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SPECIALE TOTO' ![]()
LA PIÙ FAMOSA LETTERA DEL CINEMA HA COMPIUTO 52 ANNI
Un omaggio dedicato al film (con estratti audio & video) TOTO', PEPPINO E LA MALAFEMMINA
![]() ![]() ![]() Commedia (Italia 1956) b/n 118' - 91' Regia: Camillo Mastrocinque Soggetto: Nicola Manzari, dalla canzone "Malafemmena" di Antonio De Curtis Sceneggiatura: Totò, Edoardo Anton, Camillo Mastrocinque, Alessandro Continenza Fotografia : Mario Albertelli Scenografia : Alberto Boccianti Musica: Lelio Luttazzi Aiuto regia : Mario Morassi, Mario Castellani Direttore produzione : Laurenti, Vignati, Tolusso Produzione : DDL (Dino De Laurentiis Cinematografica), Roma Interpreti principali: Totò, Peppino De Filippo (I Fratelli Caponi) Altri interpreti: Teddy Reno, Nino Manfredi, Mario Castellani Partners femminili: Dorian Gray, Vittoria Crispo, Linda Sini Il personaggio di Totò è: Antonio Caponi Il personaggio di Peppino è: Peppino Caponi Tutti gli interpreti e personaggi: Totò ( Antonio Caponi ) Peppino De Filippo ( Peppino, suo fratello ) Vittoria Crispo ( Lucia, la loro sorella ) Teddy Reno ( Gianni, suo figlio) Nino Manfredi ( Raffaele ) Dorian Gray ( Marisa Florian ) Lamberto Antinori ( un suo amico ) Augusto Di Giovanni ( Nicola, il mezzadro ) Mario Castellani ( Mezzacapa ) Delia Orman ( sua moglie ) Eduardo Toniolo ( Remo ) Corrado Annicelli ( il Conte ) Salvo Libassi ( Marassi ) Linda Sini ( Gabriella ) Gianna Cobelli ( una ballerina ) Rita Rubirosa ( un'altra ballerina ) Donatella Randisi ( Mariangela ) Luisa Ciampi ( la bambina Giulietta ) Gino Ravazzini ( l'amministratore del teatro ) Corrado Alba ( il ballerino di samba ) Gianni Partanna ( il maitre del Grand Milan ) Emilio Petacci ( il signore col mal di denti ) LA TRAMA
"Nà femmena busciarda m'ha lasciato.." Inizia cosi: Totò Peppino e la malafemmina, con Antonio (Totò) e Peppino (Peppino De Filippo) che corrono col calesse verso casa, cantando questa strofa, poi ricorrente nel film. Antonio e Peppino Caponi, con la sorella donna Lucia, sono proprietari di una fattoria nelle campagne campane, più precisamente a Colizzi. Donna Lucia è vedova, ed ha un figlio, Gianni (Teddy Reno) che sta partendo per Napoli, per andare a studiare medicina. Antonio e Peppino, si divertono a rompere i vetri a Mezzacapa, un loro confinante. Sono fratelli, ma abbastanza diversi: Antonio è uno spendaccione, donnaiuolo, mantre Peppino è più tradizionale, tirchio, e nasconde i soldi sotto un mattone. Antonio, con la vita che fa è sempre senza soldi, ma ha trovato un metodo per rubarli a suo fratello: ha scavato un minitunnel dalla sua stanza, per accedere al nascondiglio di Peppino, cosi prende quello che gli serve. E nonostante ciò, Antonio ha anche il coraggio di chiedere dei soldi in prestito a Peppino: "Mi dovresti prestare ottantamila lire" - "Ah ah ah, io ti posso prestare queste quarantamila lire qua. Oh, ricordati che mi devi quarantamila lire" - "E perchè?? Scusa io ti ho chiesto ottantamila lire, tu me ne hai potuti prestare solo quaranta, per arrivare a ottantamila lire, quante milalire ci vogliono?" - "Quaranta.." - "E allora lo vedi che sei tu che mi devi dare quarantamila lire a me...". Accompagnano
il nipote alla stazione, lui arriva a Napoli e va a stare
da un conoscente di famiglia. Una sera, gli si presenta davanti
al balcone una ragazza molto bella, scappata da una festa noiosa.
