 ore con pausa di 30 minuti e il martedì, giovedì, venerdì svolge un orario di 6 ore, la giornata di sabato è a casa. questo fino al 30 giugno. nei mesi di luglio e di agosto l'orario di tutto il personale si svolge dalle ore 8 alle 14 e i giorni di sabato vengono dati come giorni di ferie o riposi compensativi per i collaboratori a cui sono state riconosciute le 35 ore.
Ora un assistente amministrativo ha contestato questo orario perchè dice che, se  questo è il suo orario, anche nel periodo estivo dovrebbe comunque fare il lunedì e il mercoledì di 9 ore pur essendo in ferie nella giornata di sabato. Altrimenti l'orario si configurerebbe come orario straordinario che viene recuperato durante la settimana stessa con il  sabato a casa. La contrattazione dell'anno scorso aveva stabilito anche per i collaboratori che facevano un turno di 7 ore e dodici che le assenze per malattia o festività venivano considerate per l'orario di turno di quel giorno non imponendo il recupero delle ore non prestate eccedenti l'orario di 6 ore, non imponendo quindi l'obbligo di recuperarle. Come devo configurare quindi l'orario dell'assistente amministrativo in questione?

R: I turni di servizio di 36 ore settimanali del personale ATA sono proposti dal DSGA nel piano delle attività e sono parametrati ESCLUSIVAMENTE sulle esigenze di servizio della scuola.

E' normalissimo, e accade nella maggioranza delle scuole che:
- durante l'attività didattica il DSGA tenga conto dei rientri pomeridiani, per garantire l'apertura al pubblico e l'assistenza alle attività pomeridiane
- durante il periodo estivo, non essendoci esigenze particolari, i turni in Segreteria vengano svolti solo di mattina dal lunedì al sabato
 
L'Assistente non può contestare le proposte del DSGA, accolte dal DS e in contrattazione (fino all'anno scorso, ma da quest'anno la materia è esclusa dalla contrattazione integrativa ed è materia esclusiva datoriale, di competenza del DS), facendole diventare prassi, ma si DEVE attenere al piano delle attività.
 
Tutto ciò trova riscontro nel CCNL, a proposito degli articoli sull'orario del personale ATA e sul piano delle attività.

^ SU


Compiti 2^ posizione economica

D: Nella mia scuola la contrattazione ha assegnato la funzione di sostituto del DSGA a un amministrativo ex art. 2, per 1800 euro lordi l'anno. Nessun altro incarico gli è stato affidato. Che cosa accade se, come ad es. lo scorso anno, il DSGA non si assenta (se non per un giorno o due)? Non sarebbe più corretto prevedere altri incarichi per l'amministrativo in questione?

R: Da quello che dice, capisco che l'AA è beneficiario della 2^ posiz economica, che viene erogata dal Tesoro per € 1.800 lordi/annui.

L'Accordo sulla 2^ posizione economica dice espressamente che l'AA suddetto è tenuto alla sostituzione del DSGA in caso di assenza, ma è solo uno tra i compiti, in quando nell'ambito della 2^ posiz. econ, si possono assegnare anche altri incarichi di responsabilità.
Inoltre, al medesimo AA non possono essere assegnati altri Incarichi Specifici (retribuiti dalla scuola), mentre può accedere tranquillamente al FIS per attività straordinarie o per partecipaz. ad attività/progetti che richiedano un'intensificazione delle prestazioni lavorative: è il DSGA che formula la proposta nel piano delle attività, e il tutto trova composizione e accordo in sede di Contrattazione Integrativa.

^ SU


Utilizzo LSU nelle scuole

D: Il comune dove si trova il mio istituto, tenuto conto del taglio del personale ATA, per venire incontro alle problematiche della sorveglanza, mi ha proposto di impiegare qualche LSU del Comune.
Bisogna redigere una convenzione? E' possibile ?

R: So che esiste questa possibilità, ma non avendola mai attuata non so praticamente come funzionerebbe, spiacente.

Le allego le circolari di USR che ne parlano, insieme a qualche altro documento: le converrebbe rivolgersi a qualche scuola che l'ha già fatto (o un consulente del lavoro?), per sapere.
 
Tra parentesi, ho saputo che praticamente fino all'anno scorso queste persone in mobilità erano obbligate ad accettare altrimenti venivano depennate dalle liste di collocamento e non percepivano più niente. Adesso invece la normativa è cambiata e se vogliono si propongono altrimenti non sono obbligati. Inoltre so anche che queste persone non vanno ad influire sull'organico ATA.
 
P.S. Sul n.1/2012 della rivista "Amministrare la scuola", è stato pubblicato un ottimo articolo sull'argomento.

^ SU


Pensioni e Previdenza:


Età massima e preavviso risoluzione

D: Vorrei sapere se una docente di scuola secondaria di II grado, che compie 65 anni il 20 settembre 2011, deve andare in pensione o può andare in pensione. Il dirigente scolastico le deve fare il preavviso entro il 28/02/2011?

R: Con il solo requisito anagrafico di 65 anni, un docente va in pensione per raggiungimento dell'età massima del lavoro nello Stato (diritto alla pensione di vecchiaia), a prescindere dagli anni di contributi versati, con preavviso da parte della scuola.
 
Come Lei saprà bene, si può anche chiedere la proroga per permanenza fino a 67 anni.
Il mantenimento in servizio per altri 2 anni è possibile solo per coloro che non appartengano a classi di concorso/tipo di posto/profilo in esubero e non abbiano ancora raggiunto i 40 anni di contribuzione.Restano comunque vigenti le norme speciali (Dlgs 297/94 art. 509, commi 2 e 3 e 5) per il personale della scuola che prevedono la possibilità di restare in servizio fino a 70 anni qualora si debbano raggiungere i 20 anni di contribuzione minima o i 40 (solo per coloro che erano in servizio al 1 ottobre 1974).
 
Se, nell'anno in cui si compiono i 65 anni, si raggiungono anche i 40 anni di contributi versati, il Dirigente Scolastico fa comunque il preavviso di risoluzione del rapporto di lavoro.

^ SU


Beneficio pensionistico per orfano di guerra

D: Docente di scuola primaria, in procinto di presentare domanda di pensionamento potendo far valere alla data del 31.08.2011 la seguente anzianità di servizio: anni 38 mesi 6. Avendo la
qualifica di orfana di guerra vorrei sapere quanto spetta come beneficio dell'art.2 della legge 336/70.

R: Le invio il link alla pagina dell'Inps dove si affronta l'argomento:
http://www.inps.it/portal/default.aspx?sID=%3B0%3B5773%3B5902%3B5903%3B5906%3B&lastMenu=5906&iMenu=1&iNodo=5906&p4=2

e la invito a leggere la Nota Inpdap n.13 del 27/03/08 dove ci sono altri chiarimenti.


^ SU


Documentazione Inpdap a seguito istanza di dimissioni

D: Sono una docente di scuola primaria prossima al collocamento a riposo alla data del 01.09.2011.
Per questo motivo ho già inoltrato a mezzo il sito Istanze On Line del M.I.U.R domanda di cessazione dal servizio per raggiunti limiti d'età.
Per quanto riguarda la domanda di accesso al trattamento pensionistico da presentare all'INPDAP per il tramite della scuola di titolarità non sono riuscita ancora a sapere i relativi documenti da presentare.
Essendomi recata alla segreteria della mia scuola non sono riuscita ad avere delucidazioni in merito.
Vi sarei molto riconoscente se vorreste fornirmi indicazioni precise in merito.

R: La procedura ed i tempi variano da Provveditorato a Provveditorato italiano.

In generale:
1) subito dopo il termine per la presentazione delle domande di collocamento a riposo, le scuole invieranno  all'USP una dichiarazione dei servizi (ruolo e non ruolo, computato, riscattato, ricongiunto ecc) con cui lo stesso ufficio  determinerà il diritto o meno al trattamento pensionistico;
2) l'USP controllerà i requisiti dell'interessato e confermerà (al max entro il 31/03/2011) allo stesso, ovvero (se reputa i requisiti non sufficienti) lo inviterà a revocare la domanda di dimissioni;
3) in seguito, ogni USP stabilirà i propri tempi di invio della documentazione a supporto (inviando una circolare o una e-mail alle scuole).
Normalmente viene richiesta documentazione atta a certificare:
• godimento di altra pensione
• posizione debitoria nei confronti dello stato
• diritto al godimento dell’assegno per il nucleo familiare
• diritto alle detrazioni fiscali
• modalità di riscossione della pensione
• certificati di servizio per il periodo con ritenute entrate/tesoro
• certificati di servizio per eventuali periodi da supervalutare.
• copie dei decreti emessi ai sensi del DPR  1092/73 (riscatto e/o computo servizi statali), della L. 29/79 (ricongiunzione periodi privati)  L. 45/90 (servizi in qualità di liberi professionisti).
4) nello stesso periodo (circa aprile???) all’INPDAP andrà inviata la domanda rinvenibile sul sito www.inpdap.gov.it al percorso "modulistica-richiesta prestazioni-prestazioni pensionistiche-pensione
diretta ordinaria" (cliccare su anzianità o vecchiaia secondo i casi), corredata dalla documentazione per le detrazioni fiscali, e per la richiesta di assegno per il nucleo familiare.


^ SU


Calcoli pensione e buonuscita

D: Gentilmente ha dei programmini per il calcolo della pensione e della buonuscita? Se può venirmi incontro mi aiuta tantissimo. Un piccolo dubbio: E' mai possibile che una docente con 38 anni di servizio e 62 di età perda rispetto allo stipendio circa € 600,00?

R: Purtroppo non sono in possesso di sotware specifici per calcolare pensione o buonuscita.
Da quando lavoro nelle scuole, anche a me i dipendenti che andavano in pensione hanno spesso chiesto di sapere quanto avrebbero preso di pensione o buonuscita, ma, non essendo compito della scuola saperlo, li ho sempre indirizzati ai loro sindacati, dove hanno software precisi per fare tali calcoli. Consiglio a lei di fare altrettanto.

Per quanto riguarda la sua seconda domanda, non essendo in grado di sapere quanto si possa prendere di pensione Inpdap con i diversi anni di anzianità contributiva, non so allo stato rispondere quanto tale docente perda con 38 anni di servizio, rispetto al massimo della pensione: la cosa che le so dire è che con 40 anni di contributi si prende il massimo di pensione (circa il 40% dell'ultimo stipendio in godimento).


^ SU


Codici SIDI per cessazioni

D: Ho dei dubbi per quanto riguarda l'inserimento del codice SIDI in merito alle cessazioni.
Chi ha un'anzianità contributiva di 35 anni quale codice avrà al SIDI - CS11?
Chi invece andrà in pensione per vecchiaia con 61 (donne)anni di età e 33 di anzianità contributiva quale codice avrà al SIDI - CS01?

R: I codici al Sidi sono i seguenti:
CS01:  cessazioni dal servizio per raggiunti limiti di età o scadenza proroga;
CS10 : dimissioni per compimento del 40° anno di servizio;
CS11 : dimissioni volontarie dal servizio; dimissioni volontarie per il personale femminile che ha compiuto il 61° anno di età ( art. 2, c. 21 L. 335/95 ).

Nei casi esposti, pertanto:
1) anzianità contributiva di 35 anni = CS11
2) pensione per vecchiaia con 61 (donne) anni di età e 33 di anzianità contributiva = CS11


^ SU


Preavviso pensionamento DS e ferie non godute

D: In data 14/03/2011 ho inviato all'USR istanza di recesso dal contratto di D.S. per l'ottenimento, avendone i requisiti, della pensione di anzianità dal 1 settembre 2011. Contestualmente ho comunicato anche che la stessa doveva essere considerata cone comunicazione di preavviso.
In merito chiedo se il prescritto periodo di preavviso inizia dal 16 marzo con termine presumibile prima di giugno oppure decorre sempre e comunque nel periodo immediatamente antecedente alla data di cessazione dal servizio (1/09/2011).
Nel primo caso potrei chiedere le ferie pregresswe e maturate nel periodo estivo? in modo da causare meno problemi alla mia scuola?
Nel secondo caso il preavviso ricadrebbe nei mesi estivi e  dovrei affrettarmi a richiedere le ferie prima del mese di giugno? cioè proprio in un periodo di massimo impegno lavorativo?

R: Dopo aver fatto alcune ricerche, e letto ccnl e circolari, desumo quanto segue.

Il periodo di preavviso inizia da quando Lei lo ha chiesto e termina al 31 agosto 2011

Per quanto riguarda le ferie in tale periodo, il rif. è all'art.32 comma 6 del CCNL Area V 2002-2005:
"Durante il periodo di preavviso non è consentita la fruizione delle ferie. Pertanto, in caso di preavviso lavorato si dà luogo al pagamento sostitutivo delle stesse."
Pertanto, come anche asserito da alcune circolari di US regionali:
- nel caso di recesso da parte del Dirigente Scolastico, con preavviso anche oltre il 28 febbraio, il medesimo deve rispettare i termini del preavviso e nel predetto periodo non è consentita la fruizione delle ferie;
- in caso di collocamento a riposo dall'01.09.2011, i Dirigenti scolastici dovranno usufruire di tutte le ferie spettanti , comprese quelle dell'anno in corso , prima dell'inizio del periodo di preavviso , non essendo possibile usufruire di ferie nel periodo stesso.
Così, le ferie pregresse e quelle maturate nel periodo estivo non potranno essere chieste nel periodo di preavviso, ma le saranno debitamente monetizzate e liquidate dal Tesoro, come da sua richiesta, a seguito di Decreto vistato dalla RPS da inviare da parte, credo, del suo USR.


^ SU


Requisiti pensionistici 1

D: Ho 33 anni di servizio e sono nata nel 1951. nel 1984 vincitore concorso con posti riservati e fatta ricostruzione carriera e riconosciuti anni 5 e mesi 6 di pre-ruolo (allego dettaglio). chiesto riconoscimento anni 4 per laurea ai fini pensionisti e della buonuscita. ho fatto pratica per 104 personale e riconoscimento invalidità. vorrei sapere quando e se posso andare in pensione e con quale contributo sia mensile che liquidativo. grazie

R: Secondo i dati forniti, ed i miei calcoli, ai fini pensionistici:

NEL CORRENTE ANNO 2011:
NATA NEL 1951 = ETA' ANNI 60
CONTRIBUTI PRE-RUOLO: PARI A = 4 A + 6 M + 22 GG
CONTRIBUTI RUOLO DAL 01/09/84 = 2011-1984 = ANNI 27
CONTRIBUTI PER IL RISCATTO LAUREA = ANNI 4
TOTALE CONTRIBUTI PENSIONISTICI NEL 2011 = 35 A + 6 M + 22 GG
 
Per la pensione, a decorrere dal 1° Gennaio 2011 le regole sono le seguenti.
 
I lavoratori dipendenti potranno accedere alla pensione d’anzianità con la quota minima di 96.
Il requisito per ottenere la pensione è dato dalla somma dell’età anagrafica e del numero dei  contributi versati (il requisito contributivo minimo è pari a 35 anni).
Dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012, la quota passa a 96 e l’età minima è fissata a 60 anni.
Dal 1° gennaio 2013, la quota è aumentata a 97 ed il requisito anagrafico minimo a 61 anni.
Per il personale della scuola i requisiti d’età e di contribuzione si considerano acquisiti se raggiunti entro il 31 dicembre dell'anno.
Resta ferma in ogni caso la possibilità di mettersi in pensione a qualsiasi età se si hanno almeno 40 anni di contributi.
 
Per le donne, si prescinde dai nuovi requisiti e si continua ad applicare i precedenti (35 anni d’anzianità contributiva e 57 anni d’anzianità anagrafica), fino al 31.12.2015. Con tali criteri si applica il calcolo contributivo della pensione, e l'assegno sarà di almeno il 30% inferiore rispetto a quello che potrebbero percepire più tardi con la pensione di vecchiaia.
Dal 2011 per ottenere la pensione di vecchiaia le donne lavoratrici del pubblico impiego devono raggiungere i 61 anni di età e possedere una anzianità contributiva di 15 anni se erano in servizio al 31.12.1992 oppure 20 anni.
Dal 2012 servono 65 anni.
 
DA QUESTE REGOLE, LEI NON RAGGIUNGE I 65 ANNI DI ETA' NEL 2012, PERCIò NON SI APPLICHEREBBE LA REGOLA VALIDA SOLO PER LE DONNE

 
INVECE, LA REGOLA VALIDA PER TUTTI I LAV. DIPENDENTI, A LEI E' APPLICABILE.

INFATTI, NEL PROSSIMO 2012, I SUOI REQUISITI PENSIONISTICI SARANNO:
 
1) ETA' MINIMA 61 = OK
2) CONTRIBUTI MINIMI 35 = OK
3) QUOTA 96 MINIMA = SOMMA 36 ANNI (E RESTANTI) CONTRIBUTI + 61 ANNI ETA' = QUOTA 97 = OK
 
Concludendo, credo proprio che Lei possa proprio presentare domanda per la pensione con decorrenza dal 01/09/2012.
 
RIPETO CHE, COMUNQUE, SI FACCIA CONFERMARE QUESTI CALCOLI DA UN SINDACATO O PATRONATO.
 
ANCHE A QUANTO POTRA' AMMONTARE LA SUA PENSIONE E LA SUA BUONUSCITA, GLIELO POSSONO DIRE LORO, IN QUANTO SONO IN POSSESSO DI SOFTWARE APPOSITI CHE FANNO I CALCOLI.
 
UN'ULTIMA COSA: TUTTO CIO' E' VALIDO OGGI, A MENO DI FUTURE MANOVRE E CAMBIAMENTI LEGISLATIVI IN MATERIA.


^ SU


Finanziaria 2011 e allungamento finestra pensioni scuola 1

D: Con l'ultima finanziaria (Luglio 2011) vengono allungati i tempi di pensionamento anche per chi ha 40 anni di servizio col sistema delle finestre mobili. Il comparto scuola fino ad ora, in virtù della finestra unica di settembre, era escluso da questo meccanismo. E ora? non sarà che nelle pieghe del provvedimento verrà tirato fuori a sorpresa un allungamento al settembre successivo posticipando la data di pensionamento di un intero anno ?

R: Con la Legge 111/2011 è stato convertito in legge il Decreto 98/2011.

 

Tra gli altri provvedimenti, si interviene sulla finestra mobile (della legge 122/2010) che già posticipava di un anno la decorrenza della pensione di anzianità per chi maturava i 40 anni di contribuzione senza nessun beneficio ai fini pensionistici: con l'ultima norma, i lavoratori saranno ulteriormente penalizzati perché si vedranno posticipare la pensione di un altro mese nel 2012, di due mesi nel 2013 e di tre mesi 2014.

Tuttavia, la disposizione non si applica a coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011 e ai comparti della scuola e dell'AFAM.


^ SU


Requisiti pensionistici 2

D: sono docente immesso in ruolo il 01/09/1991(anni 20), oltre ad anni 11 di pre -ruolo (cosi costituito: utili ai fini giuridici ed economici, anni 8 mesi 8; riconosciuti ai soli fini economici, anni 2 mesi 4). Non sono nelle condizioni  di fornirle in modo esatto giorni e mesi del pre-ruolo,esso ha interessato il periodo che va dall'aprile 1978 a tutto il mese il mese di agosto 1991. Ho presentato istanza per il riscatto degli anni universitari (n. 4) ai fini pensionistici e della buonuscita. Sono nato nel 1953. Alla luce di quanto indicato e sulla base della normativa vigente si chiede gentilmente:
-In che anno maturera' la pensione?
-Quale sistema pensionistico e' da applicare al citato servizio?
-L'importo indicativo dell'assegno pensionistico ed della liquidazione.

R: Secondo i dati forniti, ed i miei calcoli, ai fini pensionistici:

NEL CORRENTE ANNO 2011:
NATO NEL 1953 = ETA' ANNI 58
CONTRIBUTI PRE-RUOLO: da aprile 1978 ad agosto 1991 = 13 A + 4 M
CONTRIBUTI RUOLO DAL 01/09/91 = 2011-1991 = ANNI 20
CONTRIBUTI PER IL RISCATTO LAUREA = ANNI 4
TOTALE CONTRIBUTI PENSIONISTICI NEL 2011 = 37 A + 4 M

NEL 2014, I SUOI REQUISITI PENSIONISTICI SARANNO:
1) ETA' MINIMA 61 = OK
2) CONTRIBUTI = 40 A + 4 M
2) CONTRIBUTI MINIMI RICHIESTI 35 = OK
3) QUOTA 97 MINIMA = SOMMA 40 ANNI CONTRIBUTI + 61 ANNI ETA' = QUOTA 101 OK

Concludendo, credo Lei possa presentare domanda per la pensione con decorrenza dal 01/09/2014 (avendo raggiunto sia quota 97, con l'età minima di 61 anni, sia avendo maturato comunque 40 anni di contributi).

A QUANTO POTRA' AMMONTARE LA SUA PENSIONE E LA SUA BUONUSCITA, GLIELO
POSSONO DIRE SINDACATI O PATRONATI, IN QUANTO SONO IN POSSESSO DI SOFTWARE APPOSITI CHE FANNO I CALCOLI.

UN'ULTIMA COSA: TUTTO CIO' E' VALIDO OGGI, A MENO DI FUTURE MANOVRE E CAMBIAMENTI LEGISLATIVI IN MATERIA.


^ SU


Addebito sanzione Inpdap

D: Ho ricevuto un atto di diffida e messa in mora da parte del dirigente scolastico di una scuola,dove ho svolto le mansioni di d.s.g.a., per richiesta di rimborso di sanzione dovuta all'INPDAP per tardiva trasmissione della documentazione di rito. Mi è dovuta tale corresponsione?

R: Non conosco nessuna sanzione dovuta all'INPDAP per "tardiva trasmissione della documentazione di rito", le uniche sanzioni (interessi per il ritardo) che l'INPDAP fa sono quelle per il ritardo nell'invio del Mod. TFR/1.
Ma una chiara circolare dice che la responsabilità per il TFR e quindi anche per i relativi modelli è del Dirigente Scolastico.
Il Dirigente Scolastico, perciò, deve accollarsi la sanzione e, se vuole, addebitarla a propria volta al dipendente (DSGA o Assistente) che l'ha causata - ma deve dimostrarne la responsabilità del ritardo e che sia di competenza.

Per appurare di che tipo di sanzione si tratti e se sia di competenza del periodo in cui ha ivi prestato servizio, se dall'atto di diffida non si evince, consiglio di fare richiesta di accesso (in copia) ai documenti
presso quella scuola.


^ SU


Requisiti pensionistici 3

D: Sono un docente di scuola primaria di anni 63, nato nel 1948. Ho effettuato varie supplenze dal 1995 al 2007 quando finalmente sono stato immesso in ruolo dal settembre 2006. Nella ricostruzione della carriera mi sono stati riconosciuti 8 anni di preruolo ed ho solo 4 di ruolo, per un esatto pre-ruolo pari a mesi 86 e 26 giorni. Non sono laureato e quindi non ho chiesto alcun riscatto. Non ho altri periodi di lavoro oltre la scuola. Tra due anni avrò 65 anni. Avrò, con tale situazione contributiva, diritto alla pensione? In caso contrario cosa posso fare per maturare tale diritto?

R: Secondo i dati forniti, ed i miei calcoli, ai fini pensionistici:

NEL CORRENTE ANNO 2011:
NATO NEL 1948 = ETA' ANNI 63
CONTRIBUTI PRE-RUOLO: 7 A + 2 M + 26 G
CONTRIBUTI RUOLO DAL 01/09/06 = 2011-2006 = ANNI 5
CONTRIBUTI PER IL RISCATTO LAUREA = NESSUNO
TOTALE CONTRIBUTI PENSIONISTICI NEL 2011  =  12 A + 3 M

NEL 2013, I SUOI REQUISITI PENSIONISTICI SARANNO:

1) ETA' = 65
2) CONTRIBUTI = 14 A + 3 M

Poichè Lei all'età massima pensionabile, non raggiunge la quota minima di 97 (tra età e contributi), non avrà diritto alla pensione di anzianità.

Avrà diritto, invece, alla pensione di vecchiaia nel 2013 (con il calcolo contributivo).
Fino al 31 dicembre 2012, si può accedere alla pensione di vecchiaia alla condizione, tra l'altro, di 65 anni per gli uomini o 60 per le donne, insieme a 5 anni di contributi.
Dopo il 1 gennaio 2013 tale requisito verrà aggiornato, con cadenza triennale, in base agli incrementi della speranza di vita calcolati dall'Istat.

Eventualmente, potrà chiedere il trattenimento in servizio fino al 67° anno di età, che è facoltà dell'Amministrazione concedere nel caso di mancato raggiungimento dell’anzianità contributiva minima.


^ SU


Requisiti pensionistici 4

D: Sono un Dirigente Scolastico con la seguente situazione contributiva:

anno di nascita: 1954

pre ruolo: dal 1974 al 1976 per complessivi anni 1, mesi 10 giorni 13

ruolo: dal 28 /10 /1976

riscatto della laurea: per il riscatto di anni 2 mesi 1 è stato richiesto il pagamento di circa € 45.000. Ho ancora un pò di tempo per decidere se riscattare o meno tale periodo

altri servizi: nessuno

1) Mi converrebbe ,da un punto di vista economico, pagare il riscatto della laurea e raggiungere cosi entro il 1 sett. 2012 i 40 anni di contributi ai fini pensionistici?

2) se, invece decidessi di non riscattare la laurea e di lavorare per i prossimi 3 anni per raggiungere i 40 anni di effettivo servizio, sarei costretta, in base alle attuali leggi, a lavorare per altri 15 mesi  oltre il 40°anno?

3) se, infine, chiedessi le dimissioni a partire dal 1^sett. 2012 quanto sarei penalizzato economicamente?

In sintesi, con la mia situazione contributiva e con il quadro di leggi pensionistiche vigenti, da un punto di vista economico, cosa mi consiglierebbe di fare?

R: Secondo i dati forniti, ed i miei calcoli, ai fini pensionistici:
 
NEL CORRENTE ANNO 2011:
NATO NEL 1954 = ETA' ANNI 57
CONTRIBUTI PRE-RUOLO = 1 A + 10 M + 13 GG
CONTRIBUTI RUOLO DAL 28/10/76 AL 31/08/11 =  = 34 A + 10 M + 3 GG

CONTRIBUTI PER IL RISCATTO LAUREA = 2 A + 1 M + 13 GG
 
CON RISCATTO LAUREA:
TOTALE CONTRIBUTI PENSIONISTICI NEL 2011 = 38 A + 9 M + 29 GG
 
SENZA RISCATTO LAUREA:
TOTALE CONTRIBUTI PENSIONISTICI NEL 2011 = 36 A + 8 M + 16 GG
 
DALLE REGOLE PENSIONISTICHE VIGENTI, LEI NON RAGGIUNGE I 65 ANNI DI ETA' NEL 2012, PERCIO' NON SI APPLICHEREBBE LA REGOLA VALIDA SOLO PER LE DONNE PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA.
 
INVECE, LA REGOLA VALIDA PER TUTTI I LAV. DIPENDENTI, A LEI E' APPLICABILE.
 
a) VEDIAMO SENZA IL RISCATTO DELLA LAUREA.
Lei raggiungerebbe la quota di 97 ed il requisito anagrafico minimo di 61 anni nell'anno 2015: infatti anni 61 + contributi 40 anni.
b) VEDIAMO CON IL RISCATTO DELLA LAUREA.
Lei raggiungerebbe il massimo dei 40 anni di contributi nell'anno 2013.
 
In ogni caso, Lei potrebbe sempre fuire della regola della pensione di anzianità (35 anni d’anzianità contributiva e 57 anni d’anzianità anagrafica, fino al 31.12.2015), ma si ricordi che ciò penalizzerebbe il calcolo della pensione del 30% in meno rispetto all'altro criterio.

QUESITI:
R1) Non le so dire esattamente se, pagando il riscatto per € 45 mila e rotti, economicamente questi soldi le saranno restituiti in futuro sulla sua pensione: non ho software per fare calcoli di convenienza.
Certo è che, pagando il riscatto della laurea:
- anticiperebbe di due anni la data della pensione;
- la sua pensione verrebbe calcolata sul massimo dell'anzianità pensionistica.
R2) con l'ultima manovra del Governo di agosto, è stata prorogata di un anno anche per i dipendenti della scuola la data della pensione, dopo il raggiungimento dei requisiti.
Tuttavia:
- da commenti sulla normativa, il pensionamento "coatto" per chi raggiunge i 40 anni di contributi è rimasto invariato (ossia, il MIUR manda via d'ufficio i dipendenti con 40 anni di contributi, senza finestra ulteriore di 12 mesi);
- il decreto legge dovrà essere convertito in legge, è in discussione in questi giorni, e non so se ci saranno ulteriori modifiche.
R3) Credo che Lei intenda di chiedere le dimissioni avendo pagato il riscatto della laurea.
non ho software per calcolare la sua pensione, ce l'hanno appositamente invece sindacati e patronati, quindi la "penalizzazione economica" non gliela so dire, non faccio consulenza pensionistica così "spinta".
 
Per concludere, a mio modestissimo parere, il gioco non varrebbe la candela: pagare 45 mila euro per il riscatto, non credo che faccia "progredire" di molto la sua pensione (nel senso che magari recupererà questi soldi con la pensione ma in tempi molto lunghi - magari con aumento di poche centinaia di euro in più al mese).
Ma se ragionasse invece tra il dovere lavorare più anni, ed anticipare di due anni invece il meritato riposo pensionistico, a questo punto ciò potrebbe, magari, orientare la sua decisione finale.
 
COMUNQUE, SI FACCIA CONFERMARE QUESTI CALCOLI DA UN SINDACATO O PATRONATO.

^ SU


Finanziaria 2011 e allungamento finestra pensioni scuola 1

D: sono nato nel 1952 e, a tutt'oggi, ho 36 anni di servizio. contavo di andare in pensione a settembre 2012 (60 anni di età e 37 di servizio). in base alla nuova finanziaria 2011, maturerò il diritto nel 2013 (sic!)?
 

R: Secondo il Decreto-Legge n.138/2011 dovrebbe essere proprio così.

Il  personale  della  scuola  che  matura  il  requisito  per  il pensionamento  dopo  il  31 dicembre 2011 dovrà attendere un anno di più per il pensionamento.
La "finestra" di uscita dal servizio, da sempre prevista per la scuola al 1° settembre dell'anno in cui si matura il diritto a pensione, viene spostata in avanti di un anno.
Per effetto della modifica apportata dal decreto legge, la vecchia disposizione risulta così integrata:
"Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell'accesso al trattamento  pensionistico,  che  la  cessazione  dal  servizio  ha  effetto dalla  data  di inizio dell'anno scolastico e accademico dell'anno successivo, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell'anno."

Si salvano dalla "finestra" coloro che il requisito al pensionamento (si presume per limite di età o di servizio) lo maturano entro il 31 dicembre 2011.


^ SU


TFR personale ruolo dopo supplenza

D: Date le numerose immissioni in ruolo di quest'anno e, per non creare eventualmente lavoro inutile, mi piacerebbe avere il suo parere su questa questione:
per il personale Supplente in regime di TFR che  entra in ruolo è corretto elaborare il Progetto TFR (cumulativo) fino alla data di immissione in ruolo e inviarlo nella scuola di titolarità?

Per progetto TFR (quello con gli importi mensili: base+IIS +XIII mens.+RPD) intendo quello da mandare all' INPDAP in caso di interruzione ed è cumulativo nel senso che l'ultima scuola lo elabora con i servizi continuativi di tutte le scuole precedenti.

Queste erano delle indicazioni avute alla nascita del TFR ma sono ancora opportune?

Non so se stata chiara ma in pratica, quando un supplente va in ruolo cosa fate per quanto riguarda il TFR?
 

R: Se dal termine della supplenza annuale sino alla data di effettiva immissione in ruolo (decorrenza economica) c'è interruzione, è obbligatorio fare un regolare Mod.TFR1 ed inviato telematicamente all'Inpdap.
Se NON c'è interruzione, ma continuità (31/08-01/09), non vedo l'utilità nè la necessità di fare un Mod.TFR ed inviarlo alla scuola di nuova titolarità, non ne ho mai sentito parlare nè so di circolari o indicazioni che ne dispongano l'obbligo.


^ SU


TFR supplente astensione obbligatoria

D: UNA SUPPLENTE IN ASTENSIONE OBBLIGATORIA E' STATA NOMINATA, AI SOLO FINI GIURIDICI, SU UN'ASSENZA DI UN DOCENTE DI SCUOLA INFANZIA.
LA SUPPLENTE VIENE PAGATA DAL TESORO. HA DIRITTO AL TFR CHE DEVE COMUNICARE LA SCUOLA? E PER QUALE PERIODO?

R: Ai sensi della Circolare Inpdap n.30/05:
"L'indennità di maternità (pari  all'80% dell'ultima retribuzione percepita) corrisposta dopo la risoluzione del rapporto di lavoro ai sensi dell'art. 17 della legge 1204/71 e successive modifiche ed integrazioni, non è utile ai fini TFR.
In analogia a quanto già avviene in caso di assenze retribuite o parzialmente retribuite, l'eventuale intera retribuzione fissa mensile corrisposta alle supplenti  che sottoscrivano un contratto a tempo determinato pur trovandosi già in astensione obbligatoria per maternità è utile ai fini della predetta prestazione ed è assoggettato a contribuzione (sempre per il solo periodo di interdizione obbligatoria coperto da contratto).

Pertanto nel Mod.TFR1:
- va riportata la retribuzione virtuale pari alla retribuzione fissa mensile - dall'inizio della supplenza sino alla cessazione della stessa;
- NON va riportata l'indennità di maternità - dal giorno successivo alla cessazione della supplenza sino al termine dei tre mesi per puerperio.


^ SU


Requisiti pensionistici 5

D: sono nato a novembre del 1952 e a marzo 2012 maturerò 36 anni di servizio nella scuola come docente; quando si aprirà per me la prima finestra utile per andare in pensione?

R: Secondo i dati forniti, ai fini pensionistici:

NEL CORRENTE ANNO 2011:
NATO NEL 1952 = ETA' ANNI 59
ANNI DI SERVIZIO = 35

Non so se Lei ha conteggiato tutti gli anni mesi e giorni, compreso il pre-ruolo, e se ha fatto domanda di riscatto della laurea.

Per la pensione, a decorrere dal 1° Gennaio 2011 le regole sono le seguenti.

I lavoratori dipendenti potranno accedere alla pensione d'anzianità con la quota minima di 96.
Il requisito per ottenere la pensione è dato dalla somma dell'età anagrafica e del numero dei  contributi versati (il requisito contributivo minimo è pari a 35 anni).
Dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012, la quota passa a 96 e l'età minima è fissata a 60 anni.

Poichè Lei nel 2012, all'età minima pensionabile di 60 anni, raggiunge la quota minima di 96 (tra età e contributi), avrà diritto alla pensione di anzianità.

Tenga conto, tuttavia delle nuove regole della Legge n.148/2011, di conv. del D.L. n.138/2011:
Infatti, il  personale  della  scuola  che  matura  il  requisito  per  il pensionamento  dopo  il  31 dicembre 2011 dovrà attendere un anno di più per il pensionamento.
La "finestra" di uscita dal servizio, da sempre prevista per la scuola al 1° settembre dell'anno in cui si matura il diritto a pensione, viene spostata in avanti di un anno.
Si salvano dalla "finestra" coloro che il requisito al pensionamento (si presume per limite di età o di servizio) lo maturano entro il 31 dicembre 2011.


^ SU


Requisiti pensionistici 6

D: Sono un assistente tecnico prossimo alla pensione, Le sarei grado di una risposta precisa in merito al quesito: alla data del 31 Agosto 2013, maturo anni 40 e 7 mesi di contribuzione; la domanda è: posso andare in pensione il primo settembre 2012, essendo nato nel 1954?

R: Dopo l'ultima manovra estiva 2011,  i requisiti li potrà raggiungere con la pensione di anzianità:

1) o con la c.d. "quota" (mix età anagrafica + contributiva almeno 36), nella quale però occorre avere almeno 61 anni età (+ 3 mesi), - quindi per Lei si applcherebbe la quota 97 + 3 mesi - che Lei raggiunge nel 2015; 
2) o con 40 anni di contribuz. indipendentemente dall'età, che Lei matura nel 2013 (Le mi ha indicato maturarli a gennaio 2013, + 7 mesi ad agosto 2013)
 
Poichè dal 2012 occorre aspettare cmq da 12 a 14 mesi per andare in pensione, da quando Lei matura i requisiti: 
- nel caso 1): maturazione quota 97 + 3 mesi = 2015, pensione dal 1^ sett. 2016 (decorrenza + 12 mesi)
- nel caso 2): maturazione 40 anni =  2013, pensione dal 1^ nov. 2014 (decorrenza + 14 mesi)

^ SU


TFR e spezzoni orari

D: Nell'anno scolastico 2010/2011 ho lavorato nel ruolo di insegnante di sostegno della scuola primaria con incarico a tempo determinato (fino al 30 giugno) conferitole dall’USP. L'incarico prevedeva 12 ore in una scuola e le rimanenti 12 in un'altra.

Recentemente ho ricevuto un bonifico dell’INPDAP corrispondente al pagamento della metà  del TFR, quello concernente il servizio svolto presso una delle due scuole, ma ho scoperto che l'altra scuola non ha inoltrato all'INPDAP nessun documento.

Contattate telefonicamente e anche per iscritto, ognuna delle due scuole continua a ritenere di essere nel giusto e nessuna delle due segreterie si adopera per integrare la pratica.

In questo caso, l'obbligo della compilazione e dell'invio del modello TFR/1, con passaggio di notizie sui supplenti da una scuola all’altra, chi ce l'ha? Ogni scuola deve provvedere per conto proprio o una delle due doveva mettere insieme le carte ed inviare una sola pratica?

R: Il caso è il secondo che Lei cita: "una delle due doveva mettere insieme le carte ed inviare una sola pratica".

In caso di spezzoni orari, è l'ultima scuola di servizio che mette insieme i periodi delle altre scuole inviando un unico TFR, oppure in caso di termine contemporaneo è la scuola che "amministra" il dipendente, oppure è un accordo tra le scuole.
Cmq l'obbligo di mettere tutto insieme in un unico Mod.TFR/1 all'Inpdap c'è, deve insistere con la scuola che ha già inviato il Modello TFR, può sempre fare un'integrazione con i servizi dell'altra (Mod. TFR/2).

^ SU


Requisiti pensionistici 7

D: Nato nel 1952, al 31/08/2011 39 anni 5 mesi 17 giorni di contributi, gradirei sapere se sono nelle condizioni di presentare la domanda di pensionamento con i 40 anni di servizio, considerando che i 40 anni si concretizzano al 16/02/2012 e quindi prima della scadenza di solito fissata per la presentazione delle istanze.

R: Con le nuove modifiche introdotte dalle leggi di questa estate, dal 2012 anche nella scuola chi  matura  i  diritti  tra  il  1^  gennaio  ed  il  31  agosto  potrà  cessare  al  1^  settembre  del medesimo  anno,  ma   dovrà  attendere  un  anno  prima  di  accedere  al  trattamento pensionistico (finestra di uscita). 

Questa nuova regola non si applica a chi matura i diritti per il trattamento pensionistico entro il 31.12.2011.
 
Credo che, poichè Lei matura il diritto dei 40 anni a febbraio 2012, potrà presentare la domanda ma la pensione le verrà data al 1^ ott. 2013 (poichè le nuove regole in tal caso sommano nel 2012 12 mesi + un altro mese), rimanendo di fatto in servizio per un altro anno scolastico.
 
Neanche con i requisiti della pensione di anzianità potrà "uscire" al 1^ sett. 2012: compiendo 60 anni nel 2012, la quota minima 96 sarà raggiunta (60 + 36) ma si applica comunque la regola della finestra dei 12 mesi.

^ SU


Retribuzioni e compensi accessori:


Fondo d'Istituto e 2^ Posizione Economica

D: sono AT in un istituto statale superiore ed è il secondo anno che svolgo anche attività di GESTIONE del magazzino.
Da sempre, nella mia scuola, a questa impegnativa attività aggiuntiva è stato riservato un finanziamento dal fondo d’istituto, ma da quest’anno lo si vuol togliere poiché sono stato tra i vincitori del concorso per la seconda posizione, quindi mi si dice che dovrò svolgere tale attività di GESTIONE
senza un ulteriore compenso derivante dal fondo d'istituto.
E' così? Può darmi una sua opinione in merito ed eventualmente indicare quali mansioni devono essere svolte da chi gode della seconda posizione senza avere ulteriori benefici economici.