Lui
suona la chitarra per lei, poi si baciano, dopodichè lei
scappa
via senza dirgli nemmeno il nome. Purtroppo in casa c'è una
ragazzina, innamorata di Gianni, che vede la ragazza uscire, e per
gelosia scrive una lettera a Donna Lucia che dice: "Vostro figlio
invece di studiare, si perde con donne di malaffare. Un'amica".Donna Lucia naturalmente si dispera, e chiama subito i suoi fratelli, ma loro, nel frattempo, sono impegnati nella discussione sull'acquisto di un nuovo trattore. Chiede Peppino: "Quanto l'hai pagato?" - "Due milioni e mezzo.." - "E i soldi chi te li ha dati?" - "Lascia fare.." - "Ma lo sai guidare?" - "Non lo so guidare ma non significa niente perchè ci sono le istruzioni: Dunque dunque, ah, è scritto in milanese..." - "E chiamamo a Mezzacapa.." - "A chi! Lascia stare andiamo andiamo.." E cosi si mettono a guidare il trattore senza sapere come si fa, iniziano ad andare a zig zag, fino a che non vanno a
sfondare un muro a Mezzacapa!Mezzacapa furioso si precipita a casa loro per farsi risarcire.. "Un milione mi dovete dare, un milione!" - "Un milione? Dagli questo milione, non mi far vedere più 'sta Mezzacapa davanti agli occhi" Dice Antonio a Peppino "Aah chi!! Io dò un milione a Mezzacapa, e una casa intera quanto costa!". Più tardi donna Lucia mette al corrente i fratelli del problema con Gianni, e loro gli mandano un biglietto che dice: "Attento, gli zii ti guardano". Intanto Gianni scopre che la ragazza misteriosa fa la cantante di rivista, e decide di seguirla a Milano. Infatti il giorno prima aveva incontrato a Napoli Mezzacapa, e gli aveva chiesto trecentomila lire. Lui va a casa dei Caponi per farsi ridare i soldi e li mette al corrente di tutto. Donna Lucia saputa la cosa decide di andare a Napoli.. "Io vado a Napoli!" E Antonio: "Ma dove vuoi andare, ma che ti credi che Napoli stia all'angolo del vicolo.." E Mezzacapa: "Signora, è inutile che ci andate, a Napoli non c'è più nessuno.." "L'hanno evacuata?", chiede Antonio. "Ma no, vostro nipote non c'è più, ha seguito la caravella delle donne perdute". Antonio: "Hai
capito? A Napoli le donne hanno perduto le caramelle.." - "Ma che avete
capito? La caravella delle donne perdute è un opera di rivista".