R: la normativa è abbastanza chiara al riguardo, gliela fornisco di seguito:

ACCORDO NAZIONALE TRA MIUR E OO.SS.
concernente l’attuazione dell’articolo 2, comma 3, della sequenza contrattuale (ex art. 62 ccnl/2007) sottoscritta il 25 luglio 2008

ART.4 - organizzazione del lavoro
4.1. Nell’ambito delle modalità definite secondo quanto indicato al comma 2, il personale titolare della seconda posizione economica è tenuto .... alla collaborazione con l’ufficio tecnico per l’area tecnica.
4.2. I compiti del personale beneficiario della posizione economica di cui al presente Accordo sono determinati nell’ambito del piano delle attività di cui all’articolo 53 comma 1 del CCNL 29 novembre 2007. L’attribuzione dei medesimi, è effettuata dal Dirigente scolastico con le modalità ed i criteri individuati mediante la contrattazione integrativa di istituto ai sensi dell’articolo 6 del CCNL 29 novembre 2007.
4.3. Al personale beneficiario della posizione economica non possono essere assegnati incarichi specifici di cui all’articolo 47, comma 1 lettera b) del ccnl/2007, che comportino ulteriore incremento di retribuzione.
4.5. In prima applicazione, gli effetti giuridici ed economici delle posizioni economiche previste dal presente Accordo decorrono dal 1° settembre 2009.  La corresponsione del beneficio economico avviene non prima del superamento del corso di formazione di cui al successivo articolo 9.
4.6. All’inizio dell’anno scolastico 2009/2010, il personale utilmente collocato nella graduatoria di cui al successivo art. 6, comma 4, è immediatamente individuato, in relazione al numero delle posizioni
economiche attribuibili e, comunque, sotto condizione sospensiva del regolare inserimento nella graduatoria definitiva, nel piano delle attività del personale ATA predisposto dal DSGA. La designazione, da effettuare, nel contesto di quanto previsto dall’art. 53 del CCNL/2007, è finalizzata a concretizzare efficacemente la corrispondenza tra decorrenza giuridica ed economica del beneficio contrattuale di cui al precedente comma 5, rispetto all’attività lavorativa da espletare in conseguenza dell’attribuzione del
beneficio economico.

Come vede, il compenso che Lei percepisce dal Tesoro quale beneficio economico della 2^ Posizione, pari a € 1.800,00 annui (€ 183,64 mensili) la "indennizza" per il maggior lavoro che Lei svolge nell'Ufficio Tecnico.
La normativa sopra riportata, tuttavia, non esclude ulteriori compensi a carico del Fondo d'Istituto, sono esclusi solo gli Incarichi Specifici.
La valutazione di quali "ulteriori" mansioni dovere svolgere spetta comunque al DSGA della sua scuola nel Piano delle Attività, con il quale Lei si dovrebbe rapportare, ai fini della proposta da inserire in contrattazione.


^ SU


Ind. Funzioni Superiori e 2^ Posizione Economica

D: Ai fini della liquidazione dell'indennità di funzioni superiori ad un assistente tit. della 2^ posizione è da considerare anche l'importo di tale beneficio (in dettaglio 1800/13*12 = 1661.54)?

R: Secondo autorevoli riviste e commentatori (Amministrare La Scuola e PAIS):
L'indennità di funzioni superiori (all'A.A. beneficiario della 2^ pozione economica, e che sostituisce il DSGA per periodi superiori a 15 giorni) è determinata come differenza tra lo stip. iniziale del DSGA e quello iniziale dell'A.A. (compresa l'Ind. di Vacanza contrattuale dal 01/07/2010), senza alcuna decurtazione (ossia nè i 1.800 euro della 2^ pos. economica, nè il CIA in godimento nella posiz. di A.A.).

Ad oggi, non ci sono stati chiarimenti ufficiali dal parte del MIUR o del Tesoro.


^ SU


Pagamento indennità di maternità fuori nomina

D: Una docente in ast.obbligatoria è coperta da nomina per n° 9 ore settimanali dal 15/01/2011 al 20/02/2011.
Dal 24/01/2011 al 04/03/2011 accetta ulteriori 9 ore.
Dal 21/02/2011 dovrà percepire l'indennità di maternità fuori nomina per n°9 ore oppure no?
Sarà l'altra scuola (contratto dal 24/01/2001 al 04/03/2011) a dover pagare l'indennità?

R: Le riporto un chiarimento che ho trovato:
Per tutta la durata del congedo obbligatorio per maternità
- spetta la retribuzione intera fino alla scadenza del contratto in corso (e delle sue eventuali proroghe);
- spetta l'indennità di maternità "fuori nomina" (ultima retribuzione ridotta all'80%) nel solo intervallo non coperto tra un primo contratto scaduto ed un'eventuale seconda supplenza. Un secondo contratto con la stessa o con altra Scuola comporta nuovamente la retribuzione intera a carico della Scuola che l'ha stipulato, con la contestuale sospensione dell'indennità di maternità da parte della Scuola che la erogava.


^ SU


Compensi al docente vicario con e senza DS reggente

D: Nel caso il D.S. sia assente da diversi mesi e non sia stato nominato il reggente, al vicario spetta l'adeguamento alla funzione superiore? Se sì in che modo va richiesta? E cosa spetta al vicario quando viene nominato il reggente?

R: Per quello che si sappia:
1) in caso di assenza o impedimento del DS reggente per periodi superiori ai 15 giorni, al docente vicario della sede sono attribuiti i seguenti compensi:
a) indennità di funzioni superiori (differenza degli stipendi iniziali di inquadramento di docente laureato e DS)
b) indennità di reggenza, pari al 100% dell'indennità di funzioni superiori
2) quando viene nominato il DS reggente, al docente vicario della sede è attribuito il seguente compenso:
a) indennità di reggenza, per periodi superiori ai 15 giorni, pari al 50% dell'indennità di funzioni superiori

Entrambe tali indennità sono liquidate e poste a carico del bilancio della Scuola.

Faccio notare che il MIUR, nella nota n.10773 del del 11/11/10 di predisposizione del Programma Annuale 2011, ha affermato che per il finanziamento alle scuole delle due indennità su riportate, non è disponibile al momento una specifica risorsa finanziaria. Tale problema sarà risolto a livello nazionale in sede di confronto
sindacale.


^ SU


Mancato pagamento P.O.N.

D: Lo scorso anno scolastico ho partecipato ad un P.O.N. che si è realizzato nella mia scuola nel ruolo di tutor, ma a distanza di quasi un anno non sono stata retribuita e  la segreteria sostiene che ancora non sono stati accreditati i fondi. E' possibile tutto questo, considerando che tutte le altre scuole del territorio hanno assolto a tutti i pagamenti? A chi posso rivolgermi per sapere la verità?

R: Non lavorando in Campania, nè tantomeno con i PON, non conosco la situazione.
Potrebbe tentare di scrivere comunque delle lettere a:
- scuola che la deve pagare;
- Regione Campania, a cui compete l'erogazione dei fondi;
citando la Legge n.241/90 per il rispetto dei termini legali (30 girni) entro cui vuole avere risposte, altrimenti dovrà adire le vie legali (diffida tramite Avvocato).


^ SU


Pagamento Indennità funzioni superiori

D: Datesi che la flcscuola ha comunicato che vi era stato un accordo con l'Aran per il pagamento dell'Indennita' di Funzione Superiore tramite DTEF su cedolino di stipendio per gli Assistenti Amm.vi FF.Dsga e non si hanno notizie da allora, visto che con circolare del MIUR hanno > intimato ai Dirigenti Scolastici di non pagare pena rimborso personale, il quesito è: posso o possiamo adire l'autorità giudiziaria od il Tar per le  nostre spettanze?

R: L'ultima notizia che mi risulta, in merito all'Indennità di Funzione Superiori che Lei dice, è la seguente:
http://www.flcgil.it/scuola/finanziamenti-alle-scuole-positiva-soluzione-per-il-pagamento-dell-ora-alternativa-e-per-l-indennita-di-sostituzione-del-dsga.flc
dove non risulta l'accordo all'Aran che lei dice: forse è nelle intenzioni, ma non è stato ancora stipulato.....

E' anche vero che il MIUR ha dichiarato ciò che Lei dice, in un paio di circolari.

Io credo che si possa restare in attesa di decisioni da parte del MIUR e del MEF, che dovranno avvenire necessariamente in un prossimo futuro.


^ SU


Ritenute per compensi a pensionati

D: Un docente in pensione viene incaricato dalla scuola ad effettuare un progetto di recupero rivolto agli alunni, per un compenso forfettario di circa 350,00 lordi. Al momento della liquidazione la scuola trattiene e versa la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso (prestazione occasionale). Ci sono altre ritenute da versare da parte della scuola? L’interessato oltre alla pensione dichiara di non percepire altri compensi nell’anno solare di riferimento.

R: Occorre aggiungere l'Irap 8,5% a carico della scuola, perciò credo che il compenso lordo dovrebbe essere omnicomprensivo anche dell'Irap.


^ SU


Docente vicario: problemi indennità reggenza e di funzioni superiori

D: Sono un insegnante con mansioni superiori a primo collaboratore vicario in una scuola a reggenza. Secondo le ultime direttive del MIUR i Dirigenti reggenti non possono dare nessuna retribuzione al 1° collaboratore al quale, per legge, spetterebbe la metà dello stipendio del Dirigente reggente e quindi, non ho percepito nulla, fino a questo momento. Come mi devo comportare? Sono dell'avviso che l' unione fa la forza, quindi se tutti i primi collaboratori si facessero sentire, forse....potremmo avere qualche speranza.
In quanto, poi, alla sostituzione delle ferie estive del Dirigente, è assodato che dobrebbe essere sostituito dal 1° collaboratore senza alcun compenso. E se il 1° collaboratore si rifiuta? Che succede? Mi
sembra assurdo che da una parte si dice che "le ferie sono inrinunciabili" e quindi il Dirigente deve prenderle, dall' altra, poi, la scuola non può restare scoperta,ma il 1° collaboratore non sarà ricompensato. Mi sembra una contraddizione enorme. Chi mi sa rispondere? Cosa si può fare per far sentire la nostra voce?

R: Circa il suo primo quesito, le riporto quanto so.
Il docente vicario, nelle istituzioni scolastiche affidate in reggenza al dirigente scolastico di un'altra scuola, ha diritto a percepire:
- l'indennità di direzione, nella misura del cinquanta per cento, ordinariamente; per intero, in caso di assenza del reggente;
- l'indennità di funzioni superiori (impropriamente di reggenza), nella misura della metà della differenza tra lo stipendio unico del dirigente scolastico e il gradone iniziale nel quale è inquadrato il vicario (art. 69
del contratto del 4 agosto 1995, richiamato dall'art. 146 del vigente contratto).
Il pagamento delle indennità di direzione e di funzioni superiori non è a carico del fondo dell'istituzione scolastica: infatti il CCNL scuola vigente, all’art. 146, richiama esplicitamente in vigore le norme citate, ma aggiunge: “fondi non a carico del CCNL della scuola”.
Le scuole devono richiedere e ricevere fondi a parte, al momento tuttavia non disponibili, come precisato nelle istruzioni ministeriali sul programma annuale 2011 del 15 novembre 2010, che rinviano ad un successivo «confronto sindacale a livello nazionale». Nell’occasione, peraltro, viene richiamata l’attenzione sulla responsabilità del dirigente in caso di assunzione di impegni di spesa in assenza della necessaria copertura finanziaria.
In un incontro del 1^ marzo tra MIUR e sindacati, la soluzione non è stata trovata poichè, a detta del Dirigente del MIUR, "permangono resistenze del MEF e dello stesso MIUR a riconoscere l’obbligo di retribuire i docenti nello stesso modo degli assistenti amministrativi."
Recentemente, il 1^ giugno 2011 è stata anche firmata l'intesa per le risorse del FIS per il 2011/2012, ma qui non è ancora stata trovata una soluzione: infatti, per le indennità di funzioni superiori permane ancora il problema per i docenti che sostituiscono i dirigenti, mentre è stato risolto positivamente il problema del pagamento dell’indennità di funzioni superiori per il sostituto del Dsga che è stato spostato a carico del MEF.

Qualche rivista diceva anche che, dal 1° gennaio 2011, per effetto dell'introduzione del cedolino unico, provvederà a liquidare le indennità la Direzione provinciale dei servizi vari, sulla base di ordinativi dell'istituzione scolastica. Ciò non è avvenuto, poichè la recente circolare sul Cedolino Unico emanata dal MIUR, tra le voci liquidabili non cita tali indennità.

In merito a come ci si deve comportare, non posso essere certo io a dirlo, credo che bisognerebbe continuare a protestare sia a livello sindacale che singolo presso il MIUR, affinchè si arrivi ad una soluzione. So, per averlo letto su Internet, che certi sindacati, dopo le diffide al MIUR, vogliono proporre dei ricorsi al TAR. Anche perchè si rileva che la posizione del MIUR è contra legem, in quanto un compenso contrattualmente dovuto costituisce precisa obbligazione giuridica in favore dell’avente diritto, a pena di soccombenza in giudizio.

Circa il suo secondo quesito, le confermo che il docente vicario sostituisce il DS in ferie, e per assenze superiori a 15 giorni l'indennità di funzioni superiori spetta in misura intera.
Mi sembra di ricordare che il nuovo D.Lgs. 150/09 non contempli più la funzione di 1^ vicario di un Dirigente, ma i due nominati (ai sensi del CCNL) abbiano pari funzioni e responsabilità.
Credo anche che il docente vicario non si possa rifiutare di sostituire il DS in ferie, rientrando nell'incarico conferitogli.


^ SU


Varie compensi esami di Stato

D: Una commissione d'esami di stato opera su due scuole diverse nello stesso comune (Liceo Classico una classe Liceo scientifico un'altra classe)I compensi chi li liquida? La scuola individuata dal Ministero come prima sede? ed i membri interni li liquida tutti una scuola o ogni scuola liquida quelli di pertinenza? Inoltre se agli esami di sto partecipano alunni diversamente abili ed il presidente intende avvalersi del docente di sostegno, tenuto conto che in un istituto d'arte a seguire l'alunno durante l'anno scolastico vi sono stati due docenti di sostegno, uno per area umanistica e laltro per area tecnico scientifico, il DS che fa indica per la prova di italiano uno per la prova rtistica l'altro? Se è così il compenso di € 171,00 deve essere liquidato ad ogni docenti o deve essere diviso tra i due docenti?
 
R: PRIMO QUESITO
Nota MPI n.7054 del 02/07/07 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=2230):
"I compensi spettanti ai componenti le commissioni costituite con classi appartenenti ad istituti diversi sono corrisposti dall’istituto individuato quale sede di insediamento della commissione."
 
Una nota dell'USP di Bologna (n.7473 del 24/06/10 - http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=4155&catid=7) invece parla di "accordo tra le scuole":
"Relativamente alle Commissioni d’Esame formate da due classi di Istituzioni Scolastiche Statali diverse, la spesa dovrà essere sostenuta, previo accordo fra le Scuole interessate, da una sola Istituzione Scolastica che, naturalmente, la segnalerà per il finanziamento nella rilevazione ministeriale."
 
Alcune note dell'USR Lazio (tra cui l'ultima n.15543 del 23/06/10 - http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=4146&catid=7) invece distinguono tra componenti interni ed esterni:
"Nel caso in cui la commissione d’esame sia formata da due classi statali e che operi in due  istituzioni  statali diverse, le  istituzioni  statali  provvederanno  a  pagare  ciascuna  per proprio  conto  i  compensi  ai  membri  interni,  mentre  pagheranno  in  proporzione  il presidente  ed  i  membri  esterni."
 
Che confusione, non so se il vs. USR abbia dato istruzioni in merito (CREDO SIA IL CASO DI PORRE LORO UN QUESITO), ma la soluzione più giusta credo sia quella del MIUR.
 
SECONDO QUESITO
Quanti docenti di sostegno e quali debbano essere nominati, sinceramente non lo so, è un adempimento che spetta al Presidente secondo l'O.M. degli esami di stato.
In merito al loro pagamento per gli esami (ed anche alla loro nomina) puoi guardare la nota MPI n.6344 del 19/06/07 - http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=2229.
Non so (non essendoci nessuna normativa o circolare) se nel caso di due docenti di sostegno nominati per l'esame, spettino due compensi o solo uno diviso in due, opterei però per due compensi di € 171.

^ SU


Compenso esami di Stato docente sostegno

D: Un nostro docente di sostegno del CSA con contratto fino al 30 giugno, viene nominato dalla commissione per determinati giorni.
Il contratto viene fatto a giorni e riceverà esclusivamete il compenso forfettario?
Oltre al compenso forfettario deve essere retribuito per i giorni servizio?

R: Per tale tipologia di docente nominato quale commissario dal Presidente:

- per la eventuale proroga del contratto, consulta la nota MPI n.14187 del 11/07/07 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=2234) - ma molti interpretano nel senso che, trattando di personale esperto estraneo nominato appositamente dal Presidente, non spetterebbe la proroga del contratto, io propenderei per quest'ultima ipotesi

- per i giorni del contratto: se fai la proroga, andrebbe fatto un contratto di supplenza dal DS, credo, solo per i giorni di effettivo svolgimento dell'Esame e sua partecipazione (agli scritti ed alla loro relativa
valutazione, alla prova orale dell'alunno e relativa valutazione); se viene nominato quale "esperto" dal Presidente, gli si fa una nomina quale esperto, appunto, per tutta la durata dell'Esame in base alle necessità dell'alunno disabile

- per la partecipazione agli esami, non è previsto nessun compenso aggiuntivo particolare ma solo quello forfettario (€ 171) - nota MPI n.6344 del 19/06/07 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=2229), e art.4 del D.I. sugli esami di Stato del 2007 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=2230&catid=7)


^ SU


Ore eccedenti pers. di ruolo e supplente

D: Nel caso di ore eccedenti per  sostituzione di colleghi assenti alla secondaria, è corretto dare 1/65 dello stipendio e IIS della posizione iniziale ai docenti con orario di cattedra e ai docenti con orario inferiore, sia che siano di ruolo che supplenti?

R: Analizziamo il CCNL 29.11.2007
L'art. 30 - Attività aggiuntive e ore eccedenti, così dice:
"1. Le attività aggiuntive e le ore eccedenti d'insegnamento restano disciplinate dalla legislazione e dalle norme contrattuali, nazionali e integrative, attualmente vigenti all'atto della stipula del presente CCNL."

In tema di ore eccedenti occorre quindi ancora fare riferimento all'art. 70 del ccnl 4.8.1995, che dispone:
"1. Per il pagamento delle ore di insegnamento eccedenti l'orario d'obbligo non rientranti nelle attività aggiuntive di insegnamento di cui all'art. 43, comma 2, il cui finanziamento grava sul fondo d'istituto, si applica il criterio di calcolo di cui all'art. 88, comma 4, del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417. Ogni ora eccedente effettivamente prestata viene pertanto retribuita in ragione di 1/78 dello stipendio tabellare in godimento dell'interessato.
2. Il compenso per le ore eccedenti prestate nell'attività di approfondimento effettuata negli istituti professionali viene calcolato a norma del comma precedente ed integrato, a carico dello stanziamento previsto per il fondo d'istituto, di cui all'art. 71, comma 2, lett. c), dell'importo necessario a raggiungere il compenso orario lordo di lire 37.000 per i docenti diplomati e di lire 41.000 per i docenti laureati.
3. Per il pagamento delle ore di insegnamento eccedenti l'orario d'obbligo prestate in sostituzione dei colleghi assenti o su cattedre con orario settimanale superiore a quello obbligatorio di insegnamento o in classi collaterali disponibili per l'intero anno scolastico ovvero nei corsi integrativi per i diplomati di istituto magistrale o di liceo artistico, continuano ad applicarsi, a decorrere dall'inizio del biennio 1994/95 le disposizioni di cui all'art. 6 del D.P.R. 10 aprile 1987, n. 209 ed all'art. 3 - comma 10 - del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399.
4. I criteri di calcolo di cui ai precedenti commi 1 e 3 possono applicarsi, ove ne ricorrano le condizioni e con i necessari adeguamenti derivanti dal diverso orario obbligatorio di insegnamento, anche agli insegnanti di scuola materna ed elementare."

Si applica il criterio di calcolo di cui all'art. 88, comma 4, del d.P.R. 31 maggio 1974, n. 417: ogni ora eccedente effettivamente prestata viene retribuita in ragione di 1/78 dello stipendio tabellare in godimento dell'interessato. Il parametro è determinato dal fatto che 18 ore settimanali per 52 settimane all'anno sono pari a 936 ore annuali e perciò a 78 ore mensili.

Nella scuola media e superiore, il compenso è pari ad 1/65 (1/78 aumentato del 20%) della retribuzione mensile iniziale del livello d'appartenenza, comprendente anche l'IIS.

Per la liquidazione di questi compensi al personale docente con contratto a tempo determinato, in servizio presso la scuola secondaria, con orario settimanale di cattedra inferiore alle 18 ore, bisogna calcolare l'orario medio, al fine di verificare l'effettivo superamento dell'orario obbligatorio d'insegnamento, rapportato al periodo di nomina. Il trattamento economico fino alle 18 ore settimanali è riferito allo stipendio tabellare e alla iis, mentre le eventuali ore in eccedenza le 18, sono compensate come per tutto il restante personale.
La formula per il calcolo dell'orario "medio" di servizio è precisata nella cm 23.12.1983, n. 360 ed è la seguente:

orario servizio settimanale inferiore alle 18 ore x 52 (n. settimane annue) (12 mesi) x n. giorni supplenze (30 giorni)


^ SU


Compensi al docente vicario

D: VORREI CHE LEI MI CHIARISSE COSA C'E' DI VERO SUL FATTO CHE DA QUEST'ANNO NON VERRA' PIU' CORRIPOSTO IL COMPENSO AL DOCENTE COLLABORATORE CHE SOSTITUISCE IL DIRIGENTE SCOLASTICO NEL SUO PERIODO DI FERIE E SE COSI' E' PUO' INDICARMI LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO?

R: Il docente vicario, durante l'assenza del DS nei giorni di ferie, ha diritto a percepire:
- l'indennità di direzione nella misura intera;
- l'indennità di funzioni superiori, nella misura della metà della differenza tra lo stipendio unico del dirigente scolastico e il gradone iniziale nel quale è inquadrato il vicario (art. 69 del contratto del 4 agosto 1995, richiamato dall'art. 146 del vigente contratto).

Il pagamento delle indennità di direzione e di funzioni superiori non è a carico del fondo dell'istituzione scolastica: infatti il CCNL scuola vigente, all'art. 146, richiama esplicitamente in vigore le norme citate, ma aggiunge: "fondi non a carico del CCNL della scuola".
Le scuole devono richiedere e ricevere fondi a parte, al momento tuttavia non disponibili da parte del MIUR, come precisato nelle istruzioni ministeriali sul programma annuale 2011 del 15 novembre 2010, che rinviano ad un successivo «confronto sindacale a livello nazionale». Nell'occasione, peraltro, viene richiamata l'attenzione sulla responsabilità del dirigente in caso di assunzione di impegni di spesa in assenza della necessaria copertura finanziaria.

In un incontro del 1^ marzo tra MIUR e sindacati, la soluzione non è stata trovata poichè, a detta del Dirigente del MIUR, "permangono resistenze del MEF e dello stesso MIUR a riconoscere l'obbligo di retribuire i docenti nello stesso modo degli assistenti amministrativi."
Recentemente, il 1^ giugno 2011 è stata anche firmata l'intesa per le risorse del FIS per il 2011/2012, ma qui non è ancora stata trovata una soluzione: infatti, per le indennità di funzioni superiori permane ancora il problema per i docenti che sostituiscono i dirigenti, mentre è stato risolto positivamente il problema del pagamento dell'indennità di funzioni superiori per i sostituti dei Dsga che è stato spostato a carico del MEF.

Qualche rivista diceva anche che, dal 1° gennaio 2011, per effetto dell'introduzione del cedolino unico, provvederà a liquidare le indennità la Direzione provinciale dei servizi vari, sulla base di ordinativi
dell'istituzione scolastica. Ciò non è avvenuto, poichè la circolare sul Cedolino Unico emanata dal MIUR, tra le voci liquidabili non cita tali indennità.

E' un problema, questo, a livello nazionale che coinvolge i docenti vicari di tutte le scuole d'Italia.
Credo che bisognerebbe continuare a protestare sia a livello sindacale che singolo presso il MIUR, affinchè si arrivi ad una soluzione. So, per averlo letto su Internet, che alcuni sindacati, dopo le diffide al MIUR, vogliono proporre dei ricorsi al TAR. Anche perchè si rileva che la posizione del MIUR è contra legem, in quanto un compenso contrattualmente dovuto costituisce precisa obbligazione giuridica in favore dell'avente diritto, a pena di soccombenza in giudizio.


^ SU


Rimborso spese viaggio x presidente esami licenza media

D: vorrei sapere se il compito del presidente degli esami di licenza media è un compito di verifica e controllo e quindi allo stesso spetta o meno ilo rimborso delle spese di viaggio (sempre rispettando il rimborso delle spese più convenienti, per il rimborso delle spese di benzina, sempre dietro richiesta e concessione di autorizzazione all'uso del mezzo proprio ecc....)

R: A mio modesto parere, non spetta più il rimborso delle spese di benzina (c.d. indennità chilometrica) per il presidente degli esami di licenza media, in quanto tale servizio non è configurabile nè come attività ispettiva nè di controllo, ai sensi del D.L. 31/05/10 conv. in L. 30/07/10 n.122). Purtroppo, un chiarimento specifico in materia non è stato emanato nè dal MIUR nè da USR o USP, che io sappia.

Le allego qualche doc trovato su Internet in merito: l'ANP sarebbe contraria, la DirPresidi invece lo giustifica solo se non esistono mezzi pubblici o sono talmente disagevoli (dimostrazione del Presidente interessato), Italia Oggi sembrerebbe orientato come la DirPresidi.


^ SU


Inclusione festività calcolo indennità funzioni superiori

D: Sono un assistente amministrativo ed ho sostituito il DSGA, assente per ferie, dal 01/08/2011 al 27/08/2011. L'indennità di funzioni superiori da liquidarmi è per gg. 27 o per gg. 23, con esclusione delle domeniche e del 15.08 (festivo)?. Il DSGA ha richiesto, ovviamente, gg. 23 di ferie.

R: L'Indennità in questione è attribuita per i periodi di sostituzione superiori a 15 giorni e "per l'intera durata della sostituzione" -

Come anche chiarito dalla C.M. n.363 del 23/07/96, "per periodo di assenza o impedimento deve intendersi un periodo di mancato esercizio della funzione che non presenti soluzione di continuità" e "detta soluzione di continuità va comunque esclusa nel caso in cui tra due o più periodi di mancato esercizio delle funzioni si interpongano una o più giornate festive continuative."

Pertanto, a mio parere, il pagamento deve essere fatto per tutti i giorni di sostiuzione, pari a 27 giorni.


^ SU


Pensionati e cedolino unico

D: Sono un docente in pensione dal 01/09/2011. Nell'anno scolastico 2010/2011 ho avuto alcuni incarichi (funzione strumentale, coordinatore di classe, progetti vari, tutor Pon) e le competenze accessorie non mi sono state ancora liquidate, tranne i 4/12  del coordinamento e della funzione strumentale. La rimanenza sarebbe dovuta essere  inserita nel cedolino unico (presumo quello di Agosto 2011). Ciò non è accaduto.

Da Settembre non ho più il cedolino e l'ente pagatore è cambiato, non più il Tesoro ma l'INPDAP.
Come posso recuperare quelle somme? E' possibile farle accreditare sulla rata della pensione? Possono tali somme incidere sul trattamento di pensione? Come mi devo comportare con la scuola?

R: E' possibile, a quanto pare (io non l'ho sperimentato, ma l'ho letto in qualche FAQ), liquidare compensi accessori a personale cessato al Tesoro, anche con ultime modifiche fatte a settembre al sistema del C.U.
I sistemi dovrebbero essere i seguenti, le trascrivo le FAQ, lo faccia presente alla Segreteria della scuola che deve pagare.

SISTEMA 1:
Ad oggi è possibile gestire le informazioni relative ai dati personali e contabili di personale cessato.
Il percorso da seguire è: Attività Uffici => Gestione personale => Rubrica Amministrati => ricercare la persona => operare le modifiche necessarie => SALVA

SISTEMA 2:
Come pagare dipendenti non SPT?
Per i dipendenti non SPT si utilizzerà il cedolino unico per liquidare i compensi accessori. I dipendenti dovranno essere precedentemente inseriti con la funzione "Rubrica amministrati" presente nella voce di menù "Gestione Personale" e successivamente inseriti nell'elenco utilizzando il tasto "aggiungi beneficiari", tali dipendenti riceveranno un cedolino con i soli compensi accessori.

Pertanto, riceverà il pagamento ed il cedolino ancora dal Tesoro, nel mese successivo a quello di comunicazione al sistema, ed un CUD l'anno successivo con tutti gli stipendi (fino ad agosto 2011) ed i compensi accessori liquidati dal Tesoro.

Per quanto riguarda l'incidenza dei compensi accessori sulla pensione, Le spiego quanto segue.
La pensione retributiva viene calcolata in due quote, quota A e quota B.
Per la quota A l'aliquota percentuale è riferita all'anzianità maturata al 31/12/92 e viene applicata sull'ultima retribuzione maturata al momento della cessazione.
Per la quota B l'aliquota si ottiene per differenza sottraendo a quella riferita all'intera anzianità quella della parte A; questa percentuale si applica alla media retributiva degli ultimi 10 anni.
Al personale della scuola, come al resto del personale statale, alla retribuzione utile per il calcolo della quota A e della quota B viene applicata una maggiorazione del 18% (ne è esclusa l'indennità integrativa
speciale).
Questa maggiorazione è da intendere come un salario accessorio minimo utile esclusivamente al calcolo della pensione.
Pertanto il salario accessorio effettivamente percepito, sia in forma fissa come elemento della retribuzione, sia in forma occasionale per prestazioni previste dalla normativa, influisce sulla pensione solo se supera il salario accessorio minimo del 18% già riconosciuto per legge.
Quindi solo la parte eccedente il 18% va a far parte della retribuzione utile al calcolo.

Concludendo, non le so dire nè quanto possa incidere, nè se sia utile, cmq bisogna che si faccia rilasciare dalla scuola un'attestazione dei compensi percepiti e le ritenute previdenziali applicate, e presentarla all'Inpdap, se ne vuole il riconoscimento.


^ SU


Compensi accessori a pensionato statale

D: Dovendo procedere a realizzare un corso di formazione rivolto ai docenti si chiede di conoscere:
-la procedura da seguire;
-il tipo di contratto da stipulare con un insegnante in pensione;
-le ritenute da applicare sui compensi.

R: Sui compensi corrisposti al personale pensionato statale, che percepisce compensi accessori, non vanno operate le ritenute previdenziali INPDAP e Fondo credito. Questi compensi devono essere assoggettati a ritenuta di acconto IRPEF del 20%, e, siccome originano da esercizio di pubbliche funzioni, costituiscono anche presupposto per l'applicazione dell'IRAP, in base all'art. 2 del D.L.vo 446/97.
Sulle tabelle di liquidazione dei compensi, detto personale deve dichiarare di essere "estraneo all'Amministrazione dello Stato o alle Pubbliche Amministrazioni".
Il contratto deve essere fatto allo stesso modo, come personale estraneo all'amministrazione.


^ SU


FIS e personale esterno

D: E' stato proposto di far intervenire un docente in pensione per un laboratorio storico nelle classi quinte. E' stato detto che sarà  pagato con il fondo d'istituto. Quale legge lo prevede? Qual è la giusta procedura per i progetti con esperti esterni?

R: A proposito del Fondo d'Istituto, con esso è possibile solo pagare compensi a personale interno in servizio.

Poichè un docente in pensione non è più considerato dipendente statale, non si condivide il pagamento di un compenso allo stesso con risorse del FIS, ma si potrebbe attingere ad altri fondi (autonomia L.440/97, progetti finanziati da privati o altri Enti).

^ SU


Ore eccedenti 18 a supplenti e cedolino unico

D: Vorrei chiedere se il pagamento delle ore eccedenti ai supplenti brevi e saltuari che accettano più di 18 ore di servizio (sino a un massimo di 24) debba essere fatto tramite "cedolino unico" attingendo  quindi  dal monte ore eccedenti che viene finanziato a ogni singola scuola, oppure occorre prendere i fondi dalle supplenze considerando quindi tutto lo stipendio del supplente come "compenso fondamentale". Il problema di questa seconda soluzione è che sul SIDI non è possibile inserire un contratto con più di 18 ore a un supplente.

R: La nota del MIUR n.3980 del 16/05/11, stabilisce che sono gestite per mezzo della procedura del Cedolino Unico, tra le altre, le seguenti tipologie di competenze accessorie:
- le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti (art. 30 CCNL);
L'art. 4 comma 4-septies del decreto legge 78/2010 convertito con la legge 30 luglio 2010, n. 122, stabilisce che anche le competenze accessorie dovute al personale supplente breve debbano essere pagate a mezzo del Cedolino Unico, mentre al pagamento delle relative competenze fisse dovrà continuare a provvedere l'istituzione tramite il proprio bilancio.

La tipologie di ore eccedenti a Lei citata non rientrerebbe nella fattispecie di cui all'art.30 del CCNL, ma sono ore eccedenti di tipo "strutturale", che trovano fonte in altri articoli del CCNL.

D'altronde, anche volendo porre a carico della DSPV il relativo pagamento, le relative circolari che ho consultato dispongono che è possibile farlo solo per le ore eccedenti, oltre le 18 ore settimanali, assegnate a personale a tempo indeterminato e determinato ma solo annuale già retribuito dalla DPSV.

Pertanto, credo che l'esatta imputazione di tali ore eccedenti oltre le 18, per i supplenti brevi e saltuari, sia a carico del finanziamento per le spese, appunto, per le medesime supplenze brevi e saltuarie.


^ SU


Accesso FIS personale tempo parziale

D: Nella scuola dove presto servizio ci sono due assistenti amministrativi assegnati all'area del personale che prestano ciascuno 18 ore settimanali, sono in servizio a giorni alterni, un'assistente è in
semidistacco sindacale e l'altro sulle rimanenti 18 ore di assenza del primo. Vorrei sapere se a loro spettano nomine per Incarico specifico, e se possono prestare servizio oltre l'orario dell'obbligo dietro compenso o recupero delle ore di straordinario.

R: Al Fondo d'Istituto può accedere tutto il personale ATA, compreso quello in regime di part-time purché le attività aggiuntive svolte non abbiano carattere di continuità (art.58, comma 8, CCNL 29/11/07).
Per lo stesso motivo ed articolo di CCNL, il pers. ATA in part-time ha diritto accedere agli Incarichi Specifici.
Per le medesime ragioni (ad anche perchè non esiste nessun divieto nel CCNL), può accedere a FIS e Incarichi anche il personale in semidistacco sindacale.

L'avere diritto significa la possibilità di essere tenuti in considerazione, e non esclusi, nelle attività aggiuntive da fare durante l'anno.
Il tutto deve trovare indicazioni nel Contratto Integrativo della sua scuola, che dovrà trovare la formula migliore per attribuire le ore straordinario e gli Incarichi Specifici a tale tipologia di personale, ed i relativi compensi.

L'unica esclusione, che io ricordi, era per i docenti in part-time che, ai sensi del CCNI 31/08/99 non potevano avere Funzioni Obiettivo, ma nei successivi CCNL questa regola è stata eliminata.


^ SU


FIS e trattenute per assenze

D: Su compensi forfettari dovuti al personale docente e ATA conseguenti ad incarichi per l'accesso al Fondo Istituto, come si opera la trattenuta per eventuali assenze ?

R: Le decisione sulle trattenute eventuali da effettuare, in merito a quanto richiesto, deve trovare le regole nella contrattazione integrativa d'istituto, perciò in quelle sedi si deve decidere il quantum e le modalità per effettuarle.


^ SU


Supplenze con fondi regionali e DMA

D: Oltre alle supplenze brevi devo retribuire due supplenti fino al termine delle attività didattiche con fondi erogati dalla Regione. Tutto bene per l'EMENS perchè il programma li inserisce nell'elenco, mentre non riporta questi due supplenti nella DMA. E' regolare?

R: Non so quale programmi usate (Sissi, Axios, Argo, altri?).

Cmq l'obbligo della dich. DMA scatta a carico della scuola se il supplente breve:
a) è pagato dalla medesima scuola (fondi supplenze brevi o fondi regionali, non fa differenza)
b) sul suo stipendio vengano applicate le ritenute Inpdap (8,80 + 0,35 a carico dip., 24,20 a carico Stato). 
 
Se il supplente è pagato dal Tesoro, spetta a loro la DMA.
Se non vengono fatte ritenute Inpdap, non scatta l'obbligo della DMA. 
 
Se il vostro software, soddisfatte le due condizioni, non elabora la DMA, vuol dire che ha qualche impostazione da dover aggiustare.

^ SU


Fondi e ore per collaboratori vicari

D: Con quali fondi la scuola deve retribuire il vicario quando sostituisce il dirigente scolastico?
Quante ore possono essere retribuite nel corso dell'anno come collaborazione con il dirigente?
Si possono chiedere i fondi per coprire tali spese?

R: I fondi per l'indennità funzioni superiori al vicario che sostituisce il DS, come Lei avrà letto, quest'anno 2011 non trovano copertura dal Miur: non mi dilungo sulla faccenda, sono stati scritti fiumi di inchiostro e fatti ricorsi personali e da sindacati in materia, ne dovrebbe discutere proprio con qualche sindacato.

Il problema è molto sottile ed è di natura giuridica, in quanto il Miur sosterrebbe che un docente non possa, ai sensi del D.Lgs. 165/2001, sostituire un Dirigente durante i periodi di assenza brevi, e quindi non gli spetterebbe retribuzione aggiuntiva.
 
Le ore di retribuzione dal FIS per collaborazione con il DS, trovano decisione della Contrattazione Integrativa d'Istituto, non c'è nè un minimo nè un massimo, quindi è il DS che decide e lo propone in sede di contrattazione alle RSU. La loro copertura rientra nel budget annuale FIS  che viene comunicato dal Miur, ed in particolare dalla quota di tale budget che si decide venga destinata ai docenti (cioè, dalla percentuale da decidere sempre in contrattazione integrativa, divisa tra docenti ed ATA).

^ SU


Compensi Revisori e nomine in corso d'anno

D: Il revisore dei conti MIUR è stato nominato per il triennio 2011-2013 nel mese di maggio 2011 mentre il revisore dei conti MEF è stato nominato per un triennio a partire dal 17/10/2011. I compensi in godimento vanno liquidati interamente per l'anno 2011 anche se le uscite per suddetto anno sono state e verosimilmente saranno 2 per il rappresentante MIUR e 1 soltanto per il rappresentante MEF?

R: Può fare riferimento ai chiarimenti forniti dal Miur nella Nota n.8693/2011 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=7222).


^ SU


Part-time e straodinario

D: Ho un part-time, lavoro 5 giorni alla settimana. Il dsga ha chiesto la disponibilità per "scuola aperta" alla domenica. La domanda e'  se io possa fare straordinari ?

R: Il riferimento è nel CCNL, all'art.58, comma 8: "Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive aventi carattere continuativo".

Per le altre regole di accesso al FIS, si dovrebbe far riferimento alla contrattazione integrativa delle sua scuola, se sono state stabilite, altrimenti l'unica regola è quella del CCNL di cui sopra: perciò, se tali straordinari di "scuola aperta" alla domenica non sono di tipo continuativo, nulla osta all'accesso da parte sua, secondo me.


^ SU


Timbratura cartellino straordinari docenti

D: Per accedere al Fondo d'Istituto ed alle Competenze Accessorie i docenti, quando eseguono i progetti, devono timbrare la cartolina all'inizio ed alla fine dei lavori svolti? So che esiste un decreto Brunetta a tal proposito quale è?