Antonio: "Hai capito? A Napoli le donne hanno perduto le caramelle
mentre passavano la rivista.." - "Ma che state dicendo.. - "Aaah,
Mezzacà, queste frasi sottosemaforo non ci convincono; chi le ha
perdute queste caramelle!?" - "Ma nessuno! La caravella è una
rivista, è la fidanzata di Gianni fa la cantante. Adesso stanno
a Milano". Donna Lucia: "Allora andiamo subito a Milano". Antonio: "Ma
dove vai a Milano? Ma lo sai che per andare a Milano, perlomeno ci
vogliono quattro giorni di mare!" Peppino: "Eh, se bastano.." - "O
pè mare o pè terra, ho detto che vado a Milano e ci
andrò!" - "Peppì, qua ci tocca accompagnare nostra
sorella a Milano. Però ci vorrebbe qualcuno che ci mettesse a
giorno" - "Qualcuno, e io che ci sto a fare? Tutti mi chiamano il
milanese", risponde Mezzacapa "Ma dovete stare attenti, a Milano
c'è un clima rigido, vento freddo, bufere.." Peppino: "Le
bùfere? A Milano, così per la strada?" Antonio:
"Sì, entrano nei palazzi, salgono le scale.." (Tutti e due
naturalmente hanno capito le bufale!) "E poi, la nebbia! A Milano
quando c'è la nebbia non si vede.." Antonio: "Perbacco! E chi la
vede??".![]() Intanto Gianni prosegue il suo rapporto con Marisa a Milano, e sono sempre più innamorati. I Caponi però stanno ormai partendo per andare a rimettere il nipote sulla retta via, arrivano alla Stazione Centrale con pellicce e colbacchi, perchè Mezzacapa aveva detto che a Milano fa freddo: "Ma io non lo so che hanno da ridere", si lamenta Peppino. "E per forza, ti sei visto allo
specchio? Tu caro Peppino, vestito da milanese sei ridicolo!" - "E
perchè tu no?" - "Ma che c'entra, io sò evoluto.." -
"Intanto Mezzacapa aveva detto che faceva freddo, che c'era la nebbia."
- "Ma, scusa, come disse Mezzacapa? Quando c'è la nebbia non si
vede, la nebbia c'è e non si vede".![]() Arrivano in albergo, sistemano la loro roba: prosciutti, caciotte, galline ecc., ed iniziano a scrivere una lettera a Marisa, per persuaderla a lasciare Gianni. Dopodiché escono per consegnare la lettera ed i soldi, ma la sorella Lucia non si fida, così esce anche lei per andare da questa Marisa Florian. Antonio e Peppino si ritrovano in Piazza Duomo,
un pò spaesati.. "Bello, che sarà il Municipio?", dice
Peppino guardando il Duomo. "Ma che dici? Quella è la famosa
Scala!" - "E dove sta?" - "che cosa?" - "La scala" - "E starà
dentro.." Poi decidono di chiedere informazioni ad un vigile,
scambiandolo per un ufficiale austriaco. "Eschiusmi, bitteschen; noio,
volevon savuar l'indiriss.. ia?" - "E ma bisogna che parliate italiano
perchè io non vi capisco" -"Aah, parla italiano! Complimenti!
Senta: per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare... sa,
è una semplice informazione." - "Se volete andare al manicomio
vi ci accompagno io!", risponde seccato il vigile.![]() Intanto Donna Lucia ha già trovato Marisa, ed ha cambiato opinione su di lei, vedendo che in realtà è una ragazza seria. Dopo un pò arrivano anche Antonio e Peppino, ma Marisa crede che siano impresari sudamericani, e li invita ad entrare: "Adelante Adelante". Antonio: "Adelaide? Adelaide?" - "Allora, vogliamo parlare delle condizioni finanziarie? Io ho molte spese, un tenore di vita.." - "Pure il tenore! Vabbè ma col tenore ci parlo io..." Poi il mistero si svela: "Ma allora voi siete.." - "I nipoti di Gianni.. i Gianni di nipoti... Gianni ha un nipote.. e chi è
questo nipote... mi fai parlare a me che sono il maggiore? Noi siamo
gli zii di Gianni, Gianni è nipote a noi, ai Caponi". Marisa
è molto contenta e pensa ad una visita di cortesia, pensando che
il cestino con i soldi sia solo un regalo per lei, poi va in scena.Più tardi Antonio e Peppino, prendono appuntamento con le altre ballerine, per andare a cena in un ristorante di lusso, e vanno avanti a prenotare, entrano: "Buonasera signori" - "Lo conosci? ha salutato" - "A Milano sono educati, saluta: buonasera" - "Quanti sono i signori?" - "Non lo sappiamo, a Milano non sappiamo quanti signori ci sono.." - "Ma no, quanti sono loro" - "Ah, noi due! Siamo i fratelli Caponi". Marisa legge la lettera degli zii, e manda un biglietto di addio a Gianni, che non capisce e la raggiunge al ristorante. Gli zii sono
nello stesso ristorante ma al piano di sopra, il maitre gli dice: "Non
vi preoccupate, vi combinerò un servizio del quale non vi
scorderete mai più" - "E questo ce lo fa il servizio, ci ha
minacciato chiaramente..". Dopo un paio d'ore sono ubriachi fradici,
intanto Gianni canta Malafemmina a Marisa, Antonio e Peppino
riconoscono la voce del nipote, e si affacciano al balconcino urlando.La mattina seguente sono tutti e due a letto con mal di testa e indigestione, e donna Lucia li sgrida: "Guardate un poco 'sti vecchi rimbambiti" - "Ha parlato 'a minorenne, e comunque l'obi ettivo è
stato raggiunto, la ragazza è stata liquidata", risponde
Antonio. "Liquidata? Le uniche parole che quella ragazza meritava, non
gliele avete sapute dire". Qualche anno dopo, Gianni e Marisa sono
ormai sposati ed hanno due bei bambini, gli zii Antonio e Peppino
portano in giro il maggiore, Giannino. "Ma dove sta Giannino?", chiede
a sua madre Gianni. "Se lo sono portato col calesse quei due
scervellati.. dicono che gli devono insegnare le tradizioni di
famiglia" Già, rompere i vetri a Mezzacapa...ANNOTAZIONI
Il film è ispirato dalla meravigliosa canzone, scritta e intonata da Totò, "Malafemmena". Si dice che l'abbia composta dopo l'infelice flirt con Silvana Pampanini. Anche se sembrerebbe che il Principe l'abbia dedicata alla moglie separata, in procinto di sposare un altro. E' la prima pellicola dove i nomi di Totò e di Peppino De Filippo compaiono nei titoli. Per il Principe si tratta della quarantasettesima interpretazione. Per De Filippo, invece, è la quarantatreesima. Un film entrato nel cuore della gente. Già all'epoca fu un successo senza precedenti e ancora oggi viene visto e rivisto da un numerosissimo pubblico tutte le volte che viene ritrasmesso da qualche TV. Anche la pubblicità si è più volta servita di alcune scene memorabili, soprattutto quelle alla stazione di Milano, o a Piazza del Duomo ("Noio vulevon savuar"). Alla sceneggiatura aveva collaborato lo stesso Totò, visto oltretutto che il film è tratto dalla sua più celebre canzone. ![]() Il film venne girato nel giugno del '56 con esterni a Napoli e a Milano. I duetti tra i fratelli Caponi sono tutti esilaranti: dalla lettera che Totò detta a Peppino, al loro arrivo a Milano vestiti di tutto punto, dal "volevon savoir" rivolto al vigile urbano davanti al Duomo, alla scena in cui Mezzacapa infuriato va a casa dei Caponi per chiedere il risarcimento dei danni per il muro rotto e
l'inevitabile balletto di sedie intorno al tavolo.Il film arriva nelle sale a settembre ed e' un successo clamoroso, successo di pubblico naturalmente, perchè la critica, come sempre per i film di Totò, si impegna stavolta a non considerarlo: la maggior parte delle recensioni del film sono senza firma o anonime, o collocate in rubriche marginali. Il regista del film, sull'onda dell'entusiasmo e degli incassi, un anno dopo girò una versione "seria" di Malafemmina, con Nunzio Gallo e Maria Fiore.