R: L'unica regola, a tale proposito, istituita dall'ex Ministro Brunetta è l'art.18 comma 2 del D.Lgs. n.150/2009, che stabilisce il divieto di corrispondere premi o incentivi collegati alla performance in modo indifferenziato, cioè a tutti i  dipendenti o a  interi gruppi  di essi, o in modo automatico, cioè  senza una previa valutazione selettiva, o  in assenza di un Sistema di misurazione e valutazione che ne fissi le regole.

Forse Lei si riferisce al comma 83 dell'articolo 3 della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008) che dispone: "Le Pubbliche Amministrazioni non possono erogare compensi per lavoro straordinario se non previa attivazione dei sistemi di rilevazione automatica delle presenze".
 
Tale ultima regola non dovrebbe trovare applicazione nei confronti dei docenti: non è scritto ufficialmente da nessuna parte, ma lo sostiene qualche sindacato.

^ SU


Inps personale co.co.co.

D: cococo, vorrei sapere la percentuale inps a quanto corrisponde  e come viene calcolata tra dipendente e amministrazione e se bisogna pagare anche inail.

R: L'aliquota Inps ai Co.Co.Co. del 2011 è il 26,72% (26,00 aliquota IVS più 0,72 di aliquota aggiuntiva), divisa tra 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del dipendente.

Dal 01/01/2012, a seguito delle modifiche apportate dalla manovra governativa (art. 22, comma 1 legge di stabilità 2012 Legge n. 183 del 12 novembre 2011), le aliquote di contribuzione alla gestione separata INPS vengono aumentate di un punto percentuale, quindi l'aliquota passerà al 27,72%.
L'Inps si deve trattenere su ogni mensilità, versare con il Mod.F24 - sez. Inps - cod. CXX, e poi fare il Mod. UniEmens sez. collaboratori.
 
Anche l'Inail è obbligatoria per i cococo, sempre divisa 2/3 e 1/3, e l'aliquota è determinata dall'Inail in sede di autoliquidazione, non so perciò la prima volta che si iscrive il cococo all'Inail quale possa essere, conviene telefonare sempre all'Inail per sapere.
Anche l'Inail si deve trattenere su ogni mensilità, ma si deve versare solo una volta all'anno, con il Mod.F24, in sede di autoliquidazione nel mese di febbraio anno successivo (l'Inail invia i modelli da compilare e restituire, con le istruzioni e l'aliquota).

^ SU


Assistente con funzioni DSGA e ore eccedenti

D: una assistente amministrativa durante l'anno scolastico 2010/2011 ha sostituito il DSGA per un periodo abbastanza lungo. In tale periodo ha percepito l'Indennità di funzioni superiori e Indennità di Direzione.

Durante questo periodo l'assistente con funzioni di DSGA ha effettuato ore eccedenti per lo svolgimento delle mansioni superiori. Si chiede se devono essere pagate o recuperate le ore effettuate in più. Nel periodo di svolgimento di DSGA è stata sostituita da un supplente per svolgere le sue mansioni di assistente amministrativa.

R: L'AA che sostituisce il DSGA (e viene compensata per la sostituzione con Ind. Direzione e Ind. Funz. Sup.) assume in quei giorni tutte le mansioni e l'inquadrmento giuridico e contrattuale del DSGA che sostituisce, perciò, poichè i DSGA non possono accedere al FIS (per lo straordinario, essendo dal 2008 tali ore ricomprese nell'Ind. Direzione), ma "potrebbero" recuperare le ore prestate oltre le 36 settimanali, anche l'AA che sostituisce potrebbe aver diritto al recupero delle medesime ore, ma non al loro pagamento.


^ SU


Compensi Revisore e versamenti omnicomprensività

D: Ho come revisore , un dirigente di II fascia in regime di onnicomprensività, per il quale versavo il compenso dovuto in qualità di revisore, alla tesoreria prov.le dello stato su cc 203703 capo X capitolo 3402 art 2.

Ora che i versamenti si fanno con il mod F24 questi dati come si iscrivono o si continua con il versamento in c.c.p.?

R: Credo proprio che i versamenti si debbano continuare a fare sul ccp, trattandosi di capitoli di contabilità speciale dello Stato sui quali non si applicano i versamenti tramite il Mod.F24.


^ SU


Indennità Direzione Dsga e malattia

D: Si chiede se un dsga assente per malattia dal 13/12 al 16 aprile e dal 30 maggio al 20 luglio conserva il diritto all'indennità a carico scuola (FIS) per la complessità della scuola stessa.

R: Credo che in tal caso il riferimento sia all'art.17, comma 8, lett. a), del CCNL Scuola, e che spetti al DSGA l'indennità di direzione a carico del FIS.


^ SU


Ricostruzioni di carriera:


Ricostruzione art.59 CCNL e varie

D: Il sottoscritto è stato immesso in ruolo il 1.9.2000 nel profilo di collaboratore scolastico.
Ho presentato tutte le domane di iter: carriera, dich. servizi, pensione liquidazione TFS.
Ho dei dubbi:

Il 1/9/2002 accetto una supplenza annuale A.A. dal CSA fino al 31/08/2003, essendo inserito nella graduatoria D.M. 75.,  ai sensi della sequenza contrattuale 8/3/2002, il contratto viene fatto manualmente non telematicamente perchè sono già di ruolo.
Il 1/9/2003 accetto una supplenza annuale A.A dal CSA  fino al 31/08/2004, come sopra.
Il 1/09/2004 accetto una supplenza annuale A.A dal Csa fino al 31/08/2005, come sopra.
Il 1/09/2005 accetto una supplenza  annuale A.A dal CSA fino al 31/08/2006 essendo inserito nalla permanente di 1^ Fascia,  ai sensi dell'art. 59 del CCNL.
Il CSA  mi invita a presentare la domanda di mobilità per la perdita della scuola di titolarità per il profilo di coll. scol. .
Il 1/09/2006 accetto un'altra supplenza annuale per A.A  e puntualmente presento la domanda di mobilità per il profilo di C.S..
Le supplenze annuali vanno fino al 31 / 8 /2010. Il 1/9/2010 sono immesso in ruolo come assitente amministrativo grazie alla mobilità professionale del personale ata.

1 quesito : Ho scoperto in questi giorni sul SIDI  che le scuole di titolarita per il profilo di C.S. non  hanno inserito i periodi delle supplenze annuali codice P 054, inoltre alla Ragioneria provinciale non hanno comunicato nulla. Le scuole di servizio inviavano regolarmente i contratti al tesoro alla ragioneria provinciale e al CSA. Cosa posso fare?
2 quesito : Il sottoscritto è in regime di TFS in quanto immesso in ruolo prima del 1 gennaio 2001. I periodi di supplenza come vanno considerati?TFR o TFS?
3 quesito : Mi hanno consigliato di farmi rilasciare dalle scuole di servizio di supplenza annuale il modello TFR/1 ma di non inviarlo all'INPDAP. Non avendolo mai richiesto lo richiedo alle varie scuole di servizio o solo all'ultima scuola di supplenza annuale in un unico modello TFR/1 contenente tutti i dati di servizio?Oppure rinvio la questione ai prossimi anni?
4 quesito: farò solo la ricostruzione di carriera per l'immissione in ruolo del profilo a.a.?

R: 1 quesito: E' importante inserire al Sidi tutti periodi di supplenza annuale codice P054, se non lo hanno fatto le precedenti scuole lo può fare l'ultima scuola di sua titolarità attuale

2 quesito: In merito, può leggere la risposta data nel 2005 dall'Inpdap alla Fnada-Anquap, reperibile al seguente link:
http://www.quintocd.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=368
 
3 quesito: Le conviene farseli rilasciare dalle scuole dove ha prestato la supplenza annuale
 
4 quesito: Lei dovrà fare:
- una prima ric. di carriera, per il ruolo di C.S. dal 01/09/2000 sino al 31/08/2010 (ed eventuale pre-ruolo), avendo già inserito al Sidi le supplenze cod.P054;
- dopo il visto della RPS su tale ricostruzione, si potrà procedere alla seconda ricostruzione per il passaggio di qualifica.

^ SU


Prescrizione domanda di ricostruzione

D: Sono stato un'insegnante precario per oltre dieci anni. Sono stato immessa in ruolo dalla graduatoria ad esaurimento due anni fa.
Dovendo procedere agli adempimenti relativi alla ricostruzione della carriera, chiedo cortesemente come comportarmi, per richiedere  il riconoscimento degli eventuali diritti dovutomi, economici e di carriera, per tutti gli anni di lavoro precario con nomina a termine.

E' opportuno inviare entro il 22 p.v. una lettera per l'interruzione dei termini di prescrizione di cui alla legge 183/2010 ?

R: La ricostruzione di carriera (per il riconoscimento dei servizi pre-ruolo) si attiva a domanda dell'interessato.
La domanda si presenta a partire dalla conferma in ruolo (01/09 successivo al superamento della prova).
La domanda deve essere completa di tutti gli allegati (certificati di servizio del pre-ruolo, titolo di studio, ecc.), ossia di tutti i documenti attestanti i requisiti posseduti e di quelli attestanti quali servizi pre-ruolo e periodi vogliono essere riconosciuti.
L'interessato deve avere anche già presentato la Dichiarazione dei Servizi.
 
Per quanto riguarda la scadenza di presentazione della domanda (termini prescrizionali):
1) se fatta entro 5 anni, tutto bene;
2) se fatta dopo il 5° anno e fino al 10° anno, la ric. di carriera può essere fatta, ma l'interessata perde la prescrizione quinquennale degli arretrati economici;
3) se fatta dopo il 10° anno, il diritto alla ric. di carriera è decaduto (prescrizione decennale).
 
La scuola può adempiere alla ricostruzione di carriera, ed emettere il relativo Decreto, non appena è in possesso di:
- visto della RGS sul contratto individ. a t.i.;
- decreto di superamento del periodo di prova;
- domanda presentata dall'interessato, completa di tutti gli allegati;
- dichiarazione dei servizi già presentata dal richiedente.
 
Il Decreto con gli allegati va inoltrato dalla scuola alla RGS in triplice copia, che apporra il proprio visto e ne inoltrerà:
- n.1 copia vistata alla Scuola, per la notifica all'interessato;
- n.1 copia alla DPSV, per il pagamento degli arretrati economici dovuti al riconoscimento dello scaglione stipendiale, e l'adeguamento dello stesso con il prossimo scatto.
 
Pertanto, Lei è ampiamente nei termini per presentare la richiesta, con le considerazioni sopra riportate.
 
I termini di prescrizione di cui alla Legge n.183/2010 a cui Lei si riferisce, probabilmente sono quelli del blocco delle anzianità e degli scatti al personale della scuola per i prossimi 3 anni, a cui si è posto già rimedio con un Decreto firmato dal Ministro Tremonti, a quanto pare, il 10 gennaio.
La presentazione della domanda non esonera dall'applicazione, in ogni caso, delle leggi statali sopravvenute.

^ SU


Errori ricostruzione e pensionamento

D: Sono un DSGA in pensione alle prese ancora con la ricostruzione di carriera ai fini della pensione, in quanto percepisco una pensione provvisoria, certamente inferiore al dovuto, a causa  del problema che ti sottopongo.
L'addetto all'ufficio pensione dell'Uff. Scol. Prov.le sostiene che nel decreto di ricostruzione di carriera, elaborato da un loro funzionario ora in pensione, manca la retribuzione economica con cui sono stato retribuito durante l'anno del passaggio da AA.a DSGA. Senza di queste "cifre", non riesce ad elaborare la pensione definitiva. Ora a distanza di tempo e dopo diversi incontri, ha detto che si può inserire manualmente la retribuzione dell'anno in questione.
Vorrei avere un tuo parere in merito e se c'è una soluzione o un programma atto a definire la questione.

R: Purtroppo questi errori al Sidi, sono sanabili solo dall'USP, i cui dipendenti hanno accesso a delle funzionalità al Sidi che noi scuole non abbiamo.
Ben venga che l'addetto dell'USP ti abbia detto che provvederà ad inserire manualmente al Sidi quella retribuzione economica mancante, lode alla disponibilità.
L'area pensioni del Sidi (a cui hanno accesso solo gli impiegati dell'USP) è alimentata "auomaticamente" dallo stipendio in godimento alla cessazione di un dipendente, che deriva dall'aver fatto gli inquadramenti economici al Sidi sino all'ultimo CCNL alla data di pensionamento.
Nel modo che mi hai descritto, certamente verrai a capo della faccenda, in quanto l'USP potrà:
- fare al Sidi questi inquadramenti economici mancanti;
- caricare quindi nell'area pensioni del Sidi l'ultimo stipendio in godimento;
- inviare all'Inpdap il flusso delle pensioni, con l'aggiornamento del tuo stipendio.
A propria volta, l'Inpdap potrà calcolare così la tua pensione "definitiva".


^ SU


Codici ritenute Sidi x dichiarazione servizi

D: Dovendo inserire il servizio al SIDI per la ricostr.carriera, il versamento contributi entrata tesoro e previdenza: fino al 31.12.87 INPS RB01; dal 1.1.88 al 29.5.2000 cet RA02; dal 30.5.2000 RA01 INPDAP. E' esatto?
Ma per i contratti a T.D. inferiore ad un anno mi è stato detto che segue la normativa dei supplenti temporanei: CET RA02 (Es.: dal 25.0.2001 al 8.10.2002 gg.14 i contributi sono in C/entrata tesoro RA02 O  RA01 INPDAP?). 
Dai certificati di servizio rilasciati dalle scuole i dati non sono mai precisi.

R: Riporto una tabella, sperando vi sia utile.

-  R001  - Ogni tipo di servizio prestato presso Regioni, Province, Comuni, Enti di diritto pubblico, Enti morali, Enti parastatali, Enti di cui all'art. 21 della Legge 03.05.67, n. 315, nonché i doposcuola Comunali ovvero gestiti dai patronati scolastici, sostegno comunale per cui, in base a particolari norme, non fosse previsto l'obbligo di versamento Inps;
-  RA01 - Servizio di ruolo ( attuale o precedente o estero )
            - incarico di religione
            - incarico stabile dal 01.10.1961 al 30.09.1963
            - incarico triennale dal 01.10.1963 al 30.09.1968
            - incarico a tempo indeterminato dal 01.10.1968 al 31.12.1988
            - supplenze annuali con effettivo servizio dal 1° settembre  al 31 agosto
-  RA02  - Dall'01.01.1988 tutti i servizi non di ruolo assoggettata a ritenute del Tesoro ( C.E.T. )
-  RB01  - Prima del 01.01.1988 tutte le supplenze in scuole statali ed i servizi nelle scuole materne ed elementari private

P.S.: anche se si sbaglia ad attribuire l'esatto codice, secondo me non succede nulla, visto che tali info servirebbero solo ad alimentare l'area pensioni, ma gli USP in molti casi ricontrollano tutto.


^ SU


Pratica ricostruzione Sidi personale ex EE.LL.

D: Sono un ex collaboratore scolastico transitato allo Stato il 01/01/2000, è stata fatta la temporizzazione per compiuta anzianità di anni 9. Dall'a.s. 2004/05 all'a.s. 2009/10 ho avuto incarichi in qualità di AA, dal 01/09/2010 ho avuto il passaggio di profilo mediante concorso.
Ho provato a fare la ricostruzione di carriera al Sidi, il sistema mi dice "IMPOSSIBILE APRIRE PRATICA DI RICOSTRUZIONE PER IL RUOLO INDICATO PERSONALE PROVENIENTE DAGLI ENTI LOCALI".
Cosa mi consiglia, dovrò elaborare la pratica manualmente?
 
R: Per il suo passaggio di qualifica occorre:
a) perfezionare il suo inquadramento economico sino al 31/08/2010, tramite le funzioni del Sidi di inquadramento, produrre un Decreto, mandarlo alla RGS per il visto e attenderne la restituzione
b) dopo il visto della RGS (ed il suo inserimento al Sidi), si può procedere alla nuova ricostruzione di carriera sempre tramite le funzioni del Sidi (dopo il superamento del periodo di prova)
 
Tutto ciò presuppone che il suo decreto di passaggio dagli Enti Locali allo Stato sia stato fatto con il Sidi, prodotto il Decreto, restituito vistato dalla RGS ed il visto sia stato inserito al Sidi.
 
Se il Sidi le segnala qualche errore, chiami l'EDS al numero verde ed apra un tagliando.

^ SU


Ritardo effettuazione ricostruzione

D: Nel 2005, dopo il superamento dell'anno di prova, a seguito del superamento del concorso per i.d.R. nella scuola elementare, ho presentato alla segreteria della scuola dove lavoro, domanda per ottenere la ricostruzione. Nel primo anno hanno rifiutato di mettermi la domanda a protocollo. Allora l'ho inviata per raccomandata. Trascorsi ulteriori tre anni, alle mie sollecitazioni sollecitazioni, mi è stato risposto che la segretaria doveva fare il corso e poi l'avrebbero fatta. Trascorso un altro anno, ho ripresentato la domanda, ottenendo sempre risposte elusive. Ieri sono andata di nuovo alla carica per la ricostruzione, e la segretaria mi ha detto di averla fatta, ma alla mia richiesta di averne una copia si è rifiutata perchè non aveva tempo! Ma chi mi assicura che è vero o che sia solo una tattica per far trascorrere altro tempo? cosa posso fare, anche quando si rifiutano di mettere a protocollo le mie richieste? scusi lo sfogo, ma il troppo è troppo! Spero di avere una risposta

R: Gentile Sig.ra:

- Se la ricostruzione è stata fatta, una copia gliela devono notificare per legge
- Se la ricostruzione non è stata fatta, e sono passati sei anni dalla sua richiesta, ingiunga per iscritto di farsela fare, dichiarando di chiedere il risarcimento dei danni e voler fare una denunzia per omissione di atti d'ufficio.
Altrimenti, scriva con racc.ta, dando 30 giorni di tempo per conoscere lo stato del procedimento, dichiarando di adire le vie legali in mancanza di risposta.

 


^ SU


Codici situazioni previdenziali

D: Quando dobbiamo redigere un certificato di servizio usando il SISSI, ci troviamo sempre in difficoltà nella parte che si riferisce alla situazione previdenziale. Come si "leggono" e quando vanno usate le due opzioni che troviamo nel menu e cioè

RA01 serv. assoggettato a ritenute enpas (inpdap)
RA02 serv. assoggettato a ritenute c.e.t

R: Allora, i significati sono i seguenti:

RA01  - Servizio di ruolo ( attuale o precedente o estero ) 
            - incarico di religione
            - incarico stabile dal 01.10.1961 al 30.09.1963 
            - incarico triennale dal 01.10.1963 al 30.09.1968
            - incarico a tempo indeterminato dal 01.10.1968 al 31.12.1988
            - supplenze annuali con effettivo servizio dal 1° settembre  al 31 agosto 
 
 
 RA02  - Dall’01.01.1988 tutti i servizi non di ruolo assoggettati a ritenute del Tesoro ( C.E.T. )

^ SU


Supplenze e Graduatorie:


Opzione più favorevole per supplenza maternità

D: SI PONE IL SEGUENTE CASO:
 
- UN DOCENTE SUPPLENTE TEMPORANEO HA UN CONTRATTO PRESSO UNA ISTITUZIONE SCOLASTICA DI N. 5 ORE FINO AL 30/06/2011  ED UN ALTRO CONTRATTO PRESSO UN'ALTRA SCUOLA DI N. 10 ORE FINO A 30/11/2010.
- IL SUPPLENTE ENTRERA' IN ASTENSIONE OBBLIGATORIA IL 13/01/2011.
- L'INDENNITA' DI MATERNITA' VERRA' PAGATA SULLA BASE DELL'ULTIMO CONTRATTO DI N. 5 ORE OPPURE IL SUPPLENTE POTRA' OPTARE PER IL CONTRATTO PIU' FAVOREVOLE DI N. 10 ORE (CONTRATTO IN VIGORE NEI 60 GIORNI PRECEDENTI L'INIZIO DELL'ASTENSIONE OBBLIGATORIA) ?
 