Le migliori scenette:
1) la dettatura della lettera; 1) la calata "cafonesca" nel Ristorante - Night Club; 2) l'arrivo dei tre fratelli alla Stazione Centrale di Milano con abbigliamento da "milanesi"; 3) a Milano, il vigile tedesco: "noio vulevon savuar"; 4) l'avventura con il trattore nuovo; 5) le discussioni con il vicino Mezzacapa per il risarcimento del danno del muro rotto. LA LETTERA
Indimenticabile la scena della dettatura della lettera. Totò detta la lettera a suo fratello. E questo è il risultato: ![]() TOTÒ - Giovanotto! Carta, calamaio e penna, su... avanti, scriviamo! Dunque... Hai scritto "dunque"? PEPPINO - Eh, un momento no? TOTÒ - E comincia su! PEPPINO - Carta... calamaio... e penna... oh.. la carta... TOTÒ - Signorina! ...Signorina!! PEPPINO - E... dove sta? TOTÒ - Chi è? PEPPINO - La signorina! TOTÒ - Quale signorina? PEPPINO - Hai detto: "Signorina!" TOTÒ - È entrata la signorina? PEPPINO - E che ne so? TOTÒ - Signorina! PEPPINO - (voltandosi verso la porta della stanza) Avanti! TOTÒ - Animale! "Signorina" è l'intestazione autografa! Della lettera! Oh! Signorina,... (Peppino butta via il primo foglio di carta e comincia a scrivere su uno nuovo) TOTÒ - E vabbè... non era buona quella signorina lì? PEPPINO - Vabbè... TOTÒ - Signorina, veniamo... veniamo.. noi... con questa mia a dirvi PEPPINO - ...con questa mia a dirvi TOTÒ - A dirvi... una parola! Addirvi! PEPPINO - ... addirvi una parola... TOTÒ - che PEPPINO - che TOTÒ - che PEPPINO - che... TOTÒ - che è? PEPPINO - Uno? Quanti? TOTÒ - Che è? PEPPINO - Uno che? TOTÒ - Uno che? PEPPINO - Che è? Che è? TOTÒ - Scusate se sono poche PEPPINO - Che è? TOTÒ - Che è? ... Scusate se sono poche... Ma settecentomila lire, punto e virgola, noi ci fanno specie che quest'anno, una parola, questanno c'è stato una grande moria delle vacche, PEPPINO - ... una grande ... TOTÒ - Come voi ben sapete. Punto! PEPPINO - Punto. TOTÒ - Due punti! PEPPINO - ... due punti... TOTÒ - Ma sì... fai vedere che abbondiamo... abbundandis in abbundandum. Questa moneta servono... questa moneta servono... questa moneta servono a che voi vi consolate... Aoh... scrivi presto! PEPPINO - ...con insalate... TOTÒ - ... Che voi vi consolate... PEPPINO - ... ah, avevo capito "con l'insalata"... TOTÒ - E non mi far perdere il filo che ce l'ho tutta qui!... PEPPINO - Eh, avevo capito coll'insalata! TOTÒ - Dai dispiacere ... dai dispiacere che avreta... che avreta?... che avreta!! Eh già, è femmina... è femminile... che avreta perché... perché? PEPPINO - Non so... TOTÒ - Che non so? PEPPINO - Perché che cosa? TOTÒ - Perché che? PEPPINO - Ahh! TOTÒ - Dai dispiacere che avreta perché!!! È aggettivo qualificativo no? PEPPINO - Ah, io scrivo... TOTÒ - Perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona... Ma che stai facendo una faticata? S'asciuga il sudore...! PEPPINO - Ehh... TOTÒ - Che siamo noi medesimo di persona... vi mandano questo, perché il giovanotto è studente che studia... che si deve prendere una Laura... PEPPINO - ... Laura... TOTÒ - Laura! ... che deve tenere la testa al solito posto, cioè sul collo. PEPPINO - ... sul collo. TOTÒ - Punto, punto e virgola. Punto e un punto e virgola! PEPPINO - Troppa roba! TOTÒ - Ah, lascia fare! Che poi dicono che siamo provinciali... siamo tirati... PEPPINO - Ma è troppo... TOTÒ - Salutandovi indistintamente... salutandovi indistintamente... sbrigati! Salutandovi indistintamente ... i fratelli Caponi. Che siamo noi. Questa ... apri una parente. Apri una parente e dici: "che siamo noi". I fratelli Caponi. Hai aperto la parente? PEPPINO - Mm. TOTÒ - Chiudila! PEPPINO - Ecco fatto TOTÒ - Vuoi aggiungere qualcosa? PEPPINO - Mah, "senza nulla a pretendere" non c'è bisogno? TOTÒ - In data odierna. IL VIGILE TEDESCO
![]() TOTÒ- (a Peppino) Ma tu ci credi? 'Sto paese è così grande che io non mi raccapezzo.