R: La nota del MIUR n.1476 del 28/01/2008 (che invito a scaricare e leggere tutta), così recita:
"E’ da tenere presente che se, durante il periodo in cui percepisce l’indennità, la dipendente è destinataria di altro contratto di supplenza, la stessa deve esprimere opzione tra contratto di supplenza e indennità di maternità. Sarà cura della segreteria scolastica che predispone il contratto verificare, preliminarmente alla stipula, la presenza di un eventuale decreto di indennità e acquisire la cessazione dell’indennità medesima.
E’di fondamentale importanza che le segreterie accertino che non ci siano sovrapposizioni temporali tra il periodo di corresponsione dell’indennità ed eventuali contratti di lavoro ancora in pagamento, utilizzando allo scopo le funzioni SIDI di interrogazione del fascicolo personale.
La segreteria scolastica è autorizzata a modificare, se necessario, la data di cessazione di un contratto, anche se stipulato presso un’altra scuola .Tutto ciò per consentire la conseguente tempestiva variazione delle competenze stipendiali erogate al dipendente."
 
Ciò, secondo me, vuol dire che:
- dal 13/01/2011 (data dell'astensione obbligatoria), la supplente può optare per il contratto più favorevole di 10 ore, in quanto in vigore nei 60 giorni precedenti, ai fini del pagamento dell'indennità di maternità fuori nomina;
- contestualmente, dovrà anche optare per la scelta di mantenere l'indennità e quindi, cessare, il contratto di supplenza di 5 ore fino al 30/06/2011
.

^ SU


Conferimento supplenza breve al personale interno o dalle graduatorie prioritarie

D: Dovendo sostituire una docente con orario di cattedra per 10 gg. si ricorre al personale a disposizione oppure al personale che ha dato la disponibilità ad effettuare ore aggiuntive dando la priorità al personale a tempo determinato che ha diritto al completamento, successivamente al personale a tempo inderminato e poi a quello a tempo determinato. Ma si può frazionare una cattedra per soli 10 gg. e il diritto allo studio viene garantito?
Questo vale anche per le nomine fatte dagli elenchi prioritari oppure dalle graduatorie d'istituto in quanto il docente ha diritto al completamento?

R: Nella scuola primaria, per le assenze oltre i 5 giorni si procede al conferimento di incarichi a tempo determinato.
Per le assenze fino a 5 giorni, non si procede al conferimento della supplenza se è possibile utilizzare personale interno al plesso per le ore di contemporaneità non programmate dal collegio docenti come stabilito dal CCNL 2006-2009 art. 28 comma 5.
Pertanto, per le assenze fino a 5 giorni, si procede alla sostituzione con personale a tempo determinato se nel  plesso non siano disponibili ore non programmate, ovvero non ve ne sia a sufficienza per garantire l'intero orario di servizio.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, quando l'assenza è inferiore a 15 giorni prima di chiamare il supplente va valutata la possibilità di utilizzare il personale interno a disposizione o che si è reso disponibile.
Per docenti a disposizione si intendono coloro che devono completare l'orario di cattedra, o che, per situazioni particolari, siano senza classe (viaggi, stage, ecc.) oppure siano rientrati dopo il 30 aprile a disposizione della scuola.
Per docenti che si sono resi disponibili  si intendono coloro che hanno dato la disponibilità ad effettuare sostituzioni in aggiunta al proprio orario d'obbligo per massimo 6 ore settimanali: la priorità della scelta è quella da Lei elencata (personale a tempo determinato che ha diritto al completamento, successivamente al personale a tempo inderminato e poi a quello a tempo determinato).
La possibilità di utilizzare i docenti in servizio, per coprire le assenze brevi, è molto spesso impraticabile, vista la riconduzione a 18 ore di quasi tutte le cattedre e l'attribuzione degli spezzoni fino a 6 ore al personale in servizio nella scuola, che si è reso disponibile.

La sostituzione dei colleghi assenti attraverso la scissione delle compresenze previste da specifici ordinamenti o da norme di legge (L. 104/92) o previste dal POF (tempo prolungato nella media, laboratori con ITP nelle superiori, insegnante di sostegno, ecc.) non è consentita, se non in casi di emergenza e limitati nel tempo.
In tutti gli ordini di scuola non è consentita la sostituzione degli assenti attraverso lo sdoppiamento delle classi, se non in casi di emergenza.

Per questo il Dirigente scolastico, una volta esperiti tutti i legittimi tentativi di utilizzo delle risorse interne, può provvedere alla chiamata del supplente anche per assenze inferiori ai 15 giorni, attingendo prima dalle graduatorie prioritarie, e, ove esaurite, da quelle d'istituto.


^ SU


Proroga supplenza su spezzone

D: La titolare con orario di 18 ore è assente per 30 gg.; viene convocato il primo supplente A che accetta la nomina per solo 9 ore; viene convocato un secondo supplente  B ed accetta le restanti 9 ore. Allo scadere dei 30 giorni la titolare prosegue l'assenza chiedendo ulteriori 30 gg.. La proroga viene disposta ai due supplenti A e B già in servizio, ma il primo supplente A che aveva accettato le 9 ore rinuncia alla proroga.
In questo caso le rimanenti 9 ore vanno assegnate di diritto al secondo supplente già in servizio oppure bisogna riconvocare scorrendo la graduatoria dei precari per assegnare le 9 ore?

R: Per le supplenze di cui alle graduatorie degli "elenchi prioritari", per quanto  non espressamente disciplinato dal D.M. 68/2010 e dal D.M. 80/2010, valgono le disposizioni dei Regolamenti per il conferimento delle supplenze al personale docente e al personale ATA (D.M. 131/2007 e D.M. 430/2000).

L'art.7, comma 4, del D.M. 131/2007 dispone:
"4 - Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall'insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del
medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto."
La proroga è pertanto da disporre nei confronti del docente B.
Se il docente B dovesse rifiutare la proroga di 9+9 ore, oppure solo quella di 9 ore lasciata dal docente A, si dovrebbe ricominciare a scorrere le graduatorie degli elenchi prioritari.

Si tenga comunque conto delle sanzioni applicabili al docente rinunciatario, in caso di rinuncia alla proroga.
La Legge 167/2009 prevede che, in caso di rinuncia immotivata o senza giustificato motivo a una proposta di supplenza conseguente allo scorrimento degli elenchi prioritari, o alla sua proroga o conferma (di qualunque tipologia e durata), la sanzione da applicare al dipendente sia quella di:

- cancellazione dagli elenchi prioritari
- perdita del diritto a percepire l'indennità di disoccupazione ordinaria.

Tale sanzione non si applica se la rinuncia è per:
- accettare una supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche
- accettare, entro il 30 aprile, una supplenza fino al termine delle lezioni o oltre
- accettare la partecipazione a un progetto Regionale
oppure:
- nel caso si sia già impegnati in altra supplenza, anche ad orario parziale
- qualora la supplenza comporti una retribuzione inferiore all'indennità di disoccupazione spettante (ad esempio, in caso di indennità di disoccupazione pari al 60% della retribuzione intera, si possono rifiutare nella scuola secondaria di I e II grado sino a 10 ore)


^ SU


Pagamento sabato e domenica

D: L'art 40 del CCNL è da applicarsi nel caso di una supplente che abbia fatto 4 gg di supplenza dal lunedì al giovedì in qualità di doc. scuola primaria, poi individuata dalla mia scuola in qualità di doc. scuola dell'infanzia per 1 giorno? Nel caso specifico bisogna stipulare un contratto su 3 gg comprensivo  anche del sabato e della domenica, pur essendo due ordini di scuola diversi?

R: Art. 40 comma 3 CCNL Scuola:
"3. In tali casi, qualora il docente titolare si assenti in un'unica soluzione a decorrere da una data anteriore di almeno sette giorni all'inizio di un periodo predeterminato di sospensione delle lezioni e fino a una data non inferiore a sette giorni successivi a quello di ripresa delle lezioni, il rapporto di lavoro a tempo determinato è costituito per l'intera durata dell'assenza. Rileva esclusivamente l’oggettiva e continuativa assenza del titolare, indipendentemente dalle sottostanti procedure giustificative dell’assenza del titolare medesimo.

Le domeniche, le festività infrasettimanali e il giorno libero dell'attività di insegnamento, ricadenti nel periodo di durata del rapporto medesimo, sono retribuite e da computarsi nell'anzianità di servizio. Nell’ipotesi che il docente completi tutto l’orario settimanale ordinario, ha ugualmente diritto al pagamento della domenica ai sensi dell’art. 2109, comma 1, del codice civile."
 
L'unica interpretazione in merito è quella fornita da una Nota dell'Aran del 28/04/2008.
Alla luce dell’interpretazione Aran, ai fini del pagamento della domenica, è necessario che il supplente sostituisca un unico titolare di cui svolge l’intero orario settimanale.
 
Quindi condizione inderogabile per il pagamento del supplente anche nelle giornate di sabato e domenica, è che egli abbia prestato servizio di insegnamento dal lunedì al venerdì, svolgendo così tutto l’orario settimanale proprio del docente titolare da lui sostituito.
Poiché la nota Aran fa specifico riferimento al “docente da lui sostituito”, si ritiene che il pagamento della domenica non spetti nel caso in cui il supplente sostituisca più titolari.
 
A mio avviso, quindi, nel caso del quesito, il supplente non ha diritto al pagamento della domenica.
 
Esiste anche un'interpretazione del Tribunale di Caltanissetta con sentenza del 15 febbraio 2010, che ha disposto il riconoscimento giuridico ed economico dei giorni di sabato e domenica in favore dei docenti supplenti che abbiano completato l’orario settimanale previsto, anche se in sostituzione di docenti e in scuole diverse.
Ad oggi, tale sentenza è l’unica pronuncia in tal senso di cui si abbia notizia; ma, come ben saprai, una sentenza di Tribunale non è estensibile automaticamente "erga omnes", ma si applica solo al caso esaminato ed al ricorrente.

^ SU


Assenza per infortunio ATA: proroga supplenza

D: Un collaboratore scolastico assente per infortunio sul lavoro riceve dall'INAIL la chiusura dell'infortunio e presenta un certificato di malattia. Il supplente che lo sostituisce avrà la proroga per il periodo di malattia oppure si deve rinominare?

R: Per il personale ATA supplente (D.M. 430/2000 e CCNL Scuola), non è regolato espressamente l'istituto della proroga e della conferma, come invece nelle norme per i docenti. Credo, quindi, che si debbano riscorrere nuovamente le graduatorie.

Faccio presente che secondo un sindacato di categoria, in base ad una C.M. (CM prot. n.1004 del 21/7/2006) il personale ATA avrebbe diritto alla "conferma" solamente nel caso in cui due distinti periodi di assenza del titolare siano intervallati dal "giorno libero" (laddove previsto) e/o da giorni festivi.


^ SU


Sostituzioni varie supplenze per maternità 1

D: La docente Bianco con supplenza annuale si assenta per astensione facoltativa dal 18/03/2011 al 06/04/2011.
La docente Rossi (1) nominata, dovrà essere retribuita dalla DPT perchè in complicanze della gestazione.
La docente Pinco (2)che sostituisce Rossi (1) sarà retribuita dalla DPT ed è a sua volta in astensione obbligatoria fino al 23/03/2011.
Dal 24/03/2011 al 06/04/2011 la docente Pinco (2)è in astensione facoltativa fino al 06/04/2011.
A questo punto sorge il problema, la docente Pallino (3) nominata su Pinco dovrà avere due tipi di nomina?
La prima fino al 23/03/2011 sarà retribuita dalla DPT?
La seconda nomina che va dal 24/04/2011 dovrà essere retribuita dalla Scuola, oppure la nomina cesserà?

R: Riepilogando:
1) titolare Rossi (1) 18/03 - 06/04 astens facolt
2) supplente Pinco (2) 18/03-06/04 - in astens obblig 18/03-23/03 - in astens facolt 24/03-06/04
3) supplente Pallino (3) 18/03-06/04

RISPOSTA
In riferimento:
- all'art.2 comma 5 del D.L. n.147/2007
- alla nota MIUR n.1977 del 12/10/07 - casi da a) a d)
- essendo il primo assente in congedo  per motivi di maternità (ASTENSIONE FACOLTATIVA),
- poichè NON VALE L'ASTENSIONE FACOLTATIVA DEL TITOLARE ASSENTE, MA SOLO QUELLA OBBLIGATORIA E L'INTERDIZIONE, ai fini del pagamento da parte della DPT

secondo me:
1) la supplente Pinco (2)
- verrà pagata dalla DPT per l'astens obbligatoria 18/03-23/03 (caso b nota MIUR)
- verrà pagata dalla scuola per l'astens facoltativa 24/03-06/04
2) la supplente Pallino (3)
- verrà pagata dalla scuola per tutto il periodo 18/03-06/04
in quanto non rientra in nessuno dei casi della nota MIUR, poichè la necessità della sostituzione è originata dal primo assente, assente per motivi diversi dalla maternità obbligatoria o interdizione.


^ SU


Sostituzioni varie supplenze per maternità 2

D: Purtroppo, in merito al quesito sulla maternità' ho fatto l'errore di trasmettere telematicamente il contratto (dal 18/03/2011 al 23/3/2011) della docente Pallino (3) che sostituisce la docente Pinco (2). Ora cosa succede? E dove trovo la normativa a supporto di ciò che mi ha risposto sinora?

R: Può consultare:

1) nota MIUR n.1977 del 12/10/07 - casi da a) a d) (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=2384)
 
2) Circ. USR Veneto n.1996 del 09/03/11 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=5850&catid=7)
 
Comunque aspetti a fare qualcosa, può darsi che la Rag. dello Stato della sua Provincia faccia passare comunque il tutto. Se le segnaleranno l'errore, provvederà a rettificare.

^ SU


Sostituzioni varie supplenze per maternità 3

D: Se non disturbo tanto, un'altra delucidazione: la supplente Pallino verrà pagata dalla scuola, e nominata sulla titolare vero? La supplente Pinco che dal 24 dovrebbe essere retribuita dalla scuola avrà la nomina sempre sulla titolare? Ma dall'astensione obbligatoria a quella facoltativa non deve prendere servizio almeno per un giorno?

R: 1) la supplente Pallino (che dovrebbe essere pagata dalla scuola per tutto il periodo 18/03-06/04), ha la nomina di supplenza per la sostituzione della titolare e per l'assenza della docente Pinco

2) la supplente Pinco, in astens facoltativa dal 24, ha la nomina sempre sulla titolare assente

3) Non esiste alcuna norma che preveda che il personale in astensione obbligatoria debba rientrare in servizio almeno per un giorno per chiedere l'astensione facoltativa.
L'unico vincolo è previsto dal comma 7 dell'art. 12 del CCNL Scuola: richiedere il permesso retribuito per astensione facoltativa con 15 giorni di preavviso.
Tuttavia qualche RGS so che interpreta ancora così.


^ SU


Proroga al 31/8 di Assistente Amministrativo

D: ABBIAMO UNA N.A. AL 30/06/11 SU UN POSTO VACANTE DERIVANTE DA ASSEGNAZIONE PROVVISORIA. PER FARE  LA PROROGA AL 31/08 ALL'ASSISTENTE SUPPLENTE BISOGNA ASPETTARE LA CIRC DEL MIUR E OTTENERE L'AUTORIZZAZIONE DELL'U.S.R. CHI PAGA?

R: Ai sensi del  D.M. n.430/2000, le supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche possono essere prorogate oltre tale termine, per il periodo strettamente necessario allo svolgimento delle relative attività, nelle scuole interessate ad esami di stato e di abilitazione all'insegnamento nelle scuole di grado preparatorio, qualora non sia possibile consentire lo svolgimento di dette attività mediante l'impiego del personale a tempo indeterminato o supplente annuale in servizio presso la scuola interessata, e, comunque, nei casi in cui siano presenti situazioni che possano pregiudicare l'effettivo svolgimento dei servizi di istituto.

Le ultime circolari del MIUR di riferimento sono:
- Nota prot. 8556 del 10 giugno 2009 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=1655), secondo la quale occorre sempre farne motivata richiesta al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, per il tramite dei relativi Uffici Provinciali, che, esaminate le motivazioni, possono concedere l'autorizzazione;
- Nota prot. 5986 del 17/06/10 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=4101)

In proposito, puoi anche leggere l'ultima nota emanata nella mia Regione, USR per il Lazio prot.n.14184 del 10/06/2010 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=4117).

Il pagamento è a carico del Tesoro:
- Nota MIUR n.3066 del 30/07/10 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=4578)
- Nota MIUR n.1635 del 25/06/09 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=1709)


^ SU


Valutazione servizio DSGA in Contrattazione Regionale

D: Sono assistente amministrativa di ruolo dal 01/09/2004. Fin dal 01/09/2000 ho sempre avuto incarico specifico di sostituzione DSGA.
Beneficiaria di 1° posizione economica e dal 01/09/2009 della seconda posizione e inserita nella graduatoria degli assistenti amministrativi aspiranti per a.s. 2010/2011 alla sostituzione dei DSGA come previsto dal Contratto Collettivo Decentrato Regionale sottoscritto il 23/07/2010. Al momento del conferimento degli incarichi da DSGA su posti vacanti  mi ha preceduto nella nomina un 'assistente amministrativa con contratto a tempo determinato (avava scelto la supplenza al 31/08 in qualità di Ass.te Amm.tiva nella scuola con posto vacante da DSGA). Ora mi chiedo: è giusto che una contrattazione regionale preveda l'utilizzo in prima fase, di personale a tempo determinato senza specifici benefici e mi riferisco alla 1° e/o 2° posizione economica rispetto a personale di ruolo beneficiari delle posizioni di cui sopra per i cui formazione il MIUR ha speso fior fior di  quattrini ? ..... I sindacati tacciono.. c'è secondo lei la possibilità che le cose cambino?

R: I Contratti Integrativi Regionali devono rispettare le regole della Contrattazione Nazionale sulle stesse materie: sono gli stessi CN che a volte indicano i criteri e le materie sui quali può intervenire o meno il CIR.
Le eventuali clausole illegittime o contrarie al CN, contenute nei CIR, sono nulle ai sensi del D.Lgs. 165/2001, ma la nullità deve essere chiesta da chi è interessato, per essere ottenuta.
Potrebbe perciò tentare di fare ricorso, se ritiene di essere stata lesa nei suoi diritti.


^ SU


Supplenze ATA e art.59

D: Una assistente amministrativa si assenta per malattia fino al 30/06, essendo una supplenza breve e saltuaria non convoco dalla graduatoria i collaboratori scolastici di ruolo, in quanto loro ai sensi dell'art. 59 possono accettare solo un supplenza della durata annuale, fino al termine delle attività  didattiche o 31/08. Anche se questa assenza è fino al 30/06 si tratta sempre di un assenza breve e saltuaria retribuita dalla scuola e  non ha niente a che vedere con la tipologia di posto citata dall'art. 59.
Conferma il mio ragionamento?

R: Il posto libero, per essere occupato da personale di ruolo che opti per l'art.59:

1) deve essere dichiarato disponibile fino al termine delle attività didattiche / 30-06;
2) deve essere assegnato dal DS al personale in graduatoria, entro il 31 dicembre dell'a.s.
 
Tutti posti liberi creatisi / resisi disponibili successivamente, danno luogo a supplenze brevi e saltuarie retribuite dalla scuola.
 
Pertanto, il personale in graduatoria, di ruolo in un altro profilo, non potrà lasciare il proprio posto per accettarne un'altro con supplenza breve pagata dalla scuola dopo il 31/12.

^ SU


Indennità disoccupazione e svolgimento altri lavori 1

D1: Salve, desidero sapere se essendo beneficiario della indennità di disoccupazione ordinaria, nei giorni in cui non lavoro, e inserito negli elenchi del "salvaprecari" posso svolgere una attività di prestazione occasionale, senza perdere il diritto di continuare a ricevere per 8 mesi la suddetta indennità.

R1: Esistono due prestazioni di disoccupazione, ovvero la disoccupazione ordinaria con requisiti normali e ridotti.
Relativamente alla prima, questa è incompatibile con l'attività parasubordinata, salvo per attività lavorativa subordinata o parasubordinata di durata non superiore a 5 giorni.
Quanto alla seconda, trattandosi di una disoccupazione che indennizza il/i periodo/i di disoccupazione dell'anno precedente rispetto alla richiesta (entro il 31/03 di ogni anno), l'attività subordinata o parasubordinata che si svolge al momento della richiesta non è preclusiva.
 
Pertanto, fruendo dell'Indennità di tipo ordinario, si può stipulare un contratto di collaborazione occasionale (NEI GIORNI IN CUI NON VIENE CHIAMATO A PRESTARE SUPPLENZE PRESSO LE SCUOLE) per un lasso di tempo non superiore a 5 giorni consecutivi, dandone la comunicazione entro 5 giorni (dall'inizio della collaborazione) all'Inps sul modulo preposto DS56bis.
L'erogazione dell'indennità verrà sospesa per i giorni in cui è in essere la collaborazione occasionale. Per l’INPS, infatti, qualunque tipologia lavorativa dà luogo alla possibilità di sospensione del trattamento di disoccupazione: è sufficiente che l’attività non superi le cinque giornate continuative.
I 5 giorni possono essere reiterati quante volte si vuole, ovvero si può sospendere l'indennità ordinaria per più periodi non superiori a 5 giorni. I periodi di sospensione possono essere infiniti, purchè ci sia almeno un giorno tra una sospensione e l'altra (nessuna disposizione, nemmeno interna dell’INPS, dispone che l’evento “cinque giornate consecutive” non si possa reiterare più volte).
Non ci sono limiti di importo per i singoli rapporti di lavoro occasionali. Se si supera l'importo di € 5.000,00 in un anno solare (sommando tutte le prestazioni occasionali effettuate), tuttavia, occorre iscriversi alla Gestione Separata con i contributi Inps derivanti.

^ SU


Indennità disoccupazione e svolgimento altri lavori 2

D2: Apprendo felicemente di avere trovato qualcuno che, in modo molto preciso, ha illustrato il mio quesito e i dubbi derivanti; tuttavia, avrei bisogno di sapere se la vs. dicitura “NEI GIORNI IN CUI NON VIENE CHIAMATO A PRESTARE SUPPLENZE PRESSO LE SCUOLE” è pregiudizievole ai fini dell’ottenimento di quanto dovuto, visto che il mio impegno, con il contratto di prestazione occasionale, era di un giorno a settimana ma contemporaneamente svolto con l’attività di supplenza.

R2: Nel suo primo quesito, Lei aveva detto "nei giorni in cui non lavoro", e la mia risposta ne ha tenuto conto.

Nel caso in cui lei effettui una supplenza da salvaprecari, e negli stessi giorni desideri svolgere un'attività di lavoro occasionale (naturalmente regolarmente dichiarata):
a) deve sempre chiedere autorizzazione per svolgere tale l'attività al DS della sua scuola;
b) secondo me, non perde il diritto alla disoccupazione ordinaria.

^ SU


Indennità disoccupazione e svolgimento altri lavori 3

D3: Le chiedo, infine, se mi consiglia di fare ricorso (quali questioni sollevare e quali sono le fonti giuridiche del caso) ovvero di ripresentare una nuova domanda di disoccupazione, considerato che la scuola è finita.

Le spiego: durante le mie supplenze tra una scuola e l’altra (continuativamente), ho avuto la possibilità di svolgere un progetto PON (CONTRATTO di prestazione occasionale), in un’altra scuola ancora, della durata di 3 mesi con interventi di 14 giorni di tre ore ciascuno (svolti comunque UN GIORNO SOLTANTO la settimana); l’INPS, attraverso la comunicazione di quest’ultima scuola relativa alla sottoscrizione di tale CONTRATTO, mi interrompe l’indennità di disoccupazione ordinaria (durata 8 mesi) sostenendo che, svolgendo tale attività, non ho più diritto ad averla. Specifico che, nel frattempo, nei casi in cui non svolgevo supplenze, percepivo la suddetta indennità, essendo inserita negli elenchi del decreto salva precari.

R3: Credo che l'Inps abbia ragione, in quanto il contratto di prestazione d'opera occasionale da lei stipulato, supera il limite dei 5 giorni di cui le ho parlato ( durata di 3 mesi con interventi di 14 giorni di tre ore ciascuno ): giuridicamente, rileva la durata del lavoro che risulta scritta sul contratto d'opera, mentre non vale lo svolgimento ( svolti comunque UN GIORNO SOLTANTO la settimana ). Provi lo stesso, ma secondo me non c'è nulla da fare.
La prossima volta che le ricapita, stia attenta a stipulare un contratto di soli 5 giorni consecutivi, se vuole percepire l'indennità di disoccupazione. D'altronde credo che se non avesse accettato il progetto PON, sarebbe anche stata cancellata dalla salvaprecari e non le avrebbero neanche più dato l'indennità (in base alle leggi e circolari in merito).


^ SU


Valutazione servizio altro profilo per domande posizione economica

D: Leggendo la scheda inerente la valutazione dei titoli, mi sembra di capire che, anche il servizio in altri profili ATA possa essere valutato. Sono entrata in ruolo nel profilo di collaboratrice scolastica; in seguito, dopo aver superato un concorso, ho avuto  la qualifica di assistente tecnico, fino all'a.s. 2008/2009. Nello stesso anno, ho fatto il passaggio di profilo nell'area di assistente amministrativo, dove sono tuttora. Il mio DSGA, ritiene  di dover conteggiare per la valutazione dei titoli, solo gli anni di servizio svolti, come assistente amministrativa.

R: La valutazione del servizio prestato in scuole statali per altri profili del pers. ATA, è possibile solo per le domande per la 1^ Posizione Economica.
 
Per la 2^ Posizione Economica, come servizio di altro genere è valido solo:
- quello effettivo non di ruolo, prestato per un anno scolastico nella scuola statale nel profilo di responsabile amministrativo o Dsga (e solo per gli Assistenti Amministrativi).
 
Il suo DSGA, quindi, le ha detto giusto per la 2^ Posizione Economica (solo servizio nel profilo di appartenenza).

^ SU


Incarico annuale art.59 1

D: sono un collaboratore scolastico di ruolo. per A.S 2011/2012 ho la possibilità di avere un'incarico annuale da parte del preside, come collaboratore tecnico, sempre nella stessa scuola. che tipo di aspettativa posso prendere, oppure mi posso avvalere dell'ART 59 del ccnl del 2007. e se ci sono dei rischi quando devo ritornare nel mio vecchio ruolo di coll. scolastico.

R: Ma si tratta di un contratto di supplenza annuale come ASSISTENTE TECNICO, vero?
In questo caso, è giusto il riferimento all'art. 59 del CCNL 2007.

Non si preoccupi, non ci sono rischi per ritornare al suo ruolo di collaboratore scolastico, l'unico "problemino" possono essere le ferie e le festiv. soppresse maturate nei due contratti:
- nella supplenza di Ass.Tecnico, lei maturerà le ferie come un supplente annuale, e ne dovrà fuire per intero entro il 30 giugno (in quanto non pare sia consentito riportarle a nuovo nel ruolo a t.i., nè pagarle se non fruite), ed anche le fest. soppresse saranno solo quelle maturate (1 giorno ogni 3 mesi), da fruire anche queste entro il 30 giugno pena la loro perdita;
- quando il 1^ luglio tornerà nel suo prec. ruolo, le spetterano solo le ferie maturate per luglio ed agosto (ossia 2,66 giorni / mese), e solo il pezzo di fest. soppresse maturate.


^ SU


Incarico annuale art.59 2

D: Innanzitutto la devo ringraziare per la risposta chiara ed esauriente. ma mi scusi perchè se possibbile ho un altro quesito importante da chiederle.
se il contratto inizia  metà settembre quando inizia l'anno scolastico e termina piu o meno a metà giugno alla fine dell'anno scolastico.  L'aspettativa deve iniziare per forza all'inizio del mese ( primo settembre ) e  finire per forza la fine di giugno? o l'aspettativa può iniziare parallelamente con le date del contratto fatto dal preside, visto che è il preside che dà la supplenza e non l'assessorato.

R: L'aspettativa ex art.59 del CCNL, inizia dalla data della stipula del contratto di supplenza annuale, non necessariamente dal 1^ settembre se il contratto viene fatto dopo.


^ SU


Tempistica ricorsi supplenze

D: Abbiamo ricevuto un ricorso da un supplente perche' non interpellato per una supplenza per l'a.s. 2009/10 e 2010/11: entro quanto tempo avrebbe  potuto fare ricorso dalla nomina ad altro supplente?

R: La materia è controversa, non essendo scritto da nessuna parte nè essendoci decisioni di Tribunali in merito.
Le consiglierei anche di consultare un Avvocato di un Sindacato.

Cmq, la maggioranza della dottrina dice, che, non essendo più il contratto individuale di stampo pubblico ma un atto privato, le regole da applicare sarebbero quelle del codice civile.
Quindi, per instaurare una controversia in caso di errori nel conferimento di una supplenza, la prescrizione sarebbe di 10 anni, impugnabile davanti al Giudice del Lavoro.
Per lo stesso motivo, la supplenza non potrebbe neanche essere oggetto di autotutela, non trattandosi di atto amministrativo.


^ SU


Dichiarazione titoli accesso Mod.A2 e A2/bis

D: Volevo sapere se nei modelli di domanda per rinnovo inserimento gradautoria, A2 e A2/bis si devono dichiarare i titoli d'accesso alle graduatorie se già dichiarati nei precenti bienni? L'ordinanza riporta le domande con titoli e servizi già dichiarati sono a pena di esclusione, ma non è molto chiaro. L'A2 si usa se non ci sono state variazioni di servizio o titoli scolastici ma solo per gli abilitati? l'A2/bis non abilitati  solo per 1° inserimento o x aggiunta di nuove graduatorie non presenti nell'altro biennio, con dichiarazione solo nuovi titoli? ma non c'è qualche prospetto più semplificativo, non so come aiutare queste persone che vengono a scuola?

R: Nel Modello A2, a pag.4, bisogna indicare il titolo di studio valido per l'accesso alla graduatoria.
Il titolo va indicato da tutti, sia che si tratti di primo inserimento, sia che si tratti di confema o aggiornamento dell'iscrizione.

Nel Modello A2/bis, nella sez. A, il titolo di accesso alla graduatoria va sempre indicato anche se non dà luogo ad alcuna attribuzione di punteggio in quanto già precedentemente  valutato e quindi inglobato nel punteggio precedentemente acquisito.
 
Il Modello A2 è riservato a:
- aspiranti non abilitati che presentano domanda di inclusione in graduatorie di III fascia per la prima volta
- aspiranti non abilitati che, presenti nelle GI 2009/11, confermino gli stessi insegnamenti
 
Il Modello A2 bis si deve usare per aspiranti non abilitati che presenta domandano, sia per insegnamenti in cui già erano presenti nelle precedenti graduatorie d’istituto del biennio 2009-2011, sia per insegnamenti nuovi
 
Provi anche a chiedere ad un Sindacato. Le ricordo che ci dovrebbe essere anche il personale facenti parte del nucleo di supporto provinciale del MIUR.

^ SU


Contratti supplenza per corsi recupero

D: Un supplente impegnato per esami e scrutini dei corsi di recupero nei seguenti gg.: 2 - 5 - 6 settembre 2011 avrà un contratto dal 2 al 6 settembre o diversi contratti per i singoli giorni. Il supplente in questione è stato in servizio presso il ns.  istituto dal 1/2 al 16/6 - retribuito dalla scuola.
Per i supplenti retribuiti dal DPT con nomina del CSA al 30.6. impegnati in giorni non consecutivi per esami e scrutini corsi di recupero avranno un contratto unico dal 1 all'ultimo giorno di impegno o contratti per i singoli giorni?

R: Le cito due note del MIUR dove si affronta l'argomento: la n.10327/2008 e la n.9038/2009, ivi credo che troverà la risposta al suo quesito.


^ SU


Valutazione abilitazione graduatorie d'istituto

D: Buongiorno, chiedo se l’abilitazione ad insegnare alla scuola dell’Infanzia  è valutabile come altro titolo….abilitazione di cui lettera B della domanda …. per un’aspirante supplente che chiede l’inserimento nelle graduatorie 3^ fascia (mod. A2bis) AA  EE A345 e A445 e quanti punti le conteggiamo  12 AA e 6 rimanenti graduatorie?

R: Nella Tabella 1 allegata al Decreto, così si dispone:

B) ALTRI TITOLI DI STUDIO, ABILITAZIONI E IDONEITA’ NON SPECIFICI
1) Per altri titoli di studio di livello pari o superiore a quelli valutati al precedente punto A); per il superamento di altri concorsi, per titoli ed esami o altri esami anche ai soli fini abilitativi relativi ad altre classi di concorso o ad altri posti: punti 3 per ogni titolo.
 
Perciò quell'abilitazione alla scuola infanzia, dà diritto a 3 punti x EE, A345 e A445.
 
Per la scuola infanzia, il docente non ha chiesto di essere inserita in II fascia con il Mod. A1? Quindi per AA non potrebbe presentare il Mod.A2bis per la terza fascia, in quanto non si può essere inseriti in II e III fascia contemporaneamente.
Se non ha presentato il Mod.A1, ma solo l'A2bis, allora l'abilitazione all'infanzia è titolo di accesso (12 punti + 0,50 per ogni voto sup. a 76/100).

^ SU


Risoluzione per mancanza certificato idoneità all'impiego

D: IN DATA 01/09/2011 LA SCUOLA HA SOTTOSCRITTO UN CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO CON UN COLLABORATORE SCOLASTICO.
IL CS NELL'A.S.10/11 ERA IN SERVIZIO SINO AL 30/06/2011 (SUPPLENTE)

A GIUGNO 2011 PER IL TRAMITE DELLA SCUOLA DI SERVIZIO HA PRESENTATO ISTANZA DI PENSIONE DI INABILITA'.

IN DATA 04/09/2011 IL COLLABORATORE HA CHIESTO GG.60 DI MALATTIA, ED ALLA FINE DI SETTEMBRE 2011 HA PRESENTATO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DI RITO AD ECCEZIONE DEL CERTIFICATO DI IDONEITA' FISICA ALL'IMPIEGO. (Motivo della mancata presentazione: CONSIDERATO IL SUO STATO DI SALUTE IL MEDICO CURANTE NON LO RILASCIA.)

IL DIRIGENTE SCOLASTICO RITIENE CHE NEI PROSSIMI GIORNI DOVRA' EMANARE IL PROVVEDIMENTO DI RISOLUZIONE DEL LAVORO PER MANCATA PRESENTAZIONE DEL CERTIFICATO DI IDONEITA' FISICA.

LA COMMISSIONE MEDICA DI VERIFICA RIFERISCE CHE ENTRO OTTOBRE 2011 CHIAMERA' IL COLLABORATORE A VISITA.

SI CHIEDE SE E' LEGITTIMO ATTENDERE L'ESITO DELLA VISITA PRIMA DI EMANARE IL PROVVEDIMENTO DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO.

R: Il contratto a tempo indeterminato si perfeziona con la presentazione dei documenti di rito, tra cui il certificato di idoneità all'impiego che deve essere prodotto in tempi brevi.

La mancata presentazione di tale certificato, entro 30 gg dalla presa di servizio, comporta l'immediata risoluzione del rapporto di lavoro, ossia la decadenza del contratto: CONTROLLI BENE, PERCHE' CIO' E' SCRITTO CHIARAMENTE NEL TESTO DEL CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO.
 
Per le modalità di rilascio, dipende dalle varie Regioni (in alcune, leggi regionali lo hanno abrogato) e dunque dalle varie ASL.

^ SU


Proroga supplenza e rientro avente diritto

D: Sono un insegnante al quale hanno dato una supplenza in un liceo per sostituire un collega in malattia. Il collega dovrebbe rientrare il giorno X, nel caso in cui non rientri perché allunga il certificato medico rientrerà poi alla seconda scadenza oppure dovrò comunque permanere fino ad avente diritto?

R: Se la supplenza è stata conferita sulla base delle graduatorie d'istituto, dovrebbe spettarle la proroga, ai sensi del D.M. n.131/2007, art.7:

  1. Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.

  2. Nel caso in cui ad un primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro intervallato da un periodo di sospensione delle lezioni si procede alla conferma del supplente già in servizio; in tal caso il nuovo contratto decorre dal primo giorno di effettivo servizio dopo la ripresa delle lezioni.

La nomina "fino ad avente diritto" è fatta poichè, dal momento in cui andranno in vigore le nuove graduatorie d'istituto docenti 2011-2014, si dovrà nominare da esse.


^ SU


Rifiuto supplenza per impegno scuola paritaria

D: Ad una convocazione un supplente, che sul sistema Sidi risulta libero, rifiuta la supplenza perchè impegnato in una scuola paritaria.

Secondo me devo considerarla una 1^ rinuncia, poichè il regolamento delle supplenze parla di docenti totalmente inoccupati, ma sempre per quanto riguarda le scuole statali non anche paritarie.
Il supplente contesta questa cosa perche l'art. 8 parla di docenti inoccupati, lui invece sta lavorando.

R: Potrebbe essere applicabile il giustificato motivo di cui al comma 4 dell'art.8 del D.M. n.131/2007:

" Le sanzioni di cui al comma 1 non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola."
 
Quindi, un docente occupato con incarichi al 30/06 o 31/08 presso Scuole Paritarie o Scuole dell'Infanzia Comunali, interpellato e non disponibile ad accettare supplenza breve, non dovrebbe essere considerato rinunciatario: ciò in quanto potrebbe essere un giustificato e comprovato motivo  che il soggetto non può accettare la supplenza, per cui non si applicherebbe la sanzione e rimarrebbe invariata la sua posizione in graduatoria.
Dovrebbe, a tal fine, produrre alla scuola copia del contratto di supplenza stipulato con la scuola paritaria.

^ SU


Dimissioni supplenza e pag. ferie non godute

D: Sono una docente precaria di scuola primaria. L'anno scorso ho avuto incarico annuale fino al 30/6. A maggio per motivi personali sono stata costretta a dimettermi. Volevo sapere se mi spetta il pagamento delle ferie maturate fino alle dimissioni, considerato che non ne ho usufruito. Ed in caso non mi spettasse il compenso sostitutivo, vorrei conoscere la norma che prevede ciò.

R: Credo che le spetti il pagamento delle ferie non godute, i riferimenti li trova in queste circolari: Circ. n.8/2002 della RGS; Nota MIUR n.452/2002; Circ. n.17/2003 della RGS.

E' la scuola che deve fare un Decreto, inviarlo insieme al tabulato annuale alla RGS, che dovrà disporre la regolarità ed il pagamento al Tesoro.

^ SU


Precedenze graduatoria a parità punteggio

D: A seguito dell'aggiornamento ultimo della terza fascia docenti, per favore vorrei sapere a parità di punteggio a chi aspetta la supplenza quando un scuola chiama dalla terza fascia di istituto? Alla docente piu anziana come anno di nascita o a quella piu piccola con una figlia a carico.

Si è verificato che a parità di punteggio una docente piu grande stia davanti ad un piu piccola con figlia a carico nelle graduatorie di Istituto a.s.2011-2012. Le convocazioni sono avvenute con graduatorie incrociate.

R: In caso di parità di punteggio, vale la minore età anagrafica (il più giovane).

La riserva indicata nelle domande delle graduatorie (orfano di guerra, figli a carico, invalido, ecc.) e riportata nell'elenco, vale come preferenza e perciò come precedenza.
In caso di più riserve, valgono i numeri maggiori di titoli di precedenza/preferenza.
In caso di uguale riserva per i figli a carico, vale il maggior numero di figli.
 
Cmq, la graduatoria dovrebbe essere già elencata in modo da convocare prima i docenti "graduati" maggiormente, a parità di punteggio.

^ SU


Trasferimenti:


Inoltro domanda di mobilità

D: Come inoltrare la domanda di trasferimento come docente scuola superiore di secondo grado ?

R: La nota del MIUR n.11121 del 21/12/10 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=5201), fa obbligo da quest'anno di presentare la domanda di mobilità, anche per i docenti della secondaria di secondo grado, via web, tramite il sistema "Istanze OnLine".

Le modalità ed il modello, verrà riportato a breve all'interno del suddetto sistema.
Se avesse difficoltà, le conviene farsi supportare dalla Segreteria o da un Sindacato.


^ SU


Graduatorie d'istituto e accorpamento classi di concorso

D: Il quesito è il seguente:
Istituto Professionale, in ruolo nella A020, abilitato anche nella A071, sempre cattedre sul triennio nella A020.
A seguito della Riforma, il primo e secondo anno nel corso Termico sono state eliminate Tecnologia Meccanica-Comandi Pneumatici-Disegno, Meccanica Applicata ed Idraulica, il tutto per lasciar posto alla nuova materia "Tecnica di rappresentazione grafica".
Analoga sistuazione si è avuta, con le altre materie professionalizzanti, nei primi due anni dei corsi elettrici, elettronici ecc. nei quali, parimenti è stata introdotta la nuova "Tecnica di rappresentazione grafica".
LE PROSSIME GRADUATORIE DI ISTITUTO E, CONSEGUENTEMENTE, L'INDIVIDUAZIONE DEI POSSIBILI PERDENTI POSTO, COME DOVRANNO ESSERE REDATTE RELATIVAMENTE AL CONFLUIRE DI PIU' CLASSI DI CONCORSO NELLA NUOVA MATERIA DEL BIENNIO COMUNE?

R: E' una domanda alla quale è difficle rispondere, risultando mancanti ancora i riferimenti normativi e contrattuali.

L'ipotesi di CCNI sulla Mobilità per l'a.s.2011/20102 è stato siglato il 16/12/2010, i tempi per la stipula definitiva dipendono dal benestare della Funzione Pubblica.
 
Riporto quanto trovato su Internet sull'argomento (da siti sindacali, mese di novembre 2010):
1) Durante gli incontri riguardanti la messa a punto del Contratto relativo alla mobilità del personale a tempo indeterminato per l’a. s. 2011/2012, l’Amministrazione ha chiarito che le operazioni saranno svolte con le classi pre-riforma, il che comporterà ancora una volta il ricorso alle “classi atipiche”.
 
2) Durante gli incontri al ministero per mettere a punto il Contratto relativo alla mobilità del personale a tempo indeterminato per l'a.s. 2011/12, l'Amministrazione ha chiarito che l´iter di approvazione del decreto sulle nuove classi di concorso è ancora agli inizi e dunque anche per quest'anno le operazioni saranno svolte con le classi di concorso pre - riforma. Ciò comporterà ancora una volta il ricorso alle "classi atipiche", da estendere adesso anche alle classi seconde del nuovo ordinamento. Si complica dunque uno dei passaggi fondamentali della riforma Gelmini, ossia il riordino delle classi di concorso.

Il Ministero ha chiarito che, dati i tempi lunghi per l'approvazione del decreto sulle nuove classi di concorso e la necessità di chiudere per tempo il nuovo contratto sulla mobilità (da quest'anno serve anche il benestare della Funzione Pubblica) le operazioni, ancora per l'a.s. 2011/12, saranno svolte con le attuali classi di concorso.

3) Anche quest´anno i trasferimenti e i passaggi di cattedra e di ruolo saranno disposti applicando le regole sulle classi di concorso pre-riforma. Lo hanno reso noto i rappresentanti dell´amministrazione scolastica a margine di un incontro che si è tenuto stamattina a viale Trastevere, nell´ambito della contrattazione per il rinnovo del contratto annuale sui trasferimenti e i passaggi.

L´iter di approvazione del decreto sulle nuove classi di concorso, infatti, è ancora agli inizi. A breve dovrebbe arrivare il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, ma poi bisognerà procedere con l´acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge. E quindi non si farà in tempo ad approvarlo per le operazioni di mobilità. La contrattazione, invece, dovrà procedere a marce forzate, perché, da quest´anno, il contratto annuale, prima di diventare operativo, necessiterà del placet della Funzione pubblica. E questo ulteriore passaggio allungherà i tempi di almeno un mese.

 
Inoltre, le aggiungo di consultare la bozza di DPR del 30/09/09 sull'accorpamento delle classi di concorso (che le invio in allegato), in particolare all'art.4 potrebbe trovare la sua risposta.
Tale regolamento ancora non è stato approvato nè pubblicato, è passato sinora solo al vaglio del CNPI il 26/08/10.

ADDENDUM SUCCESSIVO: In merito al suo quesito precedente, non so se ne sia venuto a conoscenza, ma il MIUR ha emanato successivamente una nota specifica, la n. 272 del 14/03/11 (http://www.info-scuole.it/cms/index.php?itemid=5856) in cui così dice:

“..... Gli insegnamenti che trovano confluenza in più classi di concorso del pregresso ordinamento devono essere trattati come insegnamenti “atipici” la cui assegnazione alle classi di concorso deve prioritariamente mirare a salvaguardare la titolarità dei docenti presenti nell’istituzione scolastica, la ottimale determinazione delle cattedre e la continuità didattica. Ovviamente nella scelta della classe di concorso dovrà farsi riferimento all’indirizzo presente nella scuola, con particolare riferimento alle attività laboratoriali dei licei artistici. In presenza, nella scuola, di più di un titolare di insegnamenti “atipici”, si darà la precedenza a coloro che, in relazione al numero dei posti, risulteranno collocati con il maggior punteggio nella graduatoria di istituto unificata incrociando la varie graduatorie, nel rispetto delle precedenze di cui all’art. 7 del CCNI sulla mobilità. In assenza di titolari da “salvaguardare” l’attribuzione dovrà avvenire prioritariamente, previa intesa con l’Ufficio scolastico territoriale, scegliendo le classi di concorso in esubero a livello provinciale. In mancanza delle citate situazioni, il dirigente scolastico, sulla base del parere del collegio dei docenti, provvederà ad attribuire la classe di concorso in coerenza con il POF.”

^ SU


Invio online domanda mobilità

D: La segreteria della mia scuola avanza un dubbio: anche i docenti titolari in una provincia ma in servizio presso altra provincia sono tenuti all’invio on line della domanda di mobilità ? Oppure costoro devono consegnarla a mano alla segreteria della scuola di servizio che la inoltrerà al CSA di competenza ?

R: L'obbligo è sempre di presentarla online, per i docenti di scuola primaria, sec. di 1^ grado e di 2^ grado.

DALLE ISTRUZIONI SULLA PRESENTAZIONE ONLINE DELLE DOMANDE DI MOBILITA':
"Viene mostrata una pagina per  la scelta dell’ufficio a cui inviare la domanda. Il sistema propone l’ufficio calcolato in base ai dati di servizio del docente. 
Se l’ufficio proposto dal Sistema non corrisponde a quello di servizio, il docente ha la possibilità di cambiare l’Ufficio destinatario, scegliendone uno fra quelli proposti dal sistema.
La domanda va inviata alla segreteria dell’istituto (scuola) presso cui si presta servizio ovvero, in mancanza di sede di servizio, ad altro Ufficio da individuare secondo i criteri indicati nell’O.M. sulla mobilità del personale della scuola."

^ SU


Allegati domanda online

D: Come posso allegare gli allegati alla domanda di trasferimento per via telematica se non ho uno scanner per scannerizzare gli stessi?

R: Non bisogna scannerizzare gli allegati, ma compilarli su un file word o TXT, salvare i files e caricarli nella procedura.


^ SU


Incarico annuale art.59 CCNL e graduatoria perdenti posto

D: L'incarico annuale da docente (dal 1/9 e fino al 30/6), prestato da un assistente amministrativo a tempo indeterminato, interrompe la continuità di servizio come assistente ammininistrativo ai fini dell'attribuzione del punteggio per la formulazione della graduatoria dei perdenti posto?

R: Nota 11 alla Tabella di valutazione titoli: "Il servizio prestato in qualità di incaricato ex art. 5 dell'Accordo ARAN - OOSS 8.3.2002 e ex art. 58, del CCNL 24.7.2003 e ex art. 59 del CCNL del 29/11/2007, è da valutare con lo stesso punteggio previsto per il servizio non di ruolo. Tale servizio, qualora abbia avuto una durata superiore a 180 gg, interrompe la continuità."


^ SU


Esclusione graduatoria soprannumerari L.104/92

D: ASSISTENTE AMM.VA  che usufruisce dei permessi mensili per assistenza alla cognata DISABILE(sorella del marito) convivente della quale è stata nominata tutore legale. NELLA GRADUATORIA PER INDIVIDUARE  I PERDENTI POSTO, LA DIPENDENTE DEVE ESSERE ESCLUSA?

R: L'esclusione dalla graduatoria dei perdenti posto per assistenza ai disabili L.104/92, è ammessa solo per l'assistenza ai seguenti familiari: figli, genitori e coniuge, semprechè siano domiciliati nel comune di titolarità.


^ SU


Punteggio aggiuntivo continuità

D: Per la formulazione delle graduatorie d'istituto personale ATA, un'assistente amm.va, trasferitasi presso il ns. istituto dall'a.s. 2001/02, e a tutt'oggi in servizio presso di noi, (non ha mai presentato istanza di trasferimento) asserisce di aver diritto al punteggio aggiuntivo di punti 40. Una ns. collega che ha stilato la graduatoria le ha tolto i 40 punti. E' giusto? E' stato riferito che il punteggio aggiuntivo parte dall'a.s. 2000/01.

R: Ai fini della maturazione una tantum del punteggio di 40 punti è utile un triennio compreso nel periodo intercorrente tra le domande di mobilità per l'a.s. 2000/2001 e quelle per l'anno scolastico 2007/2008.
Le condizioni previste alla lettera F) titolo I della Tabella, si sono concretizzate se nel periodo indicato è stato prestato servizio nella stessa scuola, per non meno di 4 anni consecutivi: l'anno di arrivo, più i successivi 3 anni in cui non è stata presentata domanda di mobilità volontaria in ambito provinciale.
Nel caso specifico, spettano i 40 punti.


^ SU


Valutazione servizio altro ruolo per docenti

D: Nella formulazione delle graduatorie per l'individuazione dei docenti soprannumerari è stato evidenziato una valutazione dei punteggi di servizio non condivisa. Nello specifico trattasi di un collega laureato in ingegneria, entrato di ruolo come insegnante tecnico pratico e prestando servizio in tale ruolo per dieci anni di cui gli ultimi tre utilizzato come insegnante di matematica, successivamente ai dieci anni con corso abilitante e passato di ruolo come insegnante di matematica. Attualmente ai fini della valutazione dei punteggi, i tre anni di utilizzazione possono essere valutati con punteggio intero per lo stesso ruolo sei punti, oppure punti tre in quanto servizio da laureato ma nel ruolo di diplomato?

R: La valutazione del servizio in altro ruolo è stata sempre male interpretata: le tabelle di valutazione non sono state mai chiare in proposito ed hanno indotto le scuole a sbagliare nelle graduatorie interne.

Comunque, l'esatta interpretazione da dare è la seguente (preso da varie fonti):
1) Valutazione servizio in altro ruolo docenti scuola secondaria di 1° e di 2° grado: Il servizio di ruolo nella scuola secondaria di 1°  o di 2° grado viene sempre valutato 3 punti per intero per i docenti della scuola secondaria di 2° grado o viceversa.2) VALUTAZIONE SERVIZIO DI RUOLO DI SCUOLA SUPERIORE DIPLOMATO RISPETTO RUOLO LAUREATO (e viceversa): Premesso  che i ruoli nella scuola superiore sono due : ruolo laureati (tabella A e D equiparati) e ruolo diplomati (tabella C),
Nella scuola superiore (tabella A e D o Tabella C) il servizio di ruolo della scuola superiore (diplomati tabella C o Tabella A e D) va valutato per intero: punti 3 per ogni anno (ALLEGATO D Scuola secondaria punto 2 lett. B)  (Quindi non va sommato al pre-ruolo e non va valutato 3 punti per ogni anno fino 4 anni per intero e i 2/3 per i periodi eccedenti).


^ SU


Graduatoria perdenti posto: valutazione pre-ruolo

D: Docente a cui in base ad una prima ricostruzione carriera sono stati riconosciuti dei 21 anni di servizi pre ruolo:
1. ai fini giuridici ed economici = i primi 4 anni + 11 anni e 4 mesi (derivanti dai 2/3 di 17 anni);
2. ai soli fini economici = 5 anni e 8 mesi (derivante dai 1/3 di 17 anni).
Al raggiungimento del tetto di anzianità di 18 anni, ai sensi di quanto disposto dall'art. 4 comma 3 del DPR 399/1998,  si è proceduti ad effettuare una nuova ricostruzione di carriera con il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo  pari a 21 anni.
Premesso quanto sopra si chiede, ai fini della formulazione della graduatoria dei perdenti posto come deve essere valutato il servizio pre-ruolo?
I primi 4 anni interi e i restanti i 2/3
Oppure
Tutto il servizio pre-ruolo pari a 21 anni?

R: Il servizio pre-ruolo nella graduatoria dei perdenti posto, è sempre valutato i primi 4 anni per intero ed i restanti anni per i 2/3.
Infatti il servizio pre-ruolo viene valutato diversamente  rispetto alla domanda di trasferimento, e precisamente: 3 punti per i primi 4 anni e 2 punti per gli altri anni.
Diversi sono i casi (aventi criteri particolari di punteggio): della valutazione del servizio in altro ruolo; della valutazione del servizio tra la decorrenza giuridica ed economica della nomina in ruolo.


^ SU


Perdita benefici Legge 104/92

D: Dopo il dovuto ringraziamento per quanto contenuto nella pregiata Vs. risposta indirizzatami nei giorni scorsi, propongo il seguente nuovo quesito inerente le graduatorie di istituto e la determinazione dei sovrannumerari.
- La "precedenza" accordata ai sensi della L.104/92 per l'assistenza ad uno dei genitori nelle graduatorie di istituto, pubblicate recentemente, nel caso di morte dell'assistito fanno immediatamente decadere il suddetto diritto oppure permane fino alla successiva redazione delle graduatorie stesse?
- Le tabelle di viciniorietà per l'attribuzione del punteggio di avvicinamento al coniuge hanno valenza esclusivamente provinciale e dove sono reperibili?

R: 1) Chi ha richiesto di fruire dell' art. 33, co. 5 e 7 della L. 104/92 per la precedenza nei trasferimenti o per non essere dichiarato soprannumerario, deve comunicare tempestivamente all' USP, tramite la scuola di servizio, l'eventuale perdita del diritto alla precedenza o all' esclusione dalla graduatoria d' istituto, entro il decimo giorno antecedente la chiusura della funzione per l' acquisizione delle disponibilità e delle domande. La perdita del requisito di cui sopra non comunicato dall' interessato all'Amministrazione entro il termine che sarà stabilito nell' OM allegata al CCNI concernente la mobilità, comporta il rifacimento dei movimenti di chi ha usufruito di un requisito non più spettante.
Qualora, invece, il requisito citato si perda oltre il termine, il destinatario conserva definitivamente l'eventuale trasferimento ottenuto, mentre il diritto all' esclusione dalla graduatoria per l' individuazione dei soprannumerari è limitato all' anno scolastico per il quale sono già stati pubblicati, o stanno per esserlo, i movimenti. L'anno scolastico successivo, infatti, non potrà più avvalersi di tale beneficio.
2) Ogni Provveditorato agli studi possiede copia delle tabelle di vicinorietà, devono pertanto essere consultate o richieste presso di loro.


^ SU


Graduatoria interna e mancata presentazione certificazione esclusione

D: Abbiamo stilato la graduatoria d'istituto interna nei termini stabiliti. Successivamente nel mese di maggio, un docente ha solo mostrato e non presentato agli atti della scuola la certificazione ASL per la L.104 riferendo che lo avrebbe fatto solo se risultato soprannumerario. E' legale?
La nostra domanda è: Per titoli e servizi ed eventuali situazioni intervenute di handicap, devono essere presi in considerazione sempre se acquisite alla data di scadenza dei trasferimenti (21.03.2011)?

R: Senza addentrami in discussioni di tipo giuridico, le regole sono:
- per l'individuazione dei perdenti posto, e la relativa guaduatoria interna, si valutano esclusivamente i titoli e le precedenze posseduti entro il termine di presentazione delle domande di mobilità (21 marzo 2011);
- la graduatoria di istituto viene predisposta e pubblicata entro il 5 aprile 2011 (15 giorni successivi al termine di presentazione delle domande);
- nel caso si riscontrino errori è necessario presentare reclamo al Dirigente scolastico entro dieci giorni dalla pubblicazione della graduatoria all'albo dell'istituto. Il Dirigente scolastico è tenuto ad esaminarlo entro 10 giorni e ad apportare gli eventuali correttivi alla graduatoria.

Pertanto, credo che, se il docente non presenta entro il termine ultimo per fare reclamo (dieci giorni dalla pubblicazione della graduatoria all'albo dell'istituto) la documentazione per fruire delle precedenze che danno diritto all'esclusione dalla graduatoria, ne perde definitivamente il relativo beneficio per l'a.s. in cui vale la graduatoria.

Domando: nel fascicolo personale del docente non risulta nulla di nulla?
Perchè, se risultasse, il docente (per assurdo) potrebbe eventualmente obiettare che l'amministrazione poteva acquisire d'ufficio la notizia, avendone agli atti i documenti.


^ SU


Dimensionamenti e perdita posti Dsga

D: La legge cosiddetta finanziaria che andrà a cambiare il panorama delle scuole per i prossimi anni prevede che le regioni si adoperino affinchè le scuole con un esiguo n° di alunni (inferiore a 1000 per noi) debba essere oggetto di dimensionamento nel senso che perderanno l'autonomia e saranno "rette" da scuole vicinorie. Ad oggi mi risulta che la maggior parte delle regioni, si sono attenute in previsione esclusivamente delle nuove entità che potranno nascere e non avrebbero intenzione di razionalizzare il già risicato numero di entità scolastiche.
Questo oltre tutto nell'ottica di temere di veder scomparire un n* importante di posti di lavoro specie in segreteria. Premetto che sono un dsga incaricato (assistente am.vo di ruolo) inserito nella riserva che ancora non sappiamo che  ne faranno degli idonei per la mobilità professionale da B a D e la prospettiva che si evince dalle decisioni governative non fa certo sperare in ottimistiche conclusioni. Sarei grato di un Vs parere a proposito.

R: Gentilissimo, io ne so quanto ne sa Lei.

Ogni Regione si regolerà di conseguenza, ed emanerà delle direttive proprie.
Nella mia Regione, il Lazio, l'atto di indirizzo emanato prevede che:
- si potranno formare nuovi Comprensivi, basta che almeno superino 800 alunni - quindi è stata consentita, a quanto pare, una deroga alla legge
- i Comprensivi già esistenti, dovranno avere almeno 600 alunni per "sopravvivere"
- la deroga per i Comuni di montagna è per quelli al di sopra dei 600 Mt.
Come sa, le Provincie stanno prendendo accordi in questi giorni, sentiti i Comuni e le Scuole, per redigere una proposta da far approvare alle Regioni entro dicembre.
 
So anche, per averlo letto da giornali e Internet, che diverse Regioni hanno proposto ricorso, contro questa regola della legge, alla Corte Costituzionale, poichè il dimensionamento dovrebbe essere una materia a loro riservata.
Se la Corte Cost. approverà il ricorso, come speriamo tutti, la regola verrà abrogata e non si faranno più questi Mega-Comprensivi.
 
Per quanto riguarda i posti Ata che si perderanno, le stime le hanno fatte i Sindacati, come Lei ben saprà.
 
Per la situazione degli inidonei, avrà letto che le domande di passaggio al ruolo ATA sono state del 10% circa del totale (500 su 5.000); poichè originariamente avevano accantonato circa 1.300 posti, ora i Sindacati hanno chiesto al MIUR di liberare questi altri 800 restanti per destinarli ad assunzioni e supplenze.

^ SU


Mobilità ATA altra provincia

D: La disturbo per chiederle alcune informazioni riguardanti la mobilità per il personale ata assunto a t.i. dal 01/09/2011 con titolarità sull'ATP e che per vedersi assegnata la sede definitiva dovrebbe compilare ( di solito in primavera ) la domanda di trasferimento. E' possibile chiedere altra provincia e altra regione? E se possibile e in caso di posti disponibili nell' altra provincia e altra regione, cosa accade per quanto riguarda la Dpt pagante e la sede Inpdap?

R: Da una veloce ricerca, anche sull'ultima ipotesi di CCNI Mobilità 2012/2013 siglata il 15/12/11, pare che il vincolo di non poter chiedere trasferimento fuori provincia per 5 anni sussista solo per i docenti, e non per il personale ATA.

Se poi dovesse ottenere tale trasferimento, la scuola dove prenderà servizio comunicherà al Tesoro la nuova sede e quindi la competenza. 

^ SU


Powered By Website Baker