PEPPINO- Ma come si fa? TOTÒ- Bisognerebbe trovare qualcuno, che so?, per sapere l'indirizzo di questa Marisa Florian... PEPPINO- (indicando un vigile urbano) Domandiamo a quel militare là. TOTÒ- A quello? Ma che, sei pazzo? Quello dev'essere un generale austriaco, non lo vedi? PEPPINO- E va bene... Siamo alleati! TOTÒ- Siamo alleati? PEPPINO- Eh. TOTÒ- Già, è vero: siamo alleati. PEPPINO- Siamo alleati. TOTÒ- Andiamo. (Lo prende per mano e vanno insieme dal vigile). (Al vigile) Excuse me! (Pesta un piede a Peppino). PEPPINO- Ahi! TOTÒ- (a Peppino) E scansati! (Poi al vigile) Scusi, lei è di qua? VIGILE- Dica. TOTÒ- È di qua? VIGILE Si, sono di qua. Perchè, m'ha ciapa' per un tedesco? TOTO Ah, è tedesco? (A Peppino) Te l'avevo detto io che era tedesco... PEPPINO- Ah... E allora come si fa? TOTÒ- Eh, ci parlo io. PEPPINO (scettico) Perchè, tu parli... TOTÒ- Eh: ho avuto un amico prigioniero in Germania. Non m'interrompere, se no perdo il filo. (Al vigile) Dunque, excuse me, bitte schòn... Noio (indica sè e Peppino)... VIGILE- Se ghe? TOTÒ- (a Peppino) Ha capito! PEPPINO- (a Totò) Che ha detto? TOTÒ- (a Peppino) Dopo ti spiego. (Al vigile) Noio... volevam... volevàn savoir... l'indiriss...ja.. VIGILE- Eh, ma bisogna che parliate l'italiano, perchè io non vi capisco. TOTÒ- Parla italiano? (A Peppino) Parla italiano! PEPPINO- (al vigile) Complimenti. TOTÒ- (al vigile) Complimenti! Parla italiano: bravo! VIGILE- Ma scusate, dove vi credevate di essere? Siamo a Milano qua! TOTÒ- Appunto, lo so. Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare. Sa, è una semplice informazione... VIGILE- Sentite... TOTÒ e PEPPINO- Signorsì, signore. VIGILE -... se volete andare al manicomio... TOTÒ e PEPPINO- Sissignore. VIGILE -... vi accompagno io. TOTÒ e PEPPINO- Sissignore. VIGILE- (li saluta, ma prima di allontanarsi) Ma guarda un pò che roba! Ma da dove venite voi, dalla Val Brembana? TOTÒ -(a Peppino) Non ha capito una parola... ![]() ![]() ![]() SEZIONE VIDEO
Scarica e guarda alcuni estratti dal film (formato WMV): 1 - La dettatura della lettera (5:58 - 20.6Mb) 2 - Il vigile tedesco (2:12 - 8.57Mb) 3 - Mezzacapa (1:57 - 6.95Mb) 4 - Le ballerine (9:49 - 33.7Mb) 5 - Teddy Reno canta "Malafemmena" (2:44 - 9.63Mb) 6 - Teddy Reno canta "Chella lla'" (2:22 - 8.31Mb) |
